LA ROTTA BALCANICA A CINQUE ANNI DALL’ACCORDO UE-TURCHIA

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tratto da: Lungo la rotta balcanica – Along the Balkan Route

giovedì 18 marzo 2021  18:10

Esattamente cinque anni fa la chiusura della #rottabalcanica veniva rafforzata dalla dichiarazione congiunta tra #UnioneEuropea e #Turchia che, in cambio di 6 miliardi di euro al governo di #Erdogan, esternalizzava le frontiere europee e decretava la Turchia Paese terzo sicuro dove poter respingere i richiedenti asilo

A seguito dell’accordo le isole greche dell’#Egeo si sono subito trasformate in #prigioni ai confini d’#Europa da dove era impossibile uscire se non dopo anni di di pressioni psicologiche e di lunga attesa in #hotspots volutamente invivibili come chiaro monito per i nuovi arrivati. La “restrizione geografica”, corollario dell’accordo #Ue – Turchia, obbliga tutt’ora le persone a rimanere bloccate nelle isole greche per tutta la durata della richiesta d’asilo, privandole dei più elementari diritti, a partire dalla libertà di movimento e all’accesso ai servizi educativi e sanitari .

Tale accordo ha anche rappresentato l’avvio della politica dei #campi istituzionali lungo tutta la rotta balcanica, a partire dalla #Grecia con lo sgombero del campo di #Idomeini e di tutte le aree informali a ridosso del confine e la creazione su tutto il territorio ellenico di campi #profughi in ex basi militari, ex scuole, aree portuali ed edifici abbandonati lontano dai servizi e dai centri abitati, dove a regnare era e continua a essere la legge dell’#emergenzialità a giustificare politiche di breve termine e la continua violazione dei diritti umani.

Poi è stata la volta della #Serbia, con lo sgombero delle #barracks di #Belgrado e l’istituzionalizzazione di #campi da parte del governo, per arrivare alla #Bosnia di oggi dove i #campi sono diventati luogo di confinamento dei #migranti di passaggio.

A cinque anni dall’accordo, sono sorti oltre 70 campi lungo tutti i Paesi della #rottabalcanica, migliaia di richiedenti asilo e rifugiati sopravvivono in condizioni precarie in attesa di un documento e ogni giorno centinaia di persone continuano a venire respinte dai manganelli europei dentro e ai confini d’#Europa.

La direzione intrapresa nel 2016 è chiara e in questi anni si è solo rafforzata: esternalizzazione, emergenzialità, creazione di campi e respingimenti.

Finchè tutto questo esisterà, le vite di queste persone continueranno a essere violate. Ogni giorno.

Foto: il campo di #Moria2 nell’isola di #Lesbo costruito dopo l’incendio di #Moria a settembre 2020
Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

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