Le ‘gite’ degli studenti israeliani a Hebron

di Gideon Levi

Dakar, Senegal, 10 Febbraio.

Migliaia di ragazzi saliranno su autobus blindati, accompagnati da soldati e guardie del corpo armate. Un safari a Hebron. Durante la visita, il coprifuoco sarà imposto ai palestinesi.
Più della metà dei bambini delle scuole israeliane hanno visitato Auschwitz. Tornano scioccati e impregnati di nazionalismo. I ragazzi non sanno niente del fascismo, il pericolo che potrebbe costituire per una società compiacente. Si punta a inculcare la fede più cieca nella forza, a infiammare la xenofobia, la paura. Quindi, nella loro forma attuale, queste visite sono un’opportunità persa, il danno maggiore è costituito dall’uso che se ne fa.
Ora il ministro dell’Istruzione, Gideon Sa’ar vuole aggiungere una visita alla Tomba dei Patriarchi a Hebron. Migliaia di ragazzi saliranno su autobus blindati, accompagnati da soldati e guardie del corpo armate. Un safari a Hebron. Durante la visita, il coprifuoco sarà imposto ai palestinesi. Gli studenti visiteranno un antico sito dove si ritiene essere la grotta di Macpela e le tombe dei patriarchi e delle matriarche, probabilmente non sepolti qui. Nessuno vorrà mostrare la realtà. Nessuno dirà loro che cosa è accaduto alle migliaia di persone che vivevano vicino alla tomba.
Le loro guide non diranno loro che cosa hanno fatto o fanno i settler. Essi presenteranno la storia del luogo con selettività sionista. Racconteranno il massacro di Hebron del 1929, ma non il massacro di Baruch Goldstein. Gli studenti vedranno un quartiere fantasma e non domanderanno perché è stato abbandonato, cosa gli abitanti temevano quando sono fuggiti. Anche qui, come ad Auschwitz, proveranno solo paura. Ad Auschwitz avranno timore dei polacchi, a Hebron degli arabi. Tutti vogliono sempre annientarci. Torneranno da Hebron eccitati per aver toccato le pietre antiche e ancora di più accecati per non aver toccato le persone che vivevano accanto a quelle pietre. Essi non vedranno nulla e non impareranno nulla se non un misto di invenzioni, di propaganda.
Se il ministro dell’istruzione avesse voluto veramente fare il suo lavoro, avrebbe organizzato un vero tour a Hebron includendo la tradizione ebraica e l’ingiustizia ebraica. Ciò non accadrà naturalmente: gli ebrei si recheranno ad Auschwitz e a Hebron, gli arabi a Deir Yassin e Sheikh Munis. Sarebbe meglio se tutti i bambini, ebrei e arabi, visitassero insieme questi siti e apprendessero in questo modo il loro reciproco destino. Il problema, ovviamente, non è il ministro dell’istruzione. Il problema è che stiamo insegnando ai nostri studenti a nascondere la realtà, a ignorare la giustizia e l’umanità.

Peoples Movement Assembly on Palestine
World Social Forum (WSF)

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