LE MOSSE MILITARI DI TRUMP

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di Ron Jacobs

30 dicembre 2018

La replica dell’establishment all’annuncio di Trump che programma di ritirare le forze di terra statunitensi dalla Siria, rasenta l’isterismo. Le dimissioni del Segretario alla Difesa, James Mattis hanno incoraggiato una reazione analoga. La maggior parte dei media tradizionali sta gridando che ora il caos regna  a Washington e che decenni di alleanze USA vengono scartate. Come è stato notato da altri, liberali e neoconservatori si oppongono al possibile ritiro e improvvisamente vogliono affermare il potere del Congresso di fare la guerra – un potere che solo pochi membri del Congresso hanno menzionato in almeno un decennio,  malgrado le operazioni  di combattimento del Pentagono che sono in continua espansione. Nel frattempo, certi gruppi anarchici e delle persone di sinistra stanno denunciando il ritiro in nome dei Bookchiniti* curdi cioè  che formano le  Forze Democratiche Siriane (FDS).Secondo questi gruppi ed individui, le FDS verranno attaccate dalle forze turche e verosimilmente crolleranno se le forze di terra statunitensi se ne andranno.

Prima di continuare, fatemi eliminare rapidamente un po’ di roba. Se ci saranno il ritiro dalla Siria. Spero che lasceranno l’Afghanistan. Sono contento che Mattis si sia dimesso. Era considerato la voce sensata nell’amministrazione Trump soltanto perché gli Stati Uniti sono una nazione sociopatica. In altre parola, Mattis è anche uno psicopatico e un autore di stragi, che una volta disse ai suoi soldati di sparare a chiunque incontravano mentre le forze statunitensi distruggevano la città irachena di Falluja, uccidendo più di 5000 persone e radendola al suolo. Inoltre non penso che Trump sia contrario alla guerra o che sia anti-imperialista. Sono contrario a lui e alla sua visione del mondo tanto quanto sono stato contrario a quella di qualsiasi altro presidente nella mia vita. Trump non è contro la guerra imperialista. Vuole soltanto scegliere i suoi nemici. Come ulteriore prova che non è contro la guerra, Trump non sta dimezzando i bilanci delle forze armate e  del Dipartimento della sicurezza interna. Infatti stanno aumentando.

Se ci sarà  il ritiro dalla Siria e la riduzione delle truppe in Afghanistan, si apriranno molti scenari. Una cosa  certa è che le persone nelle regioni colpite continueranno ad essere attaccate dalle forze statunitensi e  altre persone verranno coinvolte in ogni conflitto. Gli attacchi degli Stati Uniti continueranno ad essere principalmente dall’aria per mezzo di velivoli con equipaggio e senza equipaggio. Una probabilità crescente è che, mentre le forze statunitensi se ne vanno, sempre più operazioni saranno condotte da forze mercenarie con base negli Stati Uniti. Secondo varie fonti, la Blackwater si è riconfigurata di nuovo e recentemente ha pagato per una pubblicità a pagina intera nella rivista Recoil (The Ultimate Firearms Destination for the Gun Lifestyle – La destinazione finale  delle armi da fuoco per lo stile di vita belligerante). Questo annuncio ha portato vari osservatori tra cui il sito militare Military Times a chiedere in un articolo del 21 dicembre 2018: “La guerra in Afghanistan e forse in altri paesi sta per essere privatizzata?” (Military Times ).

Se i conflitti vengono esternalizzati al settore privato, ci si chiede dove verranno reimpiegate le forze del Pentagono. Un’analisi del sito web del Dipartimento della Difesa e di altre fonti ufficiali non fornisce alcun indizio. Ciò potrebbe essere dovuto alla chiusura del governo indotta da Trump o potrebbe essere solo quello che i militari definiscono: riservate.. Dopotutto, come sa chiunque abbia un amico o un familiare nell’esercito, le specifiche dei dispiegamenti militari vengono raramente fornite a chiunque non sia nell’esercito. È importante ricordare, tuttavia, che le forze statunitensi sono attualmente in Giordania, Nigeria, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Afghanistan, Israele e in molti altri paesi del Medio Oriente e dell’Asia Meridionale, come anche sul mare e su terra in tutto il mondo. Si spera che i Trumpiani non siano interessati a portare la guerra degli Stati Uniti in qualche altra parte del mondo.

Torniamo alla situazione delle SDF in gran parte curde. La lotta che questo gruppo e le sue precedenti incarnazioni hanno condotto, si avvicina tanto all’eroismo quanto si può trovare nel mondo attuale, ed è in gran parte grazie a questo eroismo sul campo di battaglia che il Pentagono à stato incoraggiato a sostenerli. Quel successo è anche il motivo per cui il governo turco desidera distruggere il movimento. Di tutte le organizzazioni che il governo turco ha cercato di distruggere, sono i precursori delle SDF – cioè il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) che ha frustrato Ankara fin dal suo inizio. Le forze militari statunitensi hanno scoperto che i Curdi sono delle comode pedine. Gli Stati Uniti, tuttavia, non hanno interesse ad appoggiare  il loro tentativo  soltanto usando i loro corpi per ottenere quale successo imperiale.

Il ritiro delle truppe indica che quello scopo non è stato raggiunto e che i Curdi vengono di nuovo usati. La lezione non è che la gente dovrebbe, talvolta, appoggiare le forze imperialiste, ma che non ci si può mai fidare degli imperialisti e perciò non devono mai essere sostenuti.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti e i Curdi, la loro relazione è stata sempre unilaterale. Ripetutamente Washington ha stretto alleanza con questa o quella organizzazione nazionalista, soltanto per piantarla in asso dopo che erano state soddisfatte le necessità imperiali di Washington. A meno che coloro che formano le SDF abbiano ignorato completamente questa storia, mi sembrerebbe che abbiano almeno poche possibilità  per quando gli Stati Uniti li abbandoneranno  ancora una volta. Dovevano sapere che qualunque alleanza con le forze statunitensi era motivata dal capriccio di qualcuno e poteva essere annullata in qualsiasi momento. Coloro che in Occidente si oppongono al ritiro delle forze di terra statunitensi dalla Siria in nome della lotta Curda, negano alle SDF la loro azione.  In effetti, quel rifiuto porta il loro appoggio pericolosamente vicino al paternalismo.

In quanto sono stato da lungo tempo osservatore e critico della politica americana e dell’esercito degli Stati Uniti, sono scettico riguardo a qualsiasi risultato positivo derivante dalla proposta rimozione di truppe dalla Siria e dall’Afghanistan. Tuttavia, se ciò significa che l’imperialismo USA sta allentando la sua presa su quelle regioni del mondo anche a breve termine, allora questa è una buona cosa.

Naturalmente, solo il tempo lo dirà, se mai qualcosa lo dirà.

http://www.uikionlus.com/il-confederalismo-democratico-proposta-libertaria-del-popolo-curdo/

Ron Jacobs è l’autore di: of Daydream Sunset: Sixties Counterculture in the Seventies, pubblicato da CounterPunch Books. La sua offerta più recente è un opuscolo intitolato: Capitalism: Is the Problem. Vive nel Vermont. Si può contattare su: ronj1955@gmail.com.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/trumps-military-moves

Originale: Counterpunch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

LE MOSSE MILITARI DI TRUMP

http://znetitaly.altervista.org/art/26710

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