L’ANALISI / Quei dubbi di Netanyahu e le conferme arrivate da Gaza

20 nov 2012

E ora che si fa? Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, l’ha chiesto ai suoi consiglieri. Poi al presidente Shimon Peres. Quindi al ministro della Difesa, Ehud Barak. Poi a quello degli Esteri – nonché leader del secondo partito più forte – Avigdor Lieberman. Infine al segretario generale dell’Onu e a Hillary Clinton.

Da tutti questi il primi ministro ha ricevuto risposte diverse. Alcune simili tra loro, ma con qualche sfumatura. E qui, in quest’angolo di Medio Oriente, le sfumature non sempre son dettagli. Possono diventare anche precipizi. Per questo, ora, Netanyahu non sa cosa fare.

La tregua con Hamas – gli hanno detto i consiglieri più stretti – rischia di farlo apparire debole. Quindi di distruggerlo alle elezioni. L’assalto finale a Gaza City – gli hanno suggerito le teste internazionali – potrebbe chiudergli le porte del consesso mondiale. Mentre a nord e a est dello Stato ebraico nulla è più come prima. E tutto può cambiare da un’ora all’altra. Soprattutto dopo la conferma di questi giorni: dietro le milizie armate di Hamas c’è sempre più l’Iran. E quindi anche un bel pezzo della nuova autorità egiziana.

© Leonard Berberi

(in aggiornamento – prima versione ore 23.30, 20 novembre 2012)

http://falafelcafe.wordpress.com/2012/11/20/lanalisi-quei-dubbi-di-netanyahu-e-le-conferme-arrivate-da-gaza/

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