La Procura generale: “Gli agenti dell’aeroporto Ben Gurion possono controllare le email dei turisti”

24 APR 2013

 

Tu chiamala, se vuoi, violazione della corrispondenza privata. E della privacy. Perché poi, alla fine, il discorso non cambia. Ai controlli del Ben Gurion di Tel Aviv possono fare anche questo: controllarti la casella di posta elettronica. Per motivi di sicurezza, ovvio. Ma più di qualcuno si chiede se questo, alla lunga, non finisca per scoraggiare soprattutto i giovani turisti. E se non porti a un’ulteriore risentimento nei confronti dello Stato ebraico.

E allora. Dopo ripetuti casi di turisti a cui è stato chiesto di scandagliare anche l’indirizzo email, l’ufficio della Procura generale d’Israele ha detto la sua sulla questione. E ha deciso – scrive il free press Israel haYom – che «ai cittadini stranieri che decidono di visitare Io Stato ebraico i nostri agenti possono chiedere di controllare la posta elettronica una volta atterrati in aeroporto». «Crescono sempre di più le minacce nei nostri confronti da parte degli stranieri».

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La decisione arriva dopo la denuncia dell’Association for civil rights in Israel (Acri) e la richiesta di smetterla con questa pratica «invasiva». «Il controllo dell’account email deve essere soltanto una cosa eccezionale e soltanto dopo che gli agenti dello Shin Bet hanno dei chiari sospetti contro quella persona», hanno replicato gli attivisti per le liberà civili. «Entrare nel pc e nella posta di qualcun altro costituisce una grave violazione della privacy e della dignità umana», ha aggiunto Lila Margalit, legale dell’Acri. Giudizi che fanno seguito alla vicenda di Sandra Tamari, 42 anni, cittadina americana, attivista e con nonni palestinesi. Alla Tamari, al Ben Gurion di Tel Aviv è stato chiesto lo scorso giugno di aprire la sua casella di posta elettronica. Dopo alcune ore di controlli, le autorità di frontiera hanno detto no: la donna non è stata fatta entrare.

«Ma la sicurezza israeliana può chiedere soltanto di controllare la posta, non la password per entrare», chiarisce la Procura generale. «È il titolare dell’account che apre la casella e a quel punto gli agenti possono cercare eventuali parole o contenuti minacciosi per l’incolumità del Paese». Il visitatore può rifiutarsi di far vedere le mail agli uomini dello Shin Bet? «Certo – sostiene la Procura generale –, ma la sicurezza del Ben Gurion Airport può a quel punto negare l’ingresso nel Paese. E’ lei che decide chi può entrare e chi no. E in certi casi, quando sospetta qualcosa, può anche chiedere di leggere la posta del visitatore». I legali presso la presidenza del Consiglio dei ministri di Gerusalemme ricordano che questa decisione è supportata dalla legge d’ingresso del 1952 che stabilisce la mancanza di esplicito diritto dello straniero ad entrare in Israele.

© Leonard Berberi

http://falafelcafe.wordpress.com/2013/04/24/la-decisione-della-procura-generale-sulla-privacy-degli-stranieri-gli-agenti-dellaeroporto-ben-gurion-possono-controllare-le-mail-dei-turisti

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