Latrun, da villaggio palestinese a parco israeliano

THURSDAY, 17 MAY 2012 06:19 AL HAQ

“Tutto quello che abbiamo fatto è stato prendere quest’area, ricostruirla, migliorarla. Questa zona è molto meglio ora di quanto lo fosse prima” (Benny Mushkin, funzionario del Jewish National Fund, Canada Park).

Nel 1973, Bernard Bloomfield, presidente del Jewish National Fund del Canada, ha guidato una campagna tra la comunità ebraica canadese per raccogliere 15 milioni di dollari di fodni per la creazione di un parco ricreativo per israeliani in Israele. Il denaro è stato donato da centinaia di canadesi ebrei e nel corso degli anni a venire sono stati piantati alberi, sono stati creati laghi artificiali, e il sogno di Bloomfield si è realizzato.

 

La brochure del JNF per il Canada Park descrive il parco come “un orgoglioso tributo del Canada e della comunità ebraica canadese la cui lungimiranza ha permesso di trasformare una terra sterile nella più grande area ricreativa nazionale per la gente di Israele”.

 

Un dettaglio che il JNF ha dimenticato di menzionare ai potenziali donatori è che il parco non sarebbe stato creato in Israele ma nel territorio occupato dell’area di Latroun, nella terra dei villaggi palestinesi di ‘Imwas e Yalo, in Cisgiordania. Né il JNF ha menzionato il fatto che il parco è stato costruito grazie alla distruzione totale delle proprietà palestinesi da parte dell’esercito israeliano (che ha raso al suolo le due cittadine durante l’occupazione della Cisgiordania nel 1967, nonostante non avesse trovato alcuna resistenza da parte di residenti), grazie al trasferimento forzato degli abitanti e all’appropriazione illegale delle loro terre, tutti crimini di guerra secondo la Quarta Convenzione di Ginevra.

 

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Il villaggio di Latrun oggi: sulle terre palestinesi confiscate è stato costruito il Canada Park, parco ricreativo per israeliani (Foto: Emma Mancini, AIC)

 

Al contrario il JNF ha, con il sostegno delle autorità israeliane, avviato un progetto ancora peggiore del semplice miglioramento estetico e ambientale dell’area. Dopo aver fisicamente raso al suolo i villaggi palestinesi nell’area (i residenti sono tuttora dei rifugiati), ha cercato di cancellare nell’opinione pubblica la storia della popolazione palestinese nella zona. In un’intervista con il quotidiano “Our Land of Israel”, Michael Katorza, il responsabile per la segnaletica nei parchi e le foreste del JNF, ha affermato che “una vasta percentuale dei parchi del KNF si trovano su terre dove in passato sorgevano villaggi arabi. Le foreste sono state create per nascondere la cosa”.

 

Oltre 30 anni dopo la creazione del parco e nonostante le polemiche e le critiche pubbliche sulle origini di quelle terre, il JNF in Canada omette ancora di menzionare il fatto che il parco si trovi nei Territori Palestinesi Occupati, preferendo al contrario chiamarlo “il Parco Centrale di Israele”. Le donazioni che hanno finanziato e continuano a finanziare lo sviluppo e la manutenzione del Canada Park sono deducibili dalle tasse del governo canadese in virtù dello status di associazioni caritatevole del JNF in Canada.

 

Per quanto in circostanze normali progetti ambientali siano da considerare lodevoli, la creazione di foreste e lo sviluppo di parchi ricreativi sulle rovine di villaggi distrutti in territori occupati sollevano allarmanti questioni morali e sono sinonimi non di attività caritatevoli ma piuttosto di complicità nella violazione dei principi base del diritto internazionale, dei diritti umani e della legge umanitaria.

 

Le autorità canadesi non sono riuscite a togliere lo status di associazione caritatevole al JNF, nonostante ripetuti appelli. Così, attraverso l’indiretto sostegno alla creazione, il mantenimento e l’espansione di un parco ricreativo in territorio occupato, il Canada sta ignorando le sue responsabilità nel porre fine alla situazione di illegalità creata da Israele in Cisgiordania.

 

Canada è anche responsabile di non voler riconoscere tale situazione, è complice della violazione della legge e pregiudica così la realizzazione del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione.

 

Questo articolo è apparso su Al Haq: http://www.alhaq.org/images/stories/PDFz/what-is-canada-park.pdf

 

Tradotto in italiano da Emma Mancini (Alternative Information Center)

 

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/economy-of-the-occupation/3592-latrun-da-villaggio-palestinese-a-parco-

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