Letter from Palestinian Prisoner Samer al-Issawi: There is no going back because I’m the owner of Right

16  Saturday  Feb 2013

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The following letter (in Arabic) was published today on Shirin Issawi’s Page in Facebook.

Letter from prisoner Samer al-Issawi as it came from the Ministry of prisoners:

I turn with admiration to the masses of our heroic Palestinian people, to our Palestinian leadership, to all forces, parties and national institutions. I salute them for standing by our fight to defend our right to freedom and dignity.

I draw my strength from my people, from all the free people in the world, from friends and the families of the prisoners who continue day and night chanting for freedom and an end to the occupation.

My health has deteriorated dramatically and I’m hung between life and death. My weak body is collapsing but still able to be patient and continue the confrontation. My message is that I will continue until the end, until the last drop of water in my body, until martyrdom. Martyrdom is an honor for me in this battle. My martyrdom is my remaining bomb in the confrontation with the tyrants and the jailers, in the face of the racist policy of the occupation that humiliates our people and exercises against us all means of oppression and repression.

I say to my people: I’m stronger than the occupation army and its racist laws. I, Samer al-Issawi, son of Jerusalem, send you my last will that, in case I fell as a martyr, you will carry my soul as a cry for all the prisoners, man and women, cry for freedom, emancipation and salvation from the nightmare of prisons and their harsh darkness.

My battle is not only for individual freedom. The battle waged by me and by my heroic colleagues, Tariq, Ayman and Ja’affar, is everyone’s battle, the battle of the Palestinian people against the occupation and its prisons. Our goal is to be free and sovereign in our liberated state and in our blessed Jerusalem.

The weak and strained beats of my heart derive their steadfastness from you, the great people. My eyes, which started to lose their sight, draws light from your solidarity and your support of me. My weak voice takes its strength from your voice that is louder than the warden’s voice and higher than the walls.

I’m one of your sons, among thousands of your sons who are prisoners, still languishing steadfasting in the prisons, waiting for an end to be brought to their plight, their pains and the suffering of their families.

The doctors told me I became exposed to stroke because of the disorder of my heartbeats, the shortage of sugar and the drop in blood pressure. My body is full of cold and I can’t sleep because of the continued pain. But despite the extreme fatigue and chronic headaches, as I move on my chair, I’m trying to summon all my resources to continue on the road till its end. There is no going back, only in my victory, because I’m the owner of Right and my detention is invalid and illegal.

Do not be afraid for my heart if it will stop, don’t be afraid for my hands if they will be paralyzed. I am still alive now and tomorrow and after death, because Jerusalem is flowing in my blood, in my devotion and my faith.

Palestine 16/02/2013

This letter was published in Free Haifa also in Arabic and Hebrew.

Please share it and act everywhere to save Samer Issawi and for all the people that were imprisoned for their struggle for freedom.

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“Mi rivolgo con ammirazione al nostro eroico popolo palestinese, alla nostra leadership, a tutte le forze, partiti e istituzioni nazionali. E li ringrazio per il loro supporto alla nostra lotta per la difesa del nostro diritto alla libertà e alla dignità.
La mia forza nasce dal mio popolo, da tutte le persone nel mondo, dagli amici e le famiglie degli altri prigionieri che giorno e notte stanno continuando a protestare per la nostra libertà e la fine dell’occupazione.
La mia salute si è drammaticamente deteriorata e sono ormai tra la vita e la morte. Il mio debole corpo sta collassando, ma è ancora in grado di essere paziente e continuare a resistere.
Il mio messaggio è che io continuerò fino alla fine, fino all’ultima goccia d’acqua nel mio corpo, fino al martirio.
Il martirio è un onore per me in questa battaglia.
Il mio martirio è l’unica arma che mi rimane in questa battaglia con i tiranni e i carcerieri, con la politica razzista dell’occupazione che umilia il nostro popolo e ci schiaccia con ogni mezzo di oppressione e repressione.
Dico al mio popolo: io sono più forte dell’esercito di occupazione e delle sue leggi razziste.
Io, Samer Al-Issawi, figlio di Gerusalemme, dichiaro che la mia ultima volontà, se dovessi morire, è che voi tutti possiate piangere la mia anima come un grido per tutti i prigionieri, donne e uomini, per la libertà, l’emancipazione e la salvezza dall’incubo delle prigioni e della loro oscurità.
La mia non è solo una battaglia per la libertà individuale.
La mia battaglia e quella del mio eroico compagno Tariq, Ayman and Ja’affarè la battaglia di tutti, è la battaglia del popolo palestinese contro l’occupazione e le sue carceri. Il nostro obiettivo è di essere liberi nel nostro libero e benedetto stato di Gerusalemme.
I deboli ed estenuati battiti del mio cuore prendono la loro forza da voi, il mio popolo.
I miei occhi, che cominciano ad oscurarsi, trovano luce nella vostra solidarietà e nel vostro supporto.
La mia flebile voce ritrova suono nelle vostre voci, che sono più forti delle catene e si levano più in alto di qualunque muro.
Sono uno dei vostri figli, sono uno delle migliaia dei vostri figli ancora prigionieri, a morire in queste carceri, nell’attesa che si metta finalmente fine a questo supplizio, a questo dolore e a quello delle vostre famiglie.
I dottori mi hanno detto che sono a rischio di infarto, a causa dell’irregolarità grave del mio battito, della carenza di zuccheri e della bassissima pressione sanguigna. Il mio corpo è gelido e non riesco a dormire per il dolore incessante.
Ma nonostante la fatica enorme e le emicranie croniche, mentre provo a spostarmi sulla mia sedia a rotelle, tento di resistere e di continuare lungo questa strada fino alla fine.
Non si torna indietro.
C’è solo la vittoria, perchè io sono nel giusto e la mia detenzione è illegale.
Non abbiate paura che il mio cuore possa fermarsi, non abbiate paura che le mie mani possano paralizzarsi.
Oggi sono ancora vivo e lo sarò domani e dopo la mia morte, perchè Gerusalemme scorre nel mio sangue, nella mia devozione e nella mia fede.”

Samer Al-Issawi 16 Febbraio 2013

http://freehaifa.wordpress.com/2013/02/16/letter-from-palestinian-prisoner-samer-al-issawi/

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