Le demolizioni israeliane in Cisgiordania – novembre 2012

3 nov 2012

Sin dall’inizio di novembre, le autorità israeliane hanno demolito come minimo 19 strutture palestinesi in diverse zone della Cisgiordania. In totale, dall’inizio dell’anno, sono state demolite 569 strutture civili palestinesi, che hanno prodotto lo sfollamento di 827 persone (più della metà di esse sono bambini) ed influenzando l’esistenza di ulteriori 3800 persone.

Dall’inizio di novembre, le autorità israeliane hanno demolito almeno 19 strutture palestinesi in diverse zone della Cisgiordania. Quest’azione ha coinvolto quattro strutture residenziali, che ha prodotto lo sfollamento di otto persone – inclusi sei bambini. Inoltre, oltre 90 persone, circa la metà di esse bambini, sono state colpite dalle demolizioni di strutture di altro genere – inclusi i rifugi degli animali e le cisterne di acqua. Due strutture sono state anche demolite dai proprietari palestinesi stessi a Gerusalemme est, nella speranza di evitare ulteriori multe. La maggioranza delle demolizioni ha avuto luogo in comunità vulnerabili dell’area C durante la prima metà del mese, ad esempio dal 1 al 12 novembre. Nessuna demolizione è stata effettuata durante l’escalation delle ostilità a Gaza dal 14 al 21 novembre. Comunque, le demolizioni nell’area C sono ricominciate martedì 28 novembre, quando le autorità di Israele hanno demolito due cisterne per l’acqua ed un magazzino per i viveri nel villaggio palestinese di Beit Ula, a ovest di Hebron. Inoltre, sono state livellate circa 50 dunams di terra agricola.

In totale, dall’inizio dell’anno circa 569 strutture civili palestinesi sono state demolite, risultando nello sfollamento di 827 persone (più della metà bambini) e colpendo indirettamente ulteriori 3800 persone.

Sfollamento della comunità beduina di Al Khalayla

In novembre, 7 famiglie di rifugiati palestinesi (58 persone, inclusi 35 bambini) residenti vicino ad Al Khalayleh (non lontano dal villaggio di Al Jib fuori Gerusalemme) hanno raccolto i propri averi ed hanno lasciato la zona a causa di una costante e ripetuta minaccia di demolizioni. Tre famiglie, che se ne sono andate all’inizio di novembre, hanno pianificato di spostarsi nel governatorato di Nablus. Le famiglie, che provengono dalla tribù di Bua’aran discendente dai beduini di Jahalin, sono tutte profughe dal An Naqab/Negev, entro la terra che ora appartiene ad Israele.

Loro hanno vissuto nell’area circostante Gerusalemme, alternando tra le aree di Al Khalayleh e di Al Ahmar durante i decenni passati, ma ne hanno risentito a causa della mancanza di soluzioni durevoli, delle ripetute demolizioni e delle crescenti restrizioni sui loro mezzi di sussistenza per mano delle autorità di Israele. Ciò ha compreso tre incidenti separati di demolizione, ad esempio in ottobre e dicembre 2011 e di nuovo (due volte) nell’aprile 2012. In due casi, i prodotti dell’assistenza di emergenza che è stata fornita alle famiglie dalla comunità umanitaria – consistente in tende di base e materiali per il riparo, sono stati distrutti o confiscati dalle autorità israeliane. Le famiglie hanno anche dichiarato di non avere fruito di parte dell’assistenza di emergenza fornita, per paura che venisse distrutta o confiscata. L’ UNRWA ed i partner seguiranno le famiglie per accertare la loro situazione in seguito. Comunque, questo caso evidenzia la minaccia dello sfollamento silenzioso in corso a causa della minaccia di demolizioni e degli spostamenti forzati fronteggiati da molte comunità palestinesi nell’area C.

 

UN Displaced Working Group

 

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/aic/le-demolizioni-israeliane-cisgiordania-%E2%80%93-novembre-2012

 

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