LA GRANDE BUFALA DEL RUANDA CHE AIUTA GLI IMMIGRATI

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RaiawaduniaBY  · SET 13, 2019

I media hanno battuto la notizia come un grande esempio di solidarietà internazionale.

Il presidente ruandese Paul Kagame  si è detto disposto ad accogliere in patria almeno 30 mila immigrati africani respinti dalle muraglie europee.

Nei prossimi giorni ad Addis Abeba davanti ai rappresentati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e dell’Unione Africana, l’organizzazione internazionale che unisce tutti gli Stati africani e che ha sede proprio nella capitale etiope sarà solennemente stipulato un accordo in tal senso..

Secondo questa intesa, il piccolo Paese africano, che è già dato una patria a centinaia di migliaia di profughi in fuga dalla Repubblica democratica del Congo e dal Burundi, si impegna a fornire un “porto sicuro” ai migranti attualmente rinchiusi in condizioni inumane nei lager libici.

Bene, con questa vicenda la solidarietà c’entra ben poco. Anzi nulla.

Lo stato dei diritti umani in Ruanda è a dir poco drammatico e Kagame è un despota, per lungo tempo finanziato e protetto dagli Stati Uniti, che ai suoi oppositori riserva galera e morte.

Il Ruanda di Kagame ” produce” profughi. Il paese delle mille colline è stato infatti protagonista di un’infinita sequenza di orrori nella vicina Repubblica Democratica del Congo.

Dopo il genocidio di un milione di tutsi, di fronte all’avanzare dell’esercito tutsi capitanato da Kagame, milioni di Hutu fuggirono in Congo. La follia imperiale francese volle che i loro campi profughi fossero costruiti proprio a ridosso della frontiera tra Ruanda e Congo. Da questi campi partirono quotidiane incursioni degli Hutu in Ruanda con la speranza di riprendere il potere. La risposta di Kagame fu durissima e spietata. Il suo esercito invase la Repubblica democratica del Congo e un milione di Hutu fuggirono nella foresta e lì vennero sterminati.

Il Ruanda di Kagame è stato il principale protagonista della cosiddetta Prima Guerra Mondiale Africana combattuta per appropriarsi delle immense ricchezze del sottosuolo congolese. Un conflitto che negli anni è costato la vita a più di dieci milioni di innocenti, la diffusione dello stupro come arma di sostituzione etnica, la messa in schiavitù di decine di migliaia di uomini, donne e bambini, trasformati in minatori da eserciti assassini spesso guidati da comandanti ruandesi.

Il Ruanda è divenuto in questo modo sanguinario esportatore di materie prime inesistenti sul suo territorio predate nel paese limitrofo.

Il Ruanda di Kagame non è esempio di solidarietà, ma del suo esatto contrario.

Gli immigrati sono business, uno dei tanti affari della nostra attualità. Accoglierli significa appropriarsi di una fetta dei contributi messi a disposizione da chi ha di fatto messo in piedi questo schifosissimo affare sulla pelle degli ultimi del mondo.

La “civilissima” Europa.

silvestro montanaro

 

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