LA POVERTA’ DISPERATA DEL SUD SUDAN FINANZIA LA FORMULA 1…

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tratto da: RAIAWADUNIA

I pozzi petroliferi di Paloich, nella regione dell’Alto Nilo, in Sud Sudan, sono gli unici a essere rimasti attivi nell’inferno della guerra civile che ha insanguinato il giovanissimo paese africano.

La prima volta che sono stata a Paloich, nel 2018, mi ha colpito quanto un gruppetto della comunità cristiana che aveva accolto me e il parroco ci ha subito detto: «Questo non è un buon posto. Qui la gente muore di strane malattie». Le malattie sono legate all’alto tasso di inquinamento dell’ambiente”, racconta a Nigrizia suor Elena Balatti.

”La maggior parte degli abitanti della zona lavora per la compagnia petrolifera che estrae il greggio e lo incanala nell’oleododotto che va verso il Sudan e il porto sul Mar Rosso. “La compagnia” è una specie di mantra che si sente ripetere costantemente. I turni di lavoro scandiscono la vita quotidiana di singoli e famiglie; anche la domenica, perché i macchinari non possono essere fermati.

È da più di 15 anni che si estrae petrolio intorno a Paloich: significa milioni di dollari nelle casse del governo del Sudan prima dell’indipendenza e in quelle del governo del Sud Sudan dal 2011. Quando si arriva al mercato di Paloich è forte il disappunto nel vedere solo case costruite con materiali di fortuna e coperte di lamiere, nessun edificio in muratura.

Lo stesso tipo di strutture fiancheggia la via principale e quelle adiacenti. Alcune abitazioni sono capanne in paglia e fango. La strada è sterrata, con un tratto asfaltato solo su un lato del percorso che unisce Paloich a Melut, il porto sul Nilo.

A inizio dicembre, ha scioperato il personale delle cucine della compagnia. Chiedono un aumento di salario, che non raggiunge l’equivalente di 20 euro al mese (!). Gli operai alle stazioni di pompaggio arrivavano a circa 50 euro. La casa della famiglia che mi ha ospitato è stata costruita con pali, lamiere e pezzi vari che sembravano vecchie parti dei macchinari per pompare il petrolio…..”.

Una situazione disperante. L’ennesima testimonianza di come le ricchezze del sottosuolo africano non beneficiano per nulla le popolazioni locali ma solo una minoranza di leader corrotti e potenti compagnie petrolifere.

Ad operare a Paloich è la DAR Petroleum Operating Company (DPOC), consorzio di compagnie petrolifere del quale fanno parte due compagnie cinesi, China’s Sinopec e CNCP, la malese Petronas, la sud sudanese Nilepet, e l’egiziana Tri-Ocean Energy.

E mentre la gente del Sud Sudan fa la fame, muore di inquinamento e guerra….

…la Petronas è stata fornitrice e sponsor per alcuni anni della squadra svizzera Sauber in Formula 1. Inoltre, è azionista al 40% della Sauber Petronas Engineering, la struttura che cura l’aspetto tecnico della scuderia. Dalla stagione 2010  è partner del team Mercedes AMG F1.

Dal 1999 al 2002 Petronas è stata sponsor ufficiale della Yamaha nella classe 250. I piloti erano Sebastian Porto e Naoki Matsudo.

Ha preso parte al campionato Mondiale Superbike  dal 2003 al 2006 finanziando la costruzione della Petronas FP1 e supportanto il team Foggy Racing.

Dal 2009 al 2011 è stata partner ufficiale del team Yamaha nel Motomondiale classe MotoGP .

Dal 2019 è sponsor del team Yamaha SRT .

La compagnia è stata poi sponsor del team ufficiale Abarth nel  Campionato Italiano Rally  2010.

 

La povertà disperata del Sud Sudan finanzia la Formula 1…

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