L’ACCORDO CON TRIPOLI NON VA RINNOVATO. E’ UN FINANZIAMENTO ALLA MAFIA LIBICA

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tratto da: RAIAWADUNIA

RaiawaduniaBY  · NOV 7, 2019

E’ stato rinnovato l’accordo tra Italia e Libia sull’immigrazione. Cinicamente si è detto che si proverà a migliorarlo soprattutto rispetto al trattamento dei migranti trattenuti in quel paese perché sia più “umano”… Conoscete lager umani?

Il memorandum è articolato in otto punti: sostegno“alle istituzioni di sicurezza e militari al fine di arginare i flussi di migranti illegali e affrontare le conseguenze da essi derivanti” (1). L’Italia si impegna quindi a fornire supporto tecnico/tecnologico agli organismi libici preposti (guardia costiera e guardia di frontiera).
Poi: controllo della zona meridionale della Libia (2), finanziamenti ai sedicenti centri di accoglienza (3) divenuti dal principio carceri, formazione del personale libico all’interno di tali strutture (4) per l’attuazione di metodi “efficaci” per contrastare il fenomeno dell’immigrazione.

Punto primo: finanziare la guardia costiera libica equivale a versare ingenti somme di denaro agli stessi trafficanti. Succede infatti che le guardie libiche prima torturano i migranti, poi in borghese li lasciano in mare per poi riprenderli in divisa: e riparte l’iter infernale. Oppure direttamente li lasciano annegare in mare frapponendosi ad eventuali aiuti di imbarcazioni europee.
In tale contesto diviene fondamentale proprio l’azione delle navi umanitarie che si frappongono alle violente violazioni (5) dei libici. Proprio “addestrare” e finanziare la Guardia Costiera libica è non solo controproducente, ma illegale: non è normativamente compatibile spalleggiare chi stralcia, ripetutamente, il diritto internazionale marittimo e minaccia imbarcazioni europee.
E’ incompatibile firmare un accordo con una nazione con una legislativa carente, se non nulla, per quanto concerne il diritto dei migranti. E non catalogabile come “Paese terzo sicuro”.

Inoltre, la Libia ha nominato in questi giorni il feroce trafficante Bija a capo della Guardia Costiera di Zawiya. Di nuovo. Ed ha promulgato un decreto (1034/2019) sulle ONG, inviato a mò di minaccia anche all’Italia. Composto da 19 articoli ha come obiettivo intralciare le operazioni di salvataggio delle imbarcazioni umanitarie e portare  le stesse nei porti libici al fine del sequestro (6).

Si prevede che “le organizzazioni interessate a collaborare nella ricerca e salvataggio marittimo devono presentare una domanda di autorizzazione” (7) e “devono fornire periodicamente tutte le informazioni necessarie al centro di coordinamento libico per il salvataggio in mare (LMRCC)” (8).
Inoltre “in caso d’ingresso, per i casi emergenziali e speciali, nelle acque territoriali libiche, si può ricevere assistenza immediata previo autorizzazione e supervisione del centro (LMRCC)” (9): la Libia pretende precedenza di intervento per i salvataggi in mare (10) (che puntualmente ostacola).

Ogni intervento in mare deve avere il beneplacito della Guardia costiera libica gestita da Bija (11), i capitani di ogni nave devono notificare il proprio intervento (12), le imbarcazioni che vengono utilizzate dalle ONG vengono definite di “contrabbando” e quindi consegnate allo Stato libico (13), nonché portate davanti la Procura pubblica libica (14).

Il Decreto libico 1034/2019 è un messaggio inequivocabile e violento. Tradotto, vuol dire: “Qui comanda la mafia libica”. Ed è una sedicente normativa che mette nella mani di un trafficante tutto il potere decisionale per quanto concerne migranti, finanziamenti, operazioni SAR e rapporti internazionali.

Ed una minaccia. Verso lo Stato italiano, verso le ONG, verso l’Europa.
Significa: “Qui non passa una mosca se io non do l’ok”.
E’ una legge di stampo mafioso.
Per questo diventa di fondamentale importanza non prolungare il memorandum e non piegarsi alla malavita. Il tacito assenso equivale a finanziare la guardia costiera ed equivale quindi a finanziare Bija. Equivale a dare soldi alla mafia libica.

Nello Stato italiano, nella nostra Costituzione, non è permesso fare accordi con organizzazioni criminali.
Il memorandum Italia-Libia non va rinnovato.

da DossierLibia

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