La madre di Vik :Vittorio non odiava Israele. Israele odiava Vittorio

 20 aprile 2011

“Mio figlio torna come un bagaglio, senza alcun tipo di cerimoniale. E’ una cosa normale, ci sara’ a riceverlo a Roma la sua compagna, poi da li’ sara’ portato all’istituto di medicina legale della Sapienza”.

Cosi’ Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni ospite stamattina a “24 Mattino” su Radio 24 parla del rientro in Italia della salma del figlio, previsto oggi.
La signora, che e’ anche sindaco a Bulciago (Lecco) ha ribadito il perche’ non ha voluto che la salma passasse da Israele: “Ripeto quello che ha detto suo papa’: ‘Israele non ha mai voluto Vittorio da vivo, non lo vedra’ mai passare da morto’. E’ una questione di pura coerenza.

Inoltre quando Vittorio voleva uscire dalla Striscia di Gaza, ci fu un portavoce dell’Esercito israeliano che disse: ‘Dal mare e’ venuto, dal mare ritorni’, ma non poteva mica andarsene a nuoto. Mio figlio non era amico dello Stato di Israele, ci mancherebbe, ma quando siamo di fronte a un oppresso e a un oppressore non c’e’ neanche da domandarsi verso chi va la propria scelta – ha continuato la madre di Arrigoni -. Mio figlio non odiava Israele, denunciava pero’ l’assedio criminale di Gaza. Non e’ odiare uno Stato ma scrivere cosa faceva Israele alla popolazione, a un milione e mezzo di persone che vive allo stremo”.
Sui moventi dell’omicidio la mamma di Arrigoni ha detto: “A me interessa solo sapere perche’ hanno mirato a lui. Penso tante cose, penso che era in procinto di partire, l’hanno voluto fermare prima? Stava raccogliendo materiale per scrivere un libro sui pescatori e i contadini. Tante cose mi passano per la testa ma non me la spiego”. E ai quotidiani che oggi parlano di  stile di vita occidentale’ o addirittura di movente omofobo per l’uccisione Egidia Beretta risponde sorridendo: “Lo stile di vita di Vittorio?
Quando mi capitava di vederlo gli dicevo ‘povero come sei conciato, sei vestito come un barbone’. Lui faceva la vita con gli altri, e quando seppe che fui rieletta a sindaco mi disse ‘vado a festeggiare, con pollo e riso’. Ma quale stile di vita…”.
A chi accusava il figlio di avere una visione distorta del conflitto israelo-palestinese la Beretta ha replicato: “Quanti morti hanno fatto i missili lanciati su Israele? E quanti morti ci
sono stati a Gaza? Qualche termine di paragone si puo’ anche utilizzare. Io sono stata la prima a deprecare anni fa l’uccisionedi uno studente israeliano per un missile, ma poi successe che per un morto israeliano furono uccisi 200-300 palestinesi. E allora mi dicevo che neanche in via Rasella a Roma successe cosi'”.

Infine una lettura sul fatto che a uccidere Vittorio siano stati uominidella fazione che lui stesso aiutava: “Non voglio permettermi paragoni impropri – ha concluso la Beretta – ma andiamo a vedere chi ha ucciso Gandhi o Rabin. Molte volte e’ proprio il popolo a cui ti rivolgi che ti si rivolta contro. Succede. Comunque non rimprovero niente a Vittorio. Eravamo molto uniti e affini, quando ci si parlava io gli dicevo sempre ‘prudenza, prudenza’, anche suo papa’ ma lui non ha agito con avventatezza, quando era in pericolo era perche’ condivideva il pericolo degli altri. Quando ho detto che sono orgogliosa non era un modo di dire. Vittorio e’ universale, c’e’ l’orgoglio ma non perche’ e’ finito sulle pagine dei giornali, ma perche’ sono contenta di cio’ che ha fatto”.
(ITALPRESS).
sat/com
20-Apr-11 16:45
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Pubblicato da arial a 10:50
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