Le forze armate israeliane hanno cambiato le regole del fuoco aperto per i loro cecchini

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Palestinians evacuate a protester during a Great Return March protest near the Gaza fence, east of Gaza City, November 2, 2018. (Mohammed Zaanoun/Activestills.org)

Sintesi personale

Secondo quanto riferito le forze armate israeliane hanno cambiato le regole del fuoco aperto per i suoi cecchini dispiegati lungo il recinto Israele-Gaza, dopo che è diventato chiaro che stavano uccidendo inutilmente manifestanti palestinesi disarmati, come i gruppi per i diritti umani e altri avevano avvertito da sempre.

I cecchini e i tiratori scelti israeliani hanno ucciso 206 manifestanti palestinesi e ferito migliaia di altri – tra questi i, medici e giornalisti – durante la Grande Marcia del Ritorno a Gaza. Le proteste settimanali in corso, iniziate nel marzo del 2018, chiedono  la fine dell’assedio israeliano a Gaza e il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi.

La giornalista israeliana Carmela Menashe, giornalista militare per la stazione radio pubblica israeliana, ha twittato all’inizio di questa settimana che l’IDF ha apportato il cambiamento quando ha capito che “sparare alla metà inferiore del corpo sopra il ginocchio ha determinato la morte  in molti casi”. Secondo Menashe i soldati  sono stati  istruiti a” sparare sotto il ginocchio e, più tardi, alle  caviglie”.

Un alto ufficiale della scuola antiterrorismo dell’IDF ha dichiarato  al sito di notizie israeliano Ynet che l’obiettivo dei cecchini era “non uccidere ma ferire.  All’inizio abbiamo detto loro di sparare alle gambe , abbiamo visto che questo poteva uccidere, quindi abbiamo ordinato loro di sparare sotto il ginocchio, successivamente di sparare alla caviglia. “Una dichiarazione pubblicata mercoledì dal gruppo israeliano B’Tselem per i diritti umani ha accusato funzionari israeliani di ammettere apertamente di sapere che i loro soldati stavano uccidendo persone che, “anche agli occhi dello stato, non avevano motivo di essere uccisi. Nessuno si è preso la briga di modificare gli ordini e l’esercito ha continuato a operare come se non fossero persone vere che  potevano essere uccise o ferite … Persone le cui vite e le vite delle loro famiglie sono state distrutte per sempre.

L’esercito israeliano ha a lungo sostenuto che le proteste alla barriera dovevano essere viste nel contesto di un conflitto armato di lunga durata con Hamas e, quindi,  i regolamenti  sull’uso  del fuoco vivo sono soggetti alle regole del conflitto armato che forniscono un maggiore margine di manovra per l’uso della forza letale.  Gruppi per i diritti umani e molti altri hanno respinto questa logica, sostenendo che trattare le proteste civili come conflitti armati è illegale. Al culmine delle proteste, mentre aumentavano le vittime, il procuratore della Corte penale internazionale ha pubblicato un avvertimento: “la violenza contro i civili – in una situazione come quella prevalente a Gaza, avrebbe potuto costituire un crimine di guerra. Chiunque ordini, incoraggi o commetta tale violenza è soggetto a procedimenti giudiziari dinanzi alla Corte”. Nonostante le critiche internazionali e la richiesta di un’indagine indipendente sull’uccisione di manifestanti disarmati a Gaza, le autorità israeliane hanno raddoppiato gli ordini di aprire il fuoco su manifestanti disarmati. Lo scorso maggio, l’Alta Corte di Giustizia israeliana ha respinto due petizioni da parte di gruppi israeliani per i diritti umani che chiedevano la fine dell’uccisione di civili disarmati alla barriera. L’esercito israeliano, in quel caso, ha sostenuto che il fuoco vivo poteva essere usato in risposta a “violenze che rappresentano un pericolo reale e imminente per le forze dell’IDF o per i civili israeliani” e che le regole di ingaggio consentono “tiri accurati alle gambe” di un agitatore o istigatore per eliminare il pericolo di una violenta rivolta. Lo stato ha anche aggiunto che “esiste un processo sistematico per trarre insegnamenti operativi e attuarli e l’esercito ha affinato le sue procedure a fuoco aperto al fine di ridurre ulteriormente le vittime nella misura del possibile”. I casi,nei quali i palestinesi sono stati uccisi, sono oggetto di accertamento

 
 
 
 

 

 

 

 

Le forze armate israeliane hanno cambiato le regole del fuoco aperto per i loro cecchini

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