“La visita di Monti in Israele: chi tace acconsente” di Gigi Fioravanti

Visita importante quella di Mario Monti in Israele, già la seconda, con seguito di ministri, degli esteri, della difesa, della giustizia: dichiarazioni di amicizia, solidarietà, complimenti “gli italiani ammirano Israele”; affari soprattutto, a cominciare dalla vendita di 30 jet M346 di Alenia Aermacchi. Loda il tuo amico in pubblico e riprendilo in privato, dice il saggio: almeno in privato, come si fa tra amici, qualche critica, qualche invito al governo israeliano Monti e compagni d’affari l’avranno fatta?

Per esempio che le risoluzioni dell’Onu vanno rispettate a cominciare dalla 242 che ordina a Israele di ritirarsi dal territori occupati e che invece occupa da 45 anni; che se vuole costruire un muro di separazione lo faccia sul suo, sulla Linea Verde e non occupando ancora l’8% del territorio palestinese e ignorando la sentenza della Corte internazionale di Giustizia dell’Aia che ordina – luglio del 2009- di demolirlo perché “illegale e lesivo dei diritti dei palestinesi” che lo vedono e lo vivono come il Muro dell’Apartheid; che i chek-point, le demolizioni di case, lo sradicamento degli ulivi, la strade separate, le aggressioni quotidiane dei coloni, i maltrattamenti, le umiliazioni dei palestinesi rende l’occupazione israeliana odiosa e amara la vita dei palestinesi; che non è giusto che i coloni abbiano acqua in abbondanza quattro volte più degli israeliani; che le colonie sono illegali e violano la Convenzione di Ginevra e rubano terra ai palestinesi; che non può pretendere di marchiare i prodotti di queste colonie con quello di Israele; che nelle sue prigioni ci sono migliaia di prigionieri politici, in detenzione amministrativa, senza processo e senza diritti; che l’assedio di Gaza, per terra, per mare e per cielo, è illegale e disumano; che il diritto alla difesa non comprende il diritto alla strage, come è avvenuto con l’Operazione Piombo fuso del 2008-2009, non comprende il diritto alle uccisioni mirate quasi quotidiane, i diritto alla pirateria come avviene con le navi della Freedom Flotilla Gaza; che anche i palestinesi sono semiti e in Israele esiste un antisemitismo molto forte contro di loro “di cui non si parla” né si può parlare, come scrive Amira Hass; che criticare non è odiare e non si può accusare di essere antisemita, di odiare Israele, chi critica a ragion veduta la sua politica nei confronti dei palestinesi; che non può esserci pace in Palestina senza giustizia per i palestinesi.

Dubito assai che soltanto alcune di queste cose siano state dette dai nostri “autorevoli” governanti: chi tace acconsente, chi lascia fare le ingiustizie comanda che si facciano.

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