L’Egitto di tutti gli egiziani

admin | October 19th, 2012 – 10:10 am

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E’ l’ennesimo venerdì particolare, questo venerdì. Non solo e non tanto perché oggi, nella Fratellanza Musulmana, è il giorno in cui si definisce la nuova dirigenza del Partito Libertà e Giustizia, la formazione politica nata dal seno dell’Ikhwan dopo la rivoluzione del 25 gennaio 2011. Per la presidenza, si scontreranno – com’era prevedibile – due leader di lunga lena, Essam el Arian e Saad el Katatni. Niente di nuovo, insomma, sul fronte del rinnovamento generazionale dell’islam politico.

Quello di oggi è un venerdì particolare per quello che succederà sull’altro fronte, il fronte delle forze laiche, liberali e di sinistra. Di nuovo in piazza, e ancora una volta in piazza Tahrir, per protestare direttamente contro i Fratelli Musulmani. Sino alla settimana scorsa, il fronte rivoluzionario era diviso sull’attaccare o meno l’Ikhwan, sul fronteggiare apertamente la Fratellanza Musulmana e anche la presidenza di Mohammed Morsy. Dopo gli scontri tra militanti dell’Ikhwan e gli altri manifestanti, esattamente una settimana fa, il fronte si è compattato. O almeno così sembra.

Tutti in piazza, insomma, dietro lo slogan L’Egitto è di tutti gli egiziani, e con un’agenda molto folta: non c’è solo il confronto con l’Ikhwan, ma – direi, soprattutto – c’è in ballo la bozza di costituzione e la performance della presidenza Morsy in termini di rispetto dei diritti civili. Sono i nodi di fondo della transizione, e della discontinuità nei confronti del regime precedente.

Così come segno di discontinuità dev’essere il rapporto tra presidenza e magistratura, ma nel  modo in cui pensava di gestirlo il presidente Morsy. Il tentativo (fallito) di far dimettere il procuratore generale Abdel Meguid Mahmoud segna la prima vera mossa falsa di Morsy, che invece era riuscito a mettere in un canto la vecchia guardia delle forze armate, lo scorso agosto, con una freddezza e una rapidità singolari.

Niente da fare (ancora) con la magistratura, che in Egitto si è in parte allineata con il regime, ma ha allo stesso tempo anche visto personalità di rilievo schierarsi con l’opposizione in tempi non sospetti. A un  tema che non è per nulla ininfluente per la transizione egiziana, Nathan Brown – col solito acume – dedica la sua ultima analisi su Sada.

Vedremo, nel corso della giornata, cosa succederà al Cairo, con i tre cortei verso Tahrir, gli slogan che verranno scanditi, i protagonisti della rivoluzione del 25 gennaio che decideranno di scendere in campo, il seguito che riusciranno a ottenere da parte della popolazione.

Stay tuned.

Playlist con brano serio, oggi: Drumsolo II, Billy Cobham

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