LA NUOVA GUERRA DI LOGORAMENTO DI ISRAELE AI PALESTINESI DI GERUSALEMME

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Palestinians were praying outside Al Aqsa Mosque in Jerusalem on Friday to mark Eid al Adha celebrated throughout the Muslim world as a commemoration of Abraham’s willingness to sacrifice his son for God

di Jonathan Cook

3 dicembre  2018

Il presidente ceco Milos Zeman ha offerto uno stimolo  al governo ultra-nazionalista di Netanyahu durante la sua visita a Israele dell’ambasciata statunitense in maggio.

E’ questo tipo di sostegno che, di recente, ha incoraggiato il governo di Netanyahu, i tribunali israeliani, i funzionari di Gerusalemme e le organizzazioni dei coloni a incrementare il loro assalto congiunto ai Palestinesi della Città Vecchia e dei  quartieri circostanti.

Israele non ha mai nascosto la sua ambizione di prendere il controllo di Gerusalemme Est, del territorio palestinese che ha occupato nel 1967 e che poi si è annesso, come modo di impedire che apparisse un nuovo stato palestinese vitale.

Israele ha iniziato immediatamente a costruire un arco di insediamenti ebraici sul fianco orientale di Gerusalemme per isolare i suoi abitanti palestinesi dal loro hinterland politico, la Cisgiordania.

Più di dieci anni fa, Israele ha consolidato il suo dominio con un gigantesco muro di cemento che taglia Gerusalemme Est. Lo scopo era di isolare i quartieri palestinesi densamente popolati sull’altro lato, assicurandosi che le altre aree di maggior valore    e più vulnerabili, cioè la Città Vecchia e i suoi dintorni, potessero essere  colonizzate più facilmente, o “giudaizzate” come li definisce Israele.

Questa zona, il cuore di Gerusalemme, è quella dove si trovano meravigliosi luoghi sacri come la moschea Al Aqsa e la Chiesa del Santo Sepolcro.

Con la copertura della guerra del 1967, Israele ha condotto una pulizia etnica di  molte centinaia di Palestinesi che vivevano vicino al Muro Occidentale, un muro di sostegno dell’elevato complesso di Al Aqsa che è venerato nel giudaismo.

Israele ha costretto le autorità musulmane del complesso  a permettere a un numero record di ebrei di visitarlo, anche se la maggior parte di loro desiderano vedere la moschea sostituita da un terzo tempio ebraico. Nel frattempo, Israele ha severamente limitato il numero di Palestinesi che possono arrivare a quel luogo sacro.

Finora, Israele si è per lo più mossa con  discrezione, facendo dei cambiamenti gradualmente, di modo che hanno rischiato raramente di infiammare il mondo arabo o di provocare la reazione occidentale. Però, dopo lo spostamento dell’ambasciata voluto dal presidente Trump, una nuova fiducia israeliana è tangibile.

Su quattro fronti, Israele ha dimostrato il suo nuovo spirito risoluto Innanzitutto, con l’aiuto di tribunali israeliani sempre più condiscendenti, ha intensificato gli sforzi per cacciare i palestinesi dalle loro case nella città vecchia e appena fuori dalle sue mura storiche.

Il mese scorso, la corte suprema ha emesso una sentenza che sanziona lo sfratto di 700 palestinesi da Silwan, un quartiere densamente popolato, situato su una collina al di sotto di Al Aqsa. Ateret Cohanim, un’organizzazione di coloni sostenuta da guardie armate sovvenzionate dal governo, è ora pronta a conquistare il centro di Silwan.

Significherà  più sicurezza e più polizia per proteggere la popolazione dei coloni, e un numero maggiore di funzionari della città che applicheranno regole di pianificazione svantaggiose per i palestinesi. Le inevitabili proteste giustificheranno altri arresti di palestinesi, compresi i bambini. Ecco come funziona la pulizia etnica burocratica.

La corte suprema ha anche respinto un appello contro lo sfratto di una famiglia palestinese da Sheikh Jarrah, un altro quartiere chiave vicino alla Città Vecchia. La decisione apre la strada all’espulsione di molte altre dozzine  famiglie.

B’Tselem, il gruppo israeliano per i diritti umani, ha descritto queste sentenze come “approvazione della più vasta mossa di espropriazione di Palestinesi fin dal 1967.”

Contemporaneamente, il parlamento di Israele ha approvato una legge per accelerare l’acquisizione dei coloni.

Per molti anni, Israele ha creato una serie di parchi nazionali attorno alla Città Vecchia con il pretesto di preservare le “aree verdi”. Alcuni tentennano nei quartieri palestinesi riguardo a fermare la loro espansione, mentre per altri si è dichiarato che erano sulla terreno delle case palestinesi esistenti per giustificare l’espulsione degli occupanti.

Ora il parlamento ha invertito il corso. La nuova legge, redatta da un altro gruppo di coloni, Elad, consentirà la costruzione di case nei parchi nazionali, ma soltamto per gli ebrei.

L’obiettivo immediato di Elad è di rafforzare la presenza dei coloni a Silwan, dove ha supervisionato un parco nazionale vicino ad Al Aqsa. L’archeologia è stata cooptata presumibilmente per dimostrare che l’area era governata dal re David mentre vengono cancellati migliaia di anni di storia successiva, in particolare l’attuale presenza palestinese.

Le attività di Elad includono degli scavi sotto le case palestinesi, che indeboliranno le loro fondamenta.

Un grande nuovo centro visitatori su temi di storia ebraica,  dominerà l’ingresso di Silwan. A completamento del progetto c’è una funivia da 55 milioni di dollari, progettata per trasportare migliaia di turisti all’ora sopra Silwan e altri quartieri, rendendo gli abitanti palestinesi invisibili mentre i visitatori vengono portati, senza che facciano alcun sforzo, al Muro occidentale senza mai incontrarli.

I coloni hanno i loro metodi subdoli. Con la connivenza delle autorità, hanno falsificato i documenti per impossessarsi delle case palestinesi più vicine ad Al Aqsa. In altri casi, i coloni hanno reclutato collaboratori arabi per indurre con l’inganno altri palestinesi a vendere le loro case.

Una volta trovato un appiglio, i coloni di solito trasformano la casa di cui si sono appropriati, in un complesso armato.

Dopo la recente vendita ai coloni di una casa situata strategicamente nel quartiere musulmano della Città Vecchia, l’Autorità Palestinese ha istituito una commissione di inchiesta per indagare. L’Autorità Palestinese è, però, pressoché impotente a fermare questo saccheggio dopo che Israele, nel 1995,  ha approvato una legge che gli negava qualsiasi ruolo a Gerusalemme.

La stessa misura viene ora applicata energicamente contro i pochi residenti che cercano di fermare il banditismo dei coloni.

Adrian Ghaith, governatore di Gerusalemme e residente di Silwan, la settimana scorsa è stato arrestato per la seconda volta e gli è stato vietato di entrare in Cisgiordania  di incontrare funzionari dell’Autorità Palestinese. A Adnan Husseini, ministro israeliano per Gerusalemme, è stato vietato da Israele di viaggiare.

La settimana scorsa, molti palestinesi sono stati arrestati a Gerusalemme, accusati di lavorare per l’Autorità Palestinese per fermare le vendite di case ai coloni.

È una tranquilla campagna di logoramento, progettata per sfinire i residenti palestinesi di Gerusalemme. La speranza è che alla fine si dispereranno e si trasferiranno nei lontani sobborghi della città fuori dal muro oppure in Cisgiordania.

Ciò di cui i palestinesi di Gerusalemme hanno urgente bisogno è un motivo di speranza e di un chiaro segnale che altri paesi non si uniranno agli Stati Uniti per abbandonarli.

Una versione di questo articolo è apparsa per la prima volta sul National, di Abu Dhabi.

Jonathan Cook ha vinto il Premio speciale Martha Gellhorn per il giornalismo. I suoi libri includono “Israel and the Clash di Civilization:: Iraq, Iran and the Plan to  Remake the Middle East”(Pluto Press) e “Disappearing Palestine: Israel Experiments in Human Despair” (Zed Books). Il suo sito web è www.jonathan-cook.net.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/israels-new-war-of-attrition-on-jerusalems-palestinians

Originale: The Nation

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

LA NUOVA GUERRA DI LOGORAMENTO DI ISRAELE AI PALESTINESI DI GERUSALEMME

http://znetitaly.altervista.org/art/26505

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