Lettera a Papa Francesco…

Posted on 5 settembre 2013

 
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Questa mattina abuna Ibrahim ha avuto la possibilita’ di pregare con Papa Francesco per la Pace in Medio-Oriente e soprattutto ha potuto abbracciarlo dopo la celebrazione a Santa Marta.  Un minuto. Ma tanto e’ bastato ad abuna Ibrahim per dire al Papa tutta la sofferenza di un popolo, tutta la speranza che i cristiani di Terrasanta ripongono nella sua visita e per consegnargli questa lettera che vorrei condividere anche con voi :

Sua Santità,
E’ una benedizione per la mia comunità e per me stesso di avere l’opportunità di poterle portare a conoscenza  personalmente la nostra sofferenza attuale e le nostre speranze per il futuro. Santità, lei è l’unica persona su questa terra che può proteggere il futuro della comunità cristiana di Beit Jala, Palestina.
La comunità della Chiesa dell’Annunciazione a Beit Jala, la parrocchia più antica per il Patriarcato Latino di Gerusalemme, è stato vittima di ingiustizia in quanto le sue terre furono occupate da Israele nel 1967. Da quel momento, più di due terzi della nostra terra sono stati presi da Israele per costruire insediamenti illegali, il Muro di Annessione, strade esclusive per i coloni ebrei e altre infrastrutture al fine di annettere la nostra terra ad Israele. Oggi, le dimensioni di Beit Jala sono solo 4 chilometri quadrati, meno di un terzo della sua dimensione originale.

L’ultima area verde che abbiamo è la Valle di Cremisan, un’area verde che appartiene a 58 famiglie cristiane palestinesi e dell’ordine salesiano, che si trova tra i due insediamenti israeliani illegali di Gilo e Har Gilo, costruiti su un terreno di Beit Jala. Al fine di collegare i loro insediamenti, Israele ha deciso di includere la valle Cremisan nel loro muro di annessione, dichiarato illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia nel 2004. Ricordiamo la coerente posizione della Santa Sede sulla questione del Muro, con Papa Giovanni Paolo II, dichiarando che ” la Terra Santa ha bisogno di ponti piuttosto che muri” e Papa Benedetto XVI che dichiarò che il muro, proprio come gli altri Mura di ingiustizia, dovrebbe cadere.

 

Sul processo di costruzione del Muro, purtroppo alcuni diplomatici della Santa Sede hanno deciso di evitare qualsiasi confronto con Israele, così come la posizione dei monaci salesiani responsabili della cantina Cremisan non era quella che ci saremmo aspettati. Questo ci lascia in una situazione di disperazione e sul punto di perdere la nostra terra e la sola possibilità di crescere.

Santità, la nostra comunità ha sete di giustizia. Preghiamo il Signore, al fine di trovare la giustizia che è stata negata al nostro popolo. Ogni Venerdì ci riuniamo con i nostri membri della comunità sotto gli ulivi ricordando Gesù abbandonato nei Getsemani pregando per la giustizia e la pace della nostra parrocchia e nella nostra terra. Santità, siamo stati lasciati soli di fronte alle aggressioni israeliane contro il nostro popolo indifeso. In innumerevoli occasioni la Santa Sede ha invitato i cristiani di Terra Santa di rimanere nella nostra terra. Nonostante le minacce israeliane, lottiamo per rimanere nel nostro paese. Ma abbiamo bisogno di azioni concrete al fine di porre fine all’impunità di Israele in modo che possiamo vivere con dignità nel nostro stato libero.

abuna Ibrahim Shomali – Parroco di BetJala (Palestina)

http://abunamario.wordpress.com/2013/09/05/lettera-a-papa-francesco/

Abuna Mario                              Io vivo ALDILA’ del Muro

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