La Palestina in venti punti

Wednesday, 18 January 2012 07:01 Mazin Qumsiyeh

 Riportiamo di seguito una sintesi dell’intervento del professor Mazin Qumsiyeh sulla resistenza popolare palestinese non violenta tenuto ad Udine il 10 gennaio scorso nell’ambito dell’iniziativa Palestina Bene Comune.

1- La Palestina è situata ad ovest della Mezzaluna Fertile, un’area che comprende Palestina, Giordania, Libano, Siria e Iraq. Qui, nella Mezzaluna Fertile, si sviluppò l’agricoltura, presero avvio per la prima volta nella storia le pratiche di domesticazione degli animali (es. capre, asini e cammelli) e di piante (grano, orzo, ceci, lenticchie, olivi).
2- In quest’area si svilupparono anche le prime forme di civiltà , il primo alfabeto (dal Fenicio-Cananeo) e le prime leggi. Fu anche il luogo in cui si svilupparono le scienze come l’astronomia, l’ingegneria e la matematica.
3- Gli abitanti originari della parte occidentale della Mezzaluna Fertile erano chiamati Cananei e la lingua originale parlata era l’Aramaico, la lingua parlata da Gesù (nacque nel paese che fu denominato in seguito Palestina e pertanto era palestinese).
4- Dall’Aramaico antico derivarono il Siriaco, l’Arabo e l’Ebraico che assieme costituiscono il ceppo delle lingue semitiche.
5- L’alfabeto arabo si diffuse nella Terra di Canan meridionale (nelle attuali Giordania e Palestina) mentre il Latino si diffuse nella Terra di Canan settentrionale(gli attuali Libano e Siria). L’alfabeto in uso oggi in Europa proviene dalla nostra parte di mondo.
6- La popolazione della Terra di Canan meridionale, Palestina inclusa, ha subito (sopportato) molte invasioni militari e quindici volte fu governata da re o imperatori (Persiani, romani, Omayyadi, Abbasidi, Israeliti, etc.)
7- Nel corso del tempo le idee religiose si sono evolute da quelle cananee pagane a quelle monoteistiche del Cristianesimo (I secolo), al Giudaismo Rabbinico (III secolo), all’Islam (VII secolo).
8- La Palestina è sempre stata caratterizzata da una società multi-religiosa e multi-culturale, nonostante i tentativi di omologazione compiuti in certi periodi (ad esempio, i Crociati uccisero ed esiliarono ebrei, musulmani e cristiani appartenenti ad altre sette).
9- La popolazione ebraica attuale – così come quella cristiana e musulmana attuale – ha origini etniche e retroterra culturali differenziati. È quindi geneticamente (biologicamente) eterogenea.
10- Prima dell’ondata migratoria degli Ebrei europei, i Palestinesi appartenevano a numerose religioni: circa 85% Musulmani, 10% Cristiani, 5% Ebrei e altri. Per centinaia d’anni i Palestinesi di diversi credo religiosi vissero in relativa armonia.
11- Il Sionismo è un’idea politica che si diffuse fra una minoranza di Ebrei europei che adottarono le nozioni europee del nazionalismo etnocentrico e quindi sostenevano che, a causa delle discriminaizoni subite in Europa – gli Ebrei dovessero raccogliersi tutti in Palestina e creare uno Stato ebraico. I socialisti ebrei assieme ad altri Ebrei credevano nella lotta per i diritti all’uguaglianza. I sionisti credevano che i sentimenti anti-ebraici fossero funzionali ai loro interessi (al loro progetto) e così collaborarono con i razzisti. Ci fu un accordo fra il movimento sionisti e il Terzo Reich per il trasferimento degli ebrei in Palestina. I sionisti esercitarono pressioni sui governi occidentali affinchè non accogliessero profughi/rifugiati Ebrei europei, così questi sarebbero tutti quanti andati in Palestina.
12- Il Sionismo comparve alla metà del XIX secolo con l’istituzione dell’”Associazione per la Colonizzazione Ebraica” e divenne un movimento internazionale nel 1897 con il primo Congresso Mondiale Sionista. Per raggiungere l’ obiettivo i suoi leader proposero il trasferimento della popolazione autoctona non ebraica.
13- Gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali, sotto l’influenza di una lobby sionista spinsero per la creazione di uno “Stato ebraico” di Israele in Palestina nonostante le aspirazioni della popolazione autoctona.
14- Fra il 1947-1949, 530 villaggi e città palestinesi furono completamente distrutti e i loro abitanti trasformati in profughi Il costringere i Palestinesi ad abbandonare la loro terra continuò in altre forme fino alla fondazione dello Stato di Israele nel maggio 1948. Oggi 70% degli 11 milioni di Palestinesi nel mondo sono rifugiati o profughi.
15- Attualmente Israele dispone di una serie di leggi discriminatorie che combaciano con la descrizione data nella Convenzione Internazionale sulla Repressione e l’Eliminazione del Crimine di Apartheid. Ogni mese, il Parlamento israeliano vara nuove leggi razziste.
16- Nel 1967, Israele occupò la West Bank – Cisgiordania (compresa la città vecchia di Gerusalemme) e la Striscia di Gaza. Assieme queste due aree costituiscono il 22% della Palestina storica. Israele iniziò immediatamente a costruire insediamenti di coloni ebrei in queste aree palestinesi. Contravvenendo alle Leggi internazionali esistono ora più di 200 insediamenti colonici nelle nostre terre che ospitano più di mezzo milione di coloni ebraici.
17- Israele ha costruito muri attorno alle rimanenti enclave palestinesi (ghetti, lager, aree circoscritte, riserve) e le ha isolate una dall’altra e dal resto della Palestina. Questi muri separano i Palestinesi dalle loro terre dalle scuole, dagli ospedali, etc. Per esempio, il distretto di Betlemme ospita 180.000 autoctoni, circa 50.000 di noi ci vive come profugo dal 1948 . Ci viene impedito ogni forma di progresso e viviamo sul 13% dell’area originale del distretto di Betlemme. L’87% del distretto è sotto controllo degli insediamenti israeliani, delle basi militari, e di aree militari inaccessibili. La gente di Betlemme è isolata dietro il muro e anche Gerusalemme (distante 6 km) per noi è irraggiungibile.
18- Il colonialismo implica violenza. Oltre 80 massacri sono stati perpetrati contro i nativi Palestinesi . Oltre 60.000 civili sono stati uccisi dalle forze dell’esercito israeliano e dai coloni, un numero dieci volte maggiore dei civili israeliani (per lo più coloni) uccisi dai Palestinesi. Negli ultimi 130 anni i Palestinesi hanno resistito al colonialismo soprattutto attraverso la resistenza popolare nonviolenta, un argomento di cui si è parlato poco nell’Occidente nel tentativo di denigrare le vittime.
19- I Palestinesi e altri Paesi arabi nel conflitto con il Sionismo sono stati “Irragionevolmente ragionevoli”, come affermò un diplomatico. Noi accettiamo tutti i dettami della legge internazionale e tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite sulla questione. Al contrario Israele ha violato 60 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e oltre 200 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Se gli Stati Uniti non ricorressero al diritto di veto per proteggere Israele dalla legge internazionale, questi numeri raddoppierebbero.
20- Noi Palestinesi chiediamo e lottiamo per il nostro diritto al ritorno e alla autodeterminazione. Vogliamo uno Stato democratico e pluralista che  riconosca i diritti agli appartenenti di tutte le religioni nella nostra patria storica della Palestina. Vogliamo uguaglianza e giustizia. Le persone in Europa e nel mondo possono sostenerci con la diffusione nelle scuole di ciò che sta accadendo, venendoci a visitare e attraverso il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). Si tratta di una lotta umana collettiva.

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/blogs/mazin-qumsiyeh/3369-la-palestina-in-venti-punti

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