LA GENTE DI GAZA: PALESTINESI DI SERIE B?

25 marzo 2014

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Sono una palestinese di Gaza, non un’aliena

La gente di Gaza non ha bisogno della solidarietà della comunità internazionale, ha bisogno di essere trattata come esseri umani.

Per Abeer Ayyoub
22 marzo 2014

Sono una palestinese di Gaza, non semplicemente “una di Gaza”. Non sono esattamente quello che si vede nei media mainstream: non sono un’ esperta nel lancio di razzi, non vivo sotto le macerie e non mi baso sulle dispense umanitarie.

In realtà, non sono mai stata a conoscenza di come la gente al di fuori di Gaza ci ha visto, fino a quando mi è stata data la possibilità di lasciare l’enclave isolata per la prima volta. La prima volta che ho lasciato Gaza è stato nel 2012, quando mi sono recata a Gerusalemme per alcuni incontri di lavoro. Era strano scoprire che anche i palestinesi che vivono a sole decine di chilometri di distanza sono anche fuorviati dai media circa la verità dei palestinesi nella striscia.

Ero estremamente sopraffatta nel vedere le altre parti della mia patria per la prima volta. Volevo dire a tutti quelli che incontravo che ero di Gaza, dal momento che la maggior parte delle persone non arrivano mai ad incontrarci nella vita reale. “Sono di Gaza,” ho annunciato al receptionist palestinese presso il fantasioso hotel East Jerusalem con un ampio sorriso. Sono rimasta senza parole quando ironicamente ha chiesto se avevo qualche razzo in tasca. Mi aspettavo tali commenti da israeliani, ma mai da un palestinese.

Il giorno dopo, ho viaggiato da Gerusalemme a Ramallah su un autobus nei pressi della Porta di Damasco. Dopo aver trovato un posto vicino al finestrino, un bell’uomo è vebuto a sedersi accanto a me. Abbiamo fatto alcune chiacchiere – potrei dire che era di Betlemme, ma lui non aveva idea da dove venivo io. “Sono di Gaza,” ho detto. “Ma no, ma tu sei carina e intelligente!”, ha detto. Ancora una volta, sono rimasta senza parole. Dove diavolo ha preso l’idea che la gente di Gaza sia meno carina o intelligente di quella di Betlemme?

Questi incidenti non potevano preparare le reazioni che avrei ricevuto quando ho viaggiato negli Stati Uniti, poche settimane dopo, dove alcune persone non avevano neanche l’ idea che Gaza esiste .

Quindi, per tutti coloro che sono indotti in errore dalle foto di bombardamenti e massacri : sì, c’è un conflitto in corso in Palestina, non solo a Gaza. E sì, Gaza non è una regione autonoma, è una parte della Palestina occupata. Questi fatti non mi fanno un’ aliena.

E ‘diventato faticoso e offensivo ascoltare ripetutamente le persone che chiedono se la gente di Gaza fa shopping, riceve un’istruzione, va in palestra o in viaggio. Sì, i 1,8 milioni di persone assediate di Gaza che vivono sotto il fuoco, totalmente isolate dal mondo, vanno a scuola e all’università , trovano lavoro adeguato, e viaggiano (quando l’Egitto apre il valico di Rafah).

La gente di Gaza non ha bisogno della solidarietà della comunità internazionale. Le dispense umanitarie non sono le uniche cose che mancano alle persone di Gaza. Gaza è piena di persone di talento e di intellettuali. I palestinesi di Gaza hanno bisogno solo di essere trattati come normali esseri umani che meritano rispetto per insegnare al mondo intero come vivere giorno per giorno.

 

 

Tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

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ARTICOLO ORIGINALE

http://972mag.com/want-to-support-gazans-treat-us-with-respect/88748/

I’m a Palestinian from Gaza, not an alien

The people of Gaza don’t need the sympathy of the international community, they need to be treated like human beings.

By Abeer Ayyoub

I’m a Palestinian from Gaza, not simply “a Gazan.” I’m not exactly what you see in the mainstream media: I’m no expert in firing rockets, I don’t live under rubble and I don’t rely on humanitarian handouts.

Actually, I was never aware of how people outside of Gaza saw us until I was given the chance to leave the isolated enclave for the first time. The first time I left Gaza was in 2012, when I traveled to Jerusalem for some work meetings. It was strange to find out that even Palestinians who live only dozens of miles away are also mislead by the media about the truth of Palestinians in the strip.

I was extremely overwhelmed to see the other parts of my homeland for the first time. I wanted to tell everyone I met that I was from Gaza, since most people never get to meet us in real life. “I’m from Gaza,” I announced to the Palestinian receptionist at the fancy East Jerusalem hotel with a wide smile. He went speechless before mockingly asking whether I had any rockets in my pockets. I expected such comments from Israelis, but never from a Palestinians.

The next day, I traveled from Jerusalem to Ramallah on a bus near Damascus Gate. After finding a window seat, a handsome man came to sit beside me. We made some small talk – I could tell he was from Bethlehem, but he had no idea where I was from. “I’m from Gaza,” I said. “ No way, but you are cute and smart!” he said. Once again, I went speechless. Where on earth did he get the idea that people from Gaza are any less cute or smart than those in Bethlehem?

These incidents could not prepare me for the reactions I would receive when I traveled to the United States a few weeks later, where some people had no idea that Gaza even exists.

So, for all those who are misled by photos of bombings and bloodshed: yes, there is an ongoing conflict in Palestine, not only in Gaza. And yes, Gaza is not an independent region, it is a part of occupied Palestine. These facts don’t make me an alien.

It became tiresome and offensive to repeatedly hear people ask whether people in Gaza go shopping, receive an education, go to the gym or travel. Yes, the 1.8 million besieged people in Gaza who live under fire, totally isolated from the world, do go to schools and universities; find proper jobs; and travel (when Egypt opens the Rafah crossing).

The people of Gaza do not need the sympathy of the international community. Humanitarian handouts are not the only thing people in Gaza lack. Gaza is full oftalented and intellectual people. Palestinians in Gaza need only to be treated like normal humans who deserve respect for teaching the whole world how to live day by day.

Read more:
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Abeer Ayyoub, 26, studied English literature at the Islamic University of Gaza. She is a journalist who covered the last war on Gaza and has recently covered various internal issues. She has written pieces online in English for Al Jazeera, Haaretz and other publications.

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