La vita dei detenuti palestinesi in sciopero della fame è in pericolo, avverte organizzazione umanitaria

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Articolo originariamente pubblicato su Middle East Monitor e tradotto da Bocche Scucite

Il Centro dei prigionieri palestinesi ha avvertito che la vita di sette prigionieri palestinesi in sciopero della fame da più di due mesi è in pericolo poiché le autorità israeliane si rifiutano di rispondere alle loro richieste e di porre fine alla loro detenzione.

Palestinesi durante una manifestazione in solidarietà con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame nelle prigioni israeliane, a Nablus, Cisgiordania, il 10 settembre 2021 [Nedal Eshtaya – Agenzia Anadolu]

“Sette prigionieri continuano lo sciopero della fame contro la loro detenzione amministrativa, i più vecchi di loro sono i due prigionieri Kayed Al Fasfous e Miqdad Al Qawasmeh che continuano lo sciopero della fame da più di due mesi e affrontano condizioni di salute che diventano ogni giorno più gravi”, ha dichiarato il gruppo in un comunicato.

Secondo il comunicato, il prigioniero Alaa Al-Araj è in sciopero della fame da 51 giorni, Hisham Abu Hawash da 43 giorni, Rayeq Bsharat da 38 giorni, Shady Abu Eker da 35 giorni e Hasan Shokeh da circa nove giorni.

L’organizzazione ha detto che l’occupazione israeliana si rifiuta di rispondere alla richiesta di porre fine alla loro detenzione amministrativa – la detenzione senza accusa o processo – e che la loro salute di conseguenza sta peggiorando. Ha inoltre chiesto alle istituzioni internazionali per i diritti umani, in particolare alle Nazioni Unite, di “porre fine al crimine della detenzione amministrativa, che l’occupazione [israeliana] continua a praticare contro i prigionieri [palestinesi]”.

La politica della detenzione amministrativa permette alle autorità israeliane di trattenere i prigionieri senza accusa o processo per periodi rinnovabili di sei mesi.

Ci sono attualmente circa 4.500 palestinesi nelle prigioni israeliane, 41 dei quali sono donne, 160 bambini e 360 detenuti amministrativi, secondo il centro dei prigionieri palestinesi.

 

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