Lettera a Papa Francesco

Il primo testo di GERIES KOURY che vi proponiamo è una nostra traduzione della Lettera a papa Francesco in occasione della sua Visita. Comprenderete la grandezza del palestinese e israeliano Koury, dalla schiettezza con cui ha voluto presentare al Papa la dura realtà dell’occupazione. Ma vedrete anche la parresia del cristiano Geries che con una immagine lascia il segno: “Benvenuto Papa Francesco! Ci auguriamo che la sua visita scuota la nostra terra con tanta forza da far saltar via la roccia dell’ingiustizia e dell’occupazione dal sepolcro di questa Terra Santa, affinché possa sorgere la pace proprio tra le tombe di morte!”

LA PIETRA TOMBALE DELL’INGIUSTIZIA, LA PACE PER LA TERRA SANTA
Lettera a Papa Francesco

Noi membri del popolo palestinese, cristiani e musulmani, accogliamo con gioia la vostra visita in Terra Santa. Vi auguriamo un pellegrinaggio benedetto e chiediamo a Dio la sua Benedizione per voi e per questo gesto di buon auspicio. Ci auguriamo che anch’esso contribuisca alla liberazione del nostro popolo dall’occupazione israeliana, che opprime la nostra gente dal 1967.

Sua Santità Papa Francesco,
Viviamo sotto l’occupazione israeliana, in una grande prigione. Siamo privati dei diritti umani che tutte le leggi umane e religiose riconoscono ad ogni essere umano. Ci proibiscono di costruire sulla nostra terra e di muoverci liberamente nelle nostre città. I nostri figli devono affrontare molti ostacoli creati dall’occupazione, da ragazzi in patri e da giovani quando vorrebbero viaggiare all’estero per continuare la loro formazione universitaria specializzata. Le autorità di occupazione hanno chiuso quasi tutte le istituzioni della società palestinese nella nostra città di Gerusalemme. Anche di notte le forze militari aggrediscono la nostra gente e impongono il coprifuoco nei villaggi e nelle città.
Sono centinaia ogni mese le vittime innocenti che in forme diverse subiscono questa repressione, bambini e adulti arrestati e detenuti nelle carceri israeliane.
Dal 1967 l’occupazione israeliana ha lavorato per la giudaizzazione della Città Santa cercando di nascondere e cancellare le tracce e i monumenti arabi, cristiani e islamici. Questo piano viene realixxato ogni giorno, soprattutto confiscando la nostra terra e costruendo sudi essa insediamenti tutti illegali.
Il più grande pericolo che corrono i palestinesi di Gerusalemme è il suo progressivo svuotamento, a causa delle condizioni di vita che spinge gli abitanti cristiani. Il loro numero, oggi, nella città santa, non supera gli ottomila palestinesi cristiani: e questo è un terzo del numero dei cristiani di Gerusalemme nel 1945.
Ci rivolgiamo a lei, carissimo Papa Francesco, perché possa trasmettere alle istituzioni la nostra speranza affinchè si metta fine alla colonizzazione di Gerusalemme, preservandone il suo carattere genuino e rispettandone i diritti dei suoi abitanti palestinesi.

Sua Santità Papa Francesco,
Molti abitanti dei Territori Occupati sono rifugiati palestinesi che sono stati espulsi dalle loro case da parte delle forze israeliane nel 1948 e nel 1967. Vi è una risoluzione nell’Assemblea Generale, la 194, che prevede il diritto al ritorno o ad una forma di compensazione. Questa Risoluzione ONU, come tante altre, attende ancora di non essere ignorata ma recepita dalla Comunità internazionale.
Le autorità di occupazione ci sottraggono anche le nostre risorse idriche, rubandoci quasi l’80% dell’acqua e rivendendocela quattro volte più cara di quella dei coloni che vivono sulla nostra terra. Dalle colonie partono le squadre che abbattono i nostri ulivi e fino ad oggi sono più di un milione solo le piante di ulivo sradicate dall’esercito. Inoltre bruciano i nostri campi e rubano il bestiame cosìda impedirci il sostentamento e costringerci a lasciare la nostra terra.

Sua Santità Papa Francesco,
E’ fondamentale anche la questione della libertà di accesso ai luoghi religiosi, come la Chiesa del Santo Sepolcro e la Moschea di Al-Aqsa. Questo diritto è garantito in tutte le nazioni libere, mentre qui i cristiani non possono raggiungere la nostra Chiesa Madre di Gerusalemme, i musulmani non possono pregare in Al-Aqsa.
Israele detiene anche migliaia di prigionieri palestinesi nelle sue carceri . Il numero dei prigionieri dal 1967 è più di un milione e cinquantamila. Migliaia di loro attendono giustizia nel buio delle prigioni tra umiliazioni e torture.

Sua Santità Papa Francesco,
Questa Terra Santa è stata testimone della nascita di Cristo, Principe della pace per tutto il mondo, come anche del profeta Muhammad. Il popolo palestinese ha vissuto e vive ancora nella benedizione di un legame profondo e di una comunione straordinaria tra cristiani e musulmani, nello spirito di quello storico Patto di ‘Umar, purtroppo poco conosciuto, firmato nel 638 d.C. dal califfo dei musulmani ‘Umar Bin al-Khattab e da San Sofronio, allora Patriarca di Gerusalemme.

Caro papa Francesco, dalla tua visita benedetta ci aspettiamo che si riprenda a lavorare per la pace, difendendo i principi della giustizia e dei diritti umani che si esprimono in questi impegni:

· Lavorare per porre fine all’occupazione israeliana, che è rimasta l’ultima occupazione militare di tale durezza in tutto il mondo. Realizzare lo stato palestinese con Gerusalemme sua capitale. Ci auguriamo che il rappresentante vaticano alle Nazioni Unite possa avere un ruolo più efficace su questo obiettivo.
· Garantire la libertà di culto ai cristiani e musulmani nei luoghi santi, senza restrizioni.
· Giungere alla liberazione dei detenuti politici, trasferendo i prigionieri dalle carceri all’interno di Israele nei territori occupati secondo le Convenzioni di Ginevra.
· Lavorare per garantire il diritto al ritorno ai profughi e per realizzare le compensazioni secondo le risoluzioni internazionali, in particolare la 194.
· Fermare le aggressioni contro i cristiani e luoghi di culto islamici e i tentativi incessanti di giudaizzare la Città di Gerusalemme.

Siamo sicuri che vostra Santità continuerà a stare dalla parte della giustizia e dei diritti umani e che, oltre a pregare per la giustizia e la pace, la Chiesa cattolica percorrerà tutte le vie perchè i capi di stato e rappresentanti dei popoli lavorino con maggior decisione per la fine dell’occupazione israeliana. Desideriamo insieme raggiungere la giustizia in modo che la nostra Terra Santa possa godere dell’agognata pace e vivere con dignità.

Benvenuto Papa Francesco! Ci auguriamo che la sua visita scuota la nostra terra con tanta forza da far saltar via la roccia dell’ingiustizia e dell’occupazione dal sepolcro di questa Terra Santa, affinché possa sorgere la pace proprio tra le tombe di morte!

Geries Koury
Gerusalemme, 12 maggio 2014

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