La Pasqua di Vittorio

Vittorio caro,

se per BoccheScucite eri un prezioso collaboratore, per Pax Christi eri un fratello mite e saggio. E se i piccoli di Gaza ti chiamavano Capitan Findus, per noi che alla scuola di don Tonino abbiamo imparato a distinguere gli operatori di pace, sei il “Samaritano della prima ora”.

Per questo, visto che ogni anno il numero di BoccheScucite di Pasqua diventa un augurio e un impegno di liberazione, lascia che ti dedichiamo ancora una delle stazioni delle nostre via crucis. Quando abbiamo scritto questo testo certo non pensavamo che la tua passione d’amore si sarebbe compiuta fino alla morte. Ma nella tua vita donata al popolo palestinese, abbiamo intravisto, fratello caro, già i bagliori della Resurrezione.

Samaritano della prima ora

Restiamo umani, ha ripetuto Vittorio Arrigoni, cooperante dell’International Solidarity Movement, ogni singolo giorno dell’assedio di Gaza. Restiamo umani: restituiamo a ogni persona la sua umanità.

Soprattutto quando sta soffrendo senza colpa, quando viene ferita a morte, terrorizzata, lacerata nella carne e nello spirito.
Vittorio si è fatto prossimo degli ultimi di Gaza, samaritano della prima ora.

E lì è rimasto, offrendo le sue braccia a chi non poteva più abbracciare, i suoi passi a chi non aveva più piedi
per scappare via dall’incubo.

Il suo grido di dolore a chi aveva solo una bocca spalancata per l’orrore inenarrabile.

PREGHIERA

Noi che sappiamo e vediamo tutto quello
che l’uomo fa contro l’uomo,
non possiamo esimerci dall’impegno e dalla lotta,
per schiodare dalla croce dell’ingiustizia interi popoli.
Il giusto che soffre ha bisogno della nostra voce
per farsi sentire.
Ti supplichiamo, fa’ che ti riconosciamo, Gesù,
nel grido degli oppressi.

Nandino Capovilla, Betta Tusset, Via Crucis in terra santa, Edizioni Paoline, p.91

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