L’accusa: Damasco usa bombe a grappolo

adminSito  lunedì 15 ottobre 2012 11:06
Immagine dal video di Human Rights Watch

 Human Rights Watch: Assad ha usato bombe a grappolo. Anche la Turchia chiude i cieli ai voli siriani. L’inviato Onu Brahimi chiede l’aiuto dell’Iran.

Dalla redazione

Roma, 15 ottobre 2012, Nena News – Gruppi di opposizione al regime siriano hanno accusato Damasco di aver utilizzato ad Homs, Idlib e Damasco bombe a grappolo – illegali nella maggior parte dei Paesi del mondo (oltre 100 Nazioni hanno firmato la Convenzione sulle Bombe a Grappolo).

Human Rights Watch ha tra le mani dei video amatoriali che sosterebbero tali accuse. La veridicità dei video non è stata ancora confermata, ma secondo l’associazione si tratterebbe di munizioni fabbricate in Unione Sovietica. Le bombe a grappolo esplodono in aria lanciando a forte velocità altre decine di piccole bombe, colpendo così vaste aree.

Forte la tensione anche ai confini. Alla decisione della Siria di chiudere il proprio spazio aereo ai voli di linea turchi, Ankara risponde per le rime: ieri il governo turco ha annunciato che gli aerei civili siriani non potranno attraversare i suoi cieli.

La diatriba, che sta scaldando ulteriormente la tensione tra Damasco e Ankara, è partita lo scorso mercoledì quando la Turchia ha intercettato un aereo passeggeri Mosca-Damasco, costringendolo a fermarsi in un aeroporto turco per ispezioni. Secondo il governo turco, nell’Airbus erano state nascoste armi e componenti di missili dirette all’esercito del presidente Bashar al-Assad.

La crisi siriana non sembra risolversi. Il nuovo inviato speciale di Onu e Lega Araba, Lakhdar Brahimi, ha chiesto alle autorità iraniane di offrire il loro aiuto per giungere ad un cessate il fuoco in territorio siriano, durante il mese festivo musulmano Eid al-Adha, che comincerà a fine ottobre.

Oggi Brahimi – che ieri ha incontrato il presidente iraniano Ahmadinejad – sarà a Baghdad per incontrare il governo iracheno e discutere della questione siriana. Ma l’aiuto dell’Iran – unico vero alleato del regime di Assad – appare indispensabile per fermare almeno temporaneamente gli scontri armati, vista l’intenzione dell’Onu di non autorizzare alcun intervento esterno.

Il ministro degli Esteri di Teheran, Ali Akbar Salehi, ha risposto che l’Iran “ha già fornito una proposta dettagliata sulla soluzione della crisi siriana”, sia allo stesso Brahimi che a Egitto, Turchia ed Arabia Saudita. Il ministro non ha però dato dettagli in merito alla proposta iraniana, aggiungendo solo che il suo Paese “è pronto a cooperare al fine di garantire sicurezza al popolo siriano”. Perché, come ha detto ieri Ahmadinejad, “gli scontri in Siria portano insicurezza in tutta la regione e i tentativi di distruggere la Siria condurrebbero a decenni di instabilità nel mondo arabo. Nessuno dovrebbe cercare di imporre la propria opinione e i siriani dovrebbe dire la loro in elezioni libere. E tutti dovranno rispettare la loro scelta”. Nena News

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=37617&typeb=0&L’accusa-Damasco-usa-bombe-a-grappolo

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