«LE QUARANTENE DEGLI ALTRI PAESI NON SONO MIGLIORI DELLE NOSTRE»

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tratto da: REMOCONTRO

Remocontro Remocontro  29 Aprile 2020

 

L’ex presidente del senato Pietro Grasso sul dilemma tragico dei governi a dover mediare tra difesa della vita e quella dell’economia. ‘Col seguito di polemiche politiche spesso strumentali’, scrive sull’Huffington Post. L’attualità stretta in Francia, con Macron che prima ‘apre tutto’ e poi deve frenare, o della Germania mezza riaperta che vede i contagi risalire.

L’ex magistrato dell’antimafia

«Non è detto che l’età porti saggezza, basta vedere miei coetanei spesso ospiti in televisione, ma un po’ di esperienza sicuramente. Ho una formazione giuridica, sono un uomo che ama e rispetta le Istituzioni nel profondo e che è consapevole dell’importanza e della delicatezza che comporta ricoprire una carica come quella di Senatore».
«Sono intervenuto con molta parsimonia nel dibattito in merito all’epidemia perché ho ritenuto poco utile unire la mia voce a quella di esperti e specialisti del ramo scientifico e sanitario, figuriamoci inserirmi in polemiche inutili come quelle che non hanno smesso di esistere nemmeno nei giorni più drammatici. Nelle ultime ore però credo si stia superando il senso del ridicolo, fino a toccare livelli che intaccano tutta la categoria».

La politica il Papa e i virologi

«Ho visto ministri voler spiegare al Papa l’importanza della messa, senatori voler spiegare ai virologi l’andamento dei contagi, deputati ossessionati dal confronto con gli altri Paesi europei.

«Le notizie di oggi ci spingono ancora una volta a una doverosa prudenza. In Germania, pochi giorni dopo l’allentamento delle misure, il tasso di infezione è risalito in maniera preoccupante, così come il tasso di mortalità. In Francia, che tutti abbiamo guardato con ammirazione per la decisione di riaprire le scuole l’11 maggio, le scuole non riapriranno a maggio. Potrei continuare con altri esempi, ma basta questo per capire che le quarantene degli altri Paesi non sono migliori delle nostre. L’Italia sta piangendo 27 mila morti, il rischio di aprire e dover richiudere di nuovo tutto e ritornare in piena Fase 1 è molto alto».

Più test, più esami e con giudizio

«Nel frattempo, chiaramente, occorre sostenere economicamente i tanti cittadini che stanno pagando il prezzo della crisi, occorre aumentare la possibilità di fare test ed esami, occorre discutere in Parlamento dell’applicazione di tracciamento, per garantire privacy e sicurezza».

C’è molto da fare e poco tempo da perdere alla ricerca di piccole rendite di posizione. Un passo alla volta: adelante sì, ma con juicio.

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«Le quarantene degli altri Paesi non sono migliori delle nostre»

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