La UALC (Unione Americana delle Libertà Civili) cita in giudizio lo stato del Kansas per il disegno di legge contro i boicottaggi di Israele

 

“Lo Stato non dovrebbe dire alle persone quali cause possono o non possono sostenere”, ha detto un’insegnante resa “non impiegabile” dal disegno di legge per il quale la denuncia è stata depositata

di Amir Tibon, 11 ottobre 2017, ore 21.44

WASHINGTON – L’Unione Americana delle Libertà Civili ha annunciato Mercoledì che sta presentando una causa federale contro lo stato del Kansas per una nuova legge che richiede ai lavoratori pubblici di dichiarare che essi non boicottano Israele. La causa sarà presentata per conto di una insegnante di matematica dello stato che, secondo l’UALC, boicotta aziende israeliane e società internazionali che operano nei territori palestinesi occupati.

L’insegnante, secondo l’affermazione dell’organizzazione, è impiegata nel suo attuale ruolo da nove anni, ed è anche un istruttore di insegnanti. Prima dell’anno scolastico 2017-18, le è stato chiesto per la prima volta di firmare un modulo, conformemente alla legge “anti-BDS” recentemente approvata nel Kansas. Il modulo richiede che i dipendenti confermino di non aver partecipato a un boicottaggio di Israele e, come indicato dal testo della legge, in caso contrario essi non potrebbero più continuare ad essere impiegati dello stato.

L’insegnante, Esther Koonz, è membro della Chiesa Mennonita degli Stati Uniti e afferma che la sua decisione di non acquistare prodotti fabbricati negli insediamenti si basa sulle sue convinzioni religiose. Essa ha rifiutato di firmare il modulo e, di conseguenza, non ha potuto partecipare come istruttore nei programmi per insegnanti organizzati dallo stato del Kansas.

La legge del Kansas è simile agli altri disegni di legge “anti-BDS” che sono stati approvati da alcuni stati negli ultimi anni. L’UALC sostiene che tali leggi contraddicono il Primo Emendamento danneggiando la libertà di parola. “Il Primo Emendamento vieta al governo di utilizzare il suo potere finanziario per imporre una prova di verifica ideologica”, ha affermato Brian Hauss, avvocato dell’organizzazione per i diritti civili.

Egli ha aggiunto che “questa legge è un tentativo anticostituzionale da parte del governo di tacitare una parte di un dibattito pubblico costringendo le persone a non esprimere le loro convinzioni, anche attraverso la partecipazione a un boicottaggio politico”. L’UALC ha affermato di non prendere posizione, come organizzazione, sulla questione del boicottaggio di Israele o di qualunque altro paese, ma che la scelta di impegnarsi in un tale boicottaggio è un diritto protetto dal Primo Emendamento.

L’insegnante stessa ha spiegato che “non è necessario condividere le mie convinzioni o concordare con le mie decisioni per capire che questa legge viola i miei diritti di libertà di parola: lo stato non dovrebbe dire alle persone quali cause possono o non possono sostenere. Sono delusa di non poter essere un istruttore di matematica per lo stato del Kansas a causa delle mie opinioni politiche”.

L’organizzazione di sinistra Voce Ebraica per la Pace, che sostiene le iniziative BDS, ha espresso il proprio sostegno all’azione giudiziaria dell’UALC, affermando che “La legislazione del Kansas richiede ai dipendenti statali di firmare una dichiarazione che attesta di non boicottare Israele o ‘i territori sotto la sua giurisdizione’, comprese le società che operano in Israele o negli insediamenti illegali. Non solo questo significa che gli individui sono sollecitati dal governo a rinunciare al loro diritto di esprimere un’opinione politica, ma significa anche che il governo degli Stati Uniti sta estendendo la sua protezione politica agli insediamenti illegali di Israele”.

Un’altra dichiarazione di sostegno è venuta dall’amministratore delegato del Nuovo Fondo di Israele, Daniel Sokatch, il quale ha affermato che mentre la sua organizzazione non sostiene il BDS, si oppone però ai tentativi di danneggiare la libertà di parola per proteggere gli insediamenti: “Non fate errori: questa legislazione è uno sforzo di mettere un bavaglio a coloro che si oppongono agli insediamenti. E’ un’estensione della politica dei coloni israeliani volta a garantire che non ci sarà mai una soluzione con due stati. Danneggia Israele e danneggia le libertà fondamentali in America”.

 

(traduzione di Vincenzo Pezzino)

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