LE FORZE MASSACRO DI ISRAELE – di Gideon Levy

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1 aprile 2018

La sparatoria sul confine di Gaza mostra ancora una volta che l’uccisione dei palestinesi è accettata in Israele piu leggermente che l’uccisione delle zanzare.

Di Gideon Levy
1 aprile 2018

Il contatore della morte ticchettava selvaggiamente. Una morte ogni dieci minuti. Di nuovo. Un altro. Uno di più. Israele era indaffarato a prepararsi per la notte di seder. Le stazioni TV continuavano a trasmettere le loro cose senza senso.

Non è difficile immaginare cosa sarebbe potuto accadere se un colono fosse stato accoltellato – con trasmissioni sul sito, con studi aperti. Ma a Gaza le Forze di Difesa Israeliane continuavano a massacrare senza pietà, ad un ritmo orribile, mentre Israele celebrava Passover.

Se c’era qualche preoccupazione, era perché i soldati non potevano celebrare il seder. All’alba il conto dei morti aveva raggiunto almeno 15, tutti loro colpiti da fuoco vivo, con più di 750 feriti. Carri armati e tiratori scelti contro civili disarmati. Ciò che si chiama massacro. Non c’è nessun’altra parola per dirlo.

Un diversivo comico è stato fornito dal portavoce dell’esercito, che ha annunciato in serata: “Un attacco con spari era stato sventato. Due terroristi si sono avvicinati alla recinzione e hanno fatto fuoco sui nostri soldati”. Questo è giunto dopo la dodicesima vittima palestinese e chi sa quanti altri feriti.

Tiratori scelti hanno sparato a centinaia di civili ma due palestinesi che osavano sfidare il fuoco ai soldati che li stavano massacrando sono “terroristi”, le loro azioni etichettate “attacchi di terrore” e la loro sentenza – morte. La scarsità di auto-coscienza non era mai affondata a tali profondità nell’IDF.

Come al solito, i media hanno prestato il loro terrificante supporto. Dopo 15 morti Or Heller su Channel 10 News ha dichiarato che il più serio incidente della giornata era stato lo sparare da parte due palestinesi. Dan Margalit ha “salutato” l’esercito.

Israele ha subito di nuovo il lavaggio del cervello e si è seduto al pasto festivo in uno spirito di auto-soddisfazione. E poi le persone hanno recitato “Spegni la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono” , impressionate dalla diffusione delle piaghe ed entusiasmandosi all’assassinio di massa di neonati (l’uccisione dei primogeniti egiziani, la decima piaga).

Il Buon Venerdì cristiano e la notte di seder ebraica sono diventati un giorno di sangue per i palestinesi di Gaza. Non potete neanche chiamarla una guerra perché non c’era guerra là.

Il testo dal quale l’IDF e l’indifferenza patologica dell’opinione pubblica dovrebbero essere giudicati è il seguente: Cosa accadrebbe se dei dimostranti ebrei israeliani, ultra-ortodossi o altri, invadessero la Knesset? Ci sarebbe un tale insano fuoco vivo dai carri armati, o i tiratori scelti sarebbero capiti dal pubblico? L’assassinio di 15 dimostranti ebrei passerebbe sotto silenzio? E se parecchie dozzine di palestinesi riuscissero ad entrare in Israele, questo giustificherebbe un massacro?

L’uccisione dei palestinesi è accettata in Israele più leggermente che l’uccisione delle zanzare. Non c’è nulla di più a buon mercato in Israele del sangue palestinese. Se ci fosse un centinaio o anche un migliaio di morti Israele ancora “saluterebbe” l’IDF. Questo è l’esercito il cui comandante, il buono e moderato Gadi Eisenkot, viene ricevuto con tale orgoglio dagli israeliani. Di certo, nelle interviste festive dei media, nessuno gli ha chiesto del massacro anticipato e nessuno ora glielo chiederà.

Ma un esercito che si inorgoglisce nello sparare ad un contadino nella sua terra, che mostra il video sul suo sito web con lo scopo di intimidire gli abitanti di Gaza; un esercito che piazza carri armati contro i civili e vanta un centinaio di cecchini che aspettano i dimostranti è un esercito che ha perso ogni ritegno. Come se non ci fossero altri mezzi. Come se l’IDF avesse l’autorità o il diritto di impedire le dimostrazioni a Gaza, minacciando gli autisti di autobus di non trasportare manifestanti nei territori dove l’occupazione è da tempo finita, come tutti sanno.

Disperati giovani uomini entrano di nascosto da Gaza, armati con armi ridicole, che marciano per decine di chilometri senza colpire nessuno, che solo aspettano di essere presi così da poter fuggire dalla povertà di Gaza in un carcere israeliano. Neanche questo tocca la coscienza di qualcuno. La cosa principale è che l’IDF presenti con orgoglio la sua preda.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas è responsabile per la situazione di Gaza. E Hamas, certamente. E l’Egitto. E il mondo arabo e il mondo intero. Ma non Israele. Ha sollevato Gaza e i soldati israeliani non commettono mai più massacri.

I nomi sono stati pubblicati la sera. Un uomo si stava alzando dopo avere pregato, un altro è stato sparato mentre scappava. I nomi non smuoveranno nessuno. Mohammed al-Najar, Omar Abu Samur, Ahmed Odeh, Sari Odeh, Bader al-Sabag. Questo spazio è troppo piccolo, per nostro orrore, per elencare tutti i loro nomi.

The Israel Massacre Forces

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HAARETZ.COM

Tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

 

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Opinion // The Israel Massacre Forces

The shooting on the Gaza border shows once again that the killing of Palestinians is accepted in Israel more lightly than the killing of mosquitoes

The death counter ticked away wildly. One death every 30 minutes. Again. Another one. One more. Israel was busy preparing for the seder night. TV stations continued broadcasting their nonsense.

<< Gaza border clashes resume as thousands attend funerals of 15 Palestinians killed in Friday’s protests ■ Gaza footage shows protester shot in the back while running away from Israeli border wall <<

It’s not hard to imagine what would have happened if a settler had been stabbed – on-site broadcasts, throw open the studios. But in Gaza the Israel Defense Forces continued to massacre mercilessly, with a horrific rhythm, as Israel celebrated Passover.

>>Debunking Israel’s talking points on deadly Gaza protests | Opinion

If there was any concern, it was because soldiers couldn’t celebrate the seder. By nightfall the body count had reached at least 15, all of them by live fire, with more than 750 wounded. Tanks and sharpshooters against unarmed civilians. That’s called a massacre. There’s no other word for it.

Comic relief was provided by the army spokesman, who announced in the evening: “A shooting attack was foiled. Two terrorists approached the fence and fired at our soldiers.” This came after the 12th Palestinian fatality and who knows how many wounded.

Sharpshooters fired at hundreds of civilians but two Palestinians who dared return fire at the soldiers who were massacring them are “terrorists,” their actions labeled “terror attacks” and their sentence – death. The lack of self-awareness has never sunk to such depths in the IDF.

As usual, the media lent its appalling support. After 15 deaths Or Heller on Channel 10 News declared that the most serious incident of the day had been the firing by the two Palestinians. Dan Margalit “saluted” the army.

Israel was brainwashed again and sat down to a festive meal in a spirit of self-satisfaction. And then people recited “Pour out Thy wrath upon the nations that know Thee not,” impressed by the spread of plagues and enthusing at the mass murder of babies (the killing of the first-born Egyptians, the 10th plague).

Christian Good Friday and the Jewish seder night became a day of blood for the Palestinians in Gaza. You can’t even call it a war crime because there was no war there.

The test by which the IDF and the pathological indifference of public opinion should be judged is the following: What would happen if Jewish Israeli demonstrators, ultra-Orthodox or others, threatened to invade the Knesset? Would such insane live fire by tanks or sharpshooters be understood by the public? Would the murder of 15 Jewish demonstrators pass with silence? And if several dozen Palestinians managed to enter Israel, would that justify a massacre?

The killing of Palestinians is accepted in Israel more lightly than the killing of mosquitoes. There’s nothing cheaper in Israel than Palestinian blood. If there were a hundred or even a thousand deaths Israel would still “salute” the IDF. This is the army whose commander, the good and moderate Gadi Eisenkot, is received with such pride by Israelis. Of course, in the holiday media interviews, no one asked him about the anticipated massacre and no one will ask him now either.

But an army that prides itself on shooting a farmer on his land, showing the video on its website in order to intimidate Gazans; an army that pits tanks against civilians and boasts of one hundred snipers waiting for the demonstrators is an army that has lost all restraint. As if there weren’t other measures. As if the IDF had the authority or right to prevent demonstrations in Gaza, threatening bus drivers not to transport protesters in territory where the occupation has long ended, as everyone knows.

Despairing young men sneak in from Gaza, armed with ridiculous weapons, marching dozens of kilometers without hurting anyone, only waiting to be caught so as to escape Gaza’s poverty in an Israeli jail. This doesn’t touch anyone’s conscience either. The main thing is that the IDF proudly presents its catch. Palestinian President Mahmous Abbas is responsible for the situation in Gaza. And Hamas, of course. And Egypt. And the Arab world and the whole world. Just not Israel. It left Gaza and Israeli soldiers never commit massacres.

The names were published in the evening. One man was rising from his prayers, another was shot while fleeing. The names won’t move anyone. Mohammed al-Najar, Omar Abu Samur, Ahmed Odeh, Sari Odeh, Bader al-Sabag. This space is too small, to our horror, to list all their names.

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