Le Forze di occupazione israeliane continuano la costruzione del Muro di annessione

Scritto il 2011-10-29 in News

Comunicato stampa del Pchr – Palestinian Centre for Human Rights

24 ottobre 2011

Le Forze di occupazione israeliane continuano la costruzione del Muro di annessione e isolano il villaggio di al-Walaja, a nordovest di Betlemme

Per la quarta settimana consecutiva le Forze di occupazione israeliane (Foi) hanno continuato le attività di spianamento e di sradicamento di decine di alberi da frutto nel villaggio di al-Walaja, a nordovest di Betlemme, per preparare la costruzione di una nuova sezione del muro di annessione, che isolerà il villaggio stesso da Betlemme, e consentirà l’annessione, e quindi la gestione, dei terreni dei villaggi circostanti alla municipalità di Gerusalemme.

Il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr) condanna tali attività di spianamento, e ricorda il parere consultivo emesso dalla Corte internazionale di Giustizia il 9 luglio 2004, che considera illegale la costruzione del muro di annessione all’interno della West Bank, e ne richiede lo smantellamento. Il Pchr si appella alla comunità internazionale affinché sia intrapresa un’ azione immediata che costringa Israele a cessare la costruzione del muro, e a distruggere le parti di muro già edificate.

Secondo le indagini sul campo, lo scorso 3 ottobre le Foi hanno attivato le attività di spianamento e di demolizione di aziende agricole, e di sradicamento di alberi presso terreni scelti nelle aree di ‘Ain al-Hadfa, di Khellet as-Samak e di ‘Ain Jweiza, nei dintorni di al-Walaja. Tali attività hanno lo scopo di preparare le infrastrutture finalizzate alla costruzione di una nuova parte del muro di annessione, e all’ampliamento di una strada lungo il muro stesso, ad ovest-nordovest del villaggio di al-Walaja.

Più di 90 dunum (90.000m2) agricoli sono stati spianati dall’inizio delle attività. Oltre a ciò, più di 230 alberi di ulivo, di mandorli, arbusti di vite, cipressi e querce sono stati sradicati.

In questo contesto, l’investigatore del Pchr ha riferito che le Foi hanno spianato una striscia lunga circa 1800 metri e larga tra i 20 e i 30 metri. Le Foi hanno poi isolato altre grandi aree a ovest di al-Walaja, tra cui il cimitero del villaggio. L’investigatore del Pchr ha riferito anche che tali attività di spianamento coincidono con la costruzione del muro di annessione nelle aree di an-Ntouf e di Ras Krimzan, a est di al-Walaja. Questa nuova parte del muro di annessione ha una lunghezza di 2000 metri e una larghezza che varia dai 30 ai 50 metri. Questa sezione del muro sarà collegata alla sezione di cui sopra.

I proprietari dei terreni interessati sono: Abdul Rahman Mohammed Salem Abu al-Tin, Issa Jaafar Hajajleh, Ahmed Abdul Rahman Dras, Ata Mohammed al-Aaraj, Ahmed Saleh Barghouth, Jamal Saleh Barghouth, Umar Issa Hajajleh, Abdullah Dawood Rabah, Abdul Qader Dawood Rabah, Khalil Ali Mohammed al-Aaraj, Umar Dawood al-Seifi, Mohammed Hassan al-Atrash, Tareq Mansour -che rappresenta la famiglia Wahadna in virtù di potere di procura-, Fakhri Eid Abu Sadoud and Abdul Fattah Abed Rabbu.

La ripresa dei lavori di costruzione della nuova parte del muro di annessione si basa su una decisione emessa il 23 agosto scorso dall’Alta Corte israeliana, che ha respinto una petizione presentata dai residenti di al-Walaja al fine di ottenere la modifica del percorso della suddetta parte di muro. La Corte ha motivato il rifiuto della petizione dichiarando che “la costruzione del muro è necessaria per la difesa di Israele e dei suoi abitanti”. La Corte si è dimostrata indifferente riguardo al furto dei terreni di proprietà palestinese e alle molteplici conseguenze negative, anche in termini di sostentamento, per i residenti di al-Walaja.

Secondo le indagini condotte dal Pchr, dal 2009 a oggi la lunghezza del muro di annessione, che si è sviluppato a est, a ovest e a nordest di al-Walaja, ha raggiunto i 4500 metri, con un’ampiezza variabile dai 20 ai 50 metri.  Conseguenza di ciò è stato lo sradicamento di 2100 alberi tra ulivi, mandorli e viti. 500 dunum di terreni agricoli e foreste, e, in parte, una riserva naturale, sono stati distrutti. Inoltre, circa 2000 dunum del villaggio sono rimasti isolati dietro il muro.

Il progetto di costruzione del muro, pubblicato dal ministero della Difesa israeliano sul proprio sito il 30 aprile 2007, dimostra che il villaggio di al-Walaja verrà isolato a nord, a est, e a ovest. A sud, il villaggio verrà invece isolato da una strada di sicurezza controllata dalle Foi, che verrà allungata fino alla tangenziale n.486, utilizzata oggi dagli abitanti del villaggio per raggiungere i servizi a Betlemme. Una volta completato, il muro isolerà il 50% dell’area totale del villaggio.

Secondo le indagini condotte dal Pchr, che si riferiscono all’ordine militare israeliano n.T/25/06, del 2006, le Foi hanno eretto un nuovo attraversamento, nominato “Har Gilo”, nel muro di annessione, a est di al-Walaja. Alla fine, il muro isolerà completamente il villaggio da tutti gli altri villaggi e città palestinesi, dai servizi, e dalle aree vitali del governatorato di Betlemme.

Il Pchr, nel condannare tali attività di costruzione del muro di annessione presso al-Walaja:

1.    Sottolinea che la costruzione del muro di annessione è una forma di insediamento, considerato crimine di guerra dal diritto internazionale.

2.   Rileva che il non uniformarsi al parere consultivo della Corte di Giustizia internazionale, da parte di Israele, costituisce la più alta forma di disprezzo per il diritto internazionale.

3.   Rileva che la mancata presa di posizione, da parte della comunità internazionale, per porre fine a tutte le attività di insediamento nei Territori palestinesi occupati, riflette il fallimento delle istituzioni internazionali, le quali continuano a permettere a Israele di commettere crimini contro civili e proprietà palestinesi, senza che agli autori di tali crimini venga imputato alcun tipo di responsabilità.

Traduzione per InfoPal a cura di Stefano Di Felice

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