“La guerra civile è già iniziata in Israele?” di Shlomi Eldar

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domenica 20 dicembre 2015

L’incitamento arriva forte e chiaro anche questa volta, ma la scritta sul muro è molto più grande di quanto lo fosse prima l’assassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin nel 1995. Questa volta  nessuno potrà dire “Non abbiamo visto nulla di  male.”

 Rabin rifiutò di indossare un giubbotto antiproiettile perché non credeva possibile l’uccisione di un ebreo da parte di un altro ebreo. L’amara lezione ci ha insegnato che un Ebreo può uccidere un altro Ebreo. Israele vive un momento di profonda e violenta spaccatura politica sociale  che include   tutte le correnti politiche. Di questo è responsabile, in gran parte, il Primo  ministro Benjamin Netanyahu.

Netanyahu si è posto l’obiettivo di delegittimare la sinistra israeliana. Tutto è iniziato durante il suo primo mandato (1996-1999). Durante la visita a una sinagoga nel quartiere Bukharim a Gerusalemme nel 1999 ha sussurrato all’orecchio del rabbino Yitzhak Kaduri – uno dei leader spirituali di Shas Party – “La sinistra ha dimenticato cosa vuol dire essere un Ebreo“. Questo atteggiamento è continuato in tutti i suoi mandati.

Ispirato da Netanyahu  il termine “sinistra” è diventato sinonimo di tradimento, e il suo uso si è diffuso. Ogni organizzazione per i diritti umani è stigmatizzata come organizzazione di sinistra. Ogni organizzazione di sinistra è immediatamente sospettata da coloro che sono stati convinti che “sinistra” è un termine dispregiativo. E tutti noi sappiamo quale sia la punizione per alto tradimento. 

 Coloro che hanno dimenticato “che cosa significa essere un Ebreo” sono ora accusati di non essere sciovinisti sbandieratori, di non essere patrioti. Non importa se hanno servito nelle forze armate, sacrificato la loro vita, se  sono stati feriti durante il servizio o hanno perso un membro della famiglia. 

Netanyahu ha condannato di malavoglia la campagna di incitamento in corso controil presidente Reuven Rivlin. Rivlin era il beniamino dei coloni, poi è diventato  un traditore. Tra poco si potrebbe iniziare a sentire  canti come “Con il sangue e fuoco il presidente deve essere mandato via”. Per il momento, però, i suoi detrattori si limitano a urlare  “Rivlin non è il mio presidente”.

Va ricordato che tutto quello che ha fatto è stato esprimere il dolore e la compassione per le sofferenze dei palestinesi di Gaza, non per i militanti armati.  Egli non ha espresso solidarietà con Hamas né con qualsiasi altra organizzazione armata palestinese. La gente dimentica che Rivlin  si era  opposto con veemenza al disimpegno da Gaza 2005 e che  considera Hebron un pilastro dell’esistenza ebraica. La violenza contro di lui  mostra come la società israeliana  si sia spostata a destra. Ciò che  fino a pochi anni fa  era considerata una posizione di centro ora è  definita come  sinistra radicale, pericolosa e surreale.

Il 15 dicembre l’organizzazione Im Tirtzu ha rilasciato un video clip dal titolo “Agenti esteri.” Esso  mostra un  terrorista in mezzo a una folla di israeliani che tira fuori un coltello e i “difensori dei terroristi”, ossia i traditori,  vengono in suo soccorso. Questidifensori sono: Hagai El-Ad, presidente della B’Tselem; Avner Gvaryahu di Breaking the Silence; Yishai Menuhin, il presidente del Comitato Pubblico contro la tortura e Sigi Ben Ari, avvocato presso il Centro per la Difesa dell’Individuo (Hamoked).

Visto da centinaia di migliaia  di persone  “Agenti stranieri” mira a promuovere un progetto di legge sponsorizzato da Yoav Kisch (Likud) che punta a colpire le organizzazioni che ricevono denaro da enti statali esteri. Verso la fine del clip,  una voce femminile dichiara: “Mentre stiamo combattendo i terroristi, ci stanno combattendo.”

Il 16 dicembre, il presidente di B’Tselem ha pubblicato una risposta: “Ho paura dell’ occupazione, dell’ indifferenza per le ingiustizie,  per l’ ipocrisi . Vorrei poter contare su 1% di una attenzione amichevole.”

 Ronen Shoval, uno dei co-fondatori di Im Tirtzu, che ha lasciato l’organizzazione e attualmente è presidente del Consiglio Accademico per la politica nazionale, ha detto ad Al-Monitor che la campagna di incitamento contro di lui in questi giorni e le minacce di morte ricevute da parte dei membri del Nuovo Fondo di Israele e di  Peace Now hanno attraversato la linea rossa. 

“Non posso dire che se ci sarà  una guerra tra  noi. E’ molto probabile che un assassinio politico avrà luogo, ma da questo a una guerra civile, la distanza è grande“. Il Video clip, le uniformi naziste  di nuovo mostrate  in una violenta campagna,  dimostrano che la lezione dell’ultimo assassinio politico in Israele (Rabin) non è stata appresa. La guerra in Israele è già iniziata. Non ci sono ancora vittime sul campo, ma presto ci saranno.

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