La nuova “strada dell’apartheid” di Israele riguarda molto di più della semplice segregazione.

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Israele sostiene che la nuova strada, che separa Israeliani e Palestinesi con un muro alto otto metri, allevia il traffico per i coloni mentre aiuta i Palestinesi a  muoversi più facilmente in Cisgiordania. Gli oppositori dicono che contribuirà a creare enclaves di soli Israeliani liberi da qualsiasi presenza palestinese.

Edo Konrad – 16 gennaio 2019

Foto di copertina: La Route 4370, conosciuta come la “strada dell’apartheid”, a est di Gerusalemme, in Cisgiordania. (Oren Ziv / Activestills.org)

Israele ha inaugurato una settimana fa la nuova autostrada “di separazione” nella West Bank occupata, con un muro di cemento  alto otto metri che divide gli automobilisti palestinesi e quelli israeliani in entrambe le direzioni. Etichettata come la strada dell’apartheid dagli oppositori, le motivazioni ufficiali della Route 4370 sono quelle di alleviare il traffico per i coloni israeliani che si recano a Gerusalemme, oltre che creare un nuovo modo di viaggiare per i Palestinesi che si muovono tra la Cisgiordania settentrionale e quella meridionale.

Eppure, nonostante tali dichiarazioni, i sostenitori della lotta contro l’occupazione e per i diritti umani sostengono che l’autostrada separata è un altro modo per creare aree esclusivamente israeliane – libere da qualsiasi presenza palestinese – in Palestina. Ed è un segnale che Israele e gli Israeliani non considerano più la segregazione come qualcosa di cui vergognarsi.

Mentre in passato  si cercava con grande sforzo di nascondere la segregazione al pubblico israeliano, oggi la stessa è percepita come legittima”, ha affermato Efrat Cohen-Bar, organizzatore e  fondatore della ONG israeliana Bimkom. “In un Paese in cui ogni mattina viene proposta una nuova legge discriminatoria, una breve strada separata non infiamma più nessuno”.

Il Ministro israeliano per la Sicurezza Pubblica, Gilad Erdan, ha definito l’autostrada “un esempio della capacità di creare coesistenza tra Israeliani e Palestinesi, proteggendo al contempo le attuali sfide alla sicurezza”.

Per Cohen-Bar invece, l’autostrada deve essere considerata all’interno del complessivo sistema di strade separate in Cisgiordania che spesso costringe i Palestinesi a utilizzare sottopassaggi per non disturbare il traffico dei coloni sopra di loro. “L’autostrada 4370 dovrebbe essere vista in un contesto più ampio ovvero come continuazione della politica di separazione [di Israele] e della creazione di enclaves di soli Israeliani”.

Agli occhi di Daniel Seidemann, avvocato e attivista che dirige l’ONG israeliana Terrestrial Jerusalem, e che ha passato gli ultimi 20 anni a monitorare il cambiamento del panorama della città, la Route 4370 ha anche una dimensione geopolitica. L’autostrada, dice, fa parte della strategia a lungo termine di Israele di “creare contiguità territoriale tra Gerusalemme e gli insediamenti che la circondano”, in particolare la zona  estremamente contestata dell’E1, l’area di 12 kmq situata tra Gerusalemme e l’insediamento di Ma’ale Adumim nella West Bank

Donne palestinesi camminano sul lato palestinese della Route 4370, conosciuta come la “strada dell’apartheid”, ad est di Gerusalemme, in Cisgiordania. (Oren Ziv / Activestills.org)

Per decenni, Israele ha sperato di occupare l’area con gli insediamenti, collegandoli poi a Gerusalemme e biforcando efficacemente la Cisgiordania.

Inoltre, dice Seidemann, la strada è solo il primo passo del piano di Israele per impedire totalmente ai Palestinesi l’uso della Route 1, parti della quale sono utilizzate nella West Bank sia da Israeliani che da Palestinesi. Tutto ciò, secondo lui, ha lo scopo di minare la possibilità di creazione di uno Stato palestinese e di far avanzare l’annessione progressiva di vaste aree della Cisgiordania.

Netanyahu è impegnato in una spinta strategica per determinare unilateralmente un confine “de facto” tra Israele e la cosiddetta Palestina”, afferma Seidemann. “La strada si sta aprendo ora perché le politiche del Primo Ministro stanno infine convergendo. L’end-game è l’annessione dell’Area C della West Bank con una minima presenza palestinese. Questo è ciò che stiamo vedendo accadere in E1.”

Nei Territori Palestinesi Occupati, la Route 4370 non è la prima autostrada separata ad uso esclusivo degli Israeliani. Durante la Seconda Intifada, Israele chiuse al traffico palestinese la Route 443, un’autostrada che collegava Gerusalemme all’area di Tel Aviv, a seguito di numerosi casi di spari mortali a veicoli israeliani. Nel giugno 2007, i residenti dei sei villaggi vicino alla Route 443 presentarono una petizione all’Alta Corte di Giustizia israeliana per riaprire la strada ai Palestinesi. Due anni e mezzo dopo, la corte stabilì che ai Palestinesi doveva  essere permesso di utilizzare la strada della West Bank.

L’Alta Corte stabilì che, almeno sulla carta, Israele doveva smettere di segregare la Route 443“, continua Seidemann. “Questo caso però è diverso. Non è una politica ad hoc, ma piuttosto una strategia  pensata con largo anticipo. Si tratta di costruire infrastrutture separate e parallele per Israeliani e Palestinesi; questo genere di cose non è mai stato fatto prima“.

La Route 4370 ha lo scopo di creare un effetto domino”, dice Ahmad SubLaban, ricercatore sul campo per il gruppo per i diritti umani di Gerusalemme Ir Amim. “L’autostrada fa parte di un puzzle che si unirà per collegare infine Gerusalemme a Ma’ale Adumim, Gush Etzion, gli insediamenti dell’area di Ramallah e l’insediamento di Givat Ze’ev. In questo momento, il puzzle è incompleto.”

Per ora, i cittadini israeliani che usano la strada viaggeranno più facilmente andando dagli insediamenti nell’area di Ramallah ai quartieri ebraici di Gerusalemme, specialmente durante l’ora di punta. Quelli che guidano dalla parte palestinese non potranno entrare a Gerusalemme, ma  la nuova strada accorcerà il loro viaggio dall’area di Ramallah alla parte meridionale della West Bank.

 

Trad: Grazia Parolari “contro ogni specismo, contro ogni schiavitù” – Invictapalestina.org

Fonte:https://972mag.com/israels-new-apartheid-road-is-about-more-than-segregation/139682/?fbclid=IwAR3WzEcOmLH5a7_soUpVmOSjE6pUsjTd1GqI_ZQP7A5aLHZHo15Jcs-vovQ

 

 

La nuova “strada dell’apartheid” di Israele riguarda molto di più della semplice segregazione.

La nuova “strada dell’apartheid” di Israele riguarda molto di più della semplice segregazione.

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