Libano straziato: Esplosioni in porto devastano Beirut-78 morti, 4mila feriti-‘Aria tossica, lasciate la città’

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tratto da: https://www.remocontro.it/2020/08/05/libano-straziato-esplosioni-in-porto-devastano-beirut-78-morti-4mila-feriti-aria-tossica-lasciate-la-citta/

Remocontro Remocontro   5 Agosto 2020

 

A provocare le esplosioni è stato un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. Bilancio ancora provvisorio, almeno 78 morti e 4mila feriti, tra cui due militari italiani della missione Onu Unifil feriti lievi.

Morti da raccogliere, feriti da curare e la paura le esalazioni per aria

L’aria irrespirabile sulla capitale lacerata. Il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut. Hasan afferma che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali. E il martoriato Libano torna a vivere i peggiori incubi della guerra civile e delle crisi sanguinose che hanno segnato i 30 anni passati dalla fine di quel conflitto.

Martoriato Libano

Un’esplosione di potenza inimmaginabile – secondo alcuni testimoni udita fino a Cipro, a distanza di 200 chilometri – ha portato la devastazione e seminato il panico in tutta Beirut e nei sobborghi. Almeno 78 morti e 4000 i feriti, secondo un bilancio ancora provvisorio della deflagrazione, avvenuta nel tardo pomeriggio nel porto e sulle cui cause regna l’incertezza.
Il numero delle vittime potrebbe comunque aumentare, a giudicare anche dalle immagini diffuse dai social media e dalle televisioni che mostrano persone rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici crollati.
Un testimone che vive sulle colline a est della capitale, alcuni chilometri dal porto, ha detto all’ANSA che lo spostamento d’aria è stato talmente potente da far saltare tutte le placche delle prese di corrente nella sua abitazione.

2.700 tonnellate di Nitrato d’ammonio

A provocare le esplosioni che oggi hanno devastato Beirut è stato un incendio in un deposito nel porto di Beirut dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave. Lo ha detto il presidente Michel Aoun, citato dalla Bbc online. E’ “inaccettabile”, ha scritto Aoun in un tweet, che 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio fossero tenute immagazzinate in condizioni non sicure. Un’inchiesta è in corso per appurare cosa abbia provocato l’esplosione.
Auto sollevate da terra e macerie ovunque
Interi quartieri del centro coinvolti, con gravi danni. Scenario da bombardamento aereo. Vetri infranti per chilometri, auto semidistrutte scagliate per ria dallo spostamento d’aria. Anche all’aeroporto internazionale Rafic Hariri, distante alcuni chilometri, i danni all’aerostazione sono evidenti. Nel porto di Beirut sono ancorate anche alcune unità navali dell’Unifil, la forza di interposizione dell’Onu al confine tra Libano e Israele.

Unifil soccorsi ed evacuati

In serata fonti informate hanno detto all’ANSA che squadre dei ‘caschi blu’ sono riuscite a raggiungere l’area dello scalo in elicottero e i membri degli equipaggi, che dovrebbero essere formati da marinai del Bangladesh, sono stati evacuati a Sidone. Fonti qualificate hanno detto invece che due militari italiani dell’Unifil sono rimasti feriti in modo non grave.
Cause della esplosione
Supremo consiglio della Difesa riunito e voci di ogni tipo si rincorrono sulle cause della deflagrazione. Il capo delle forze di sicurezza nazionali, generale Abbas Ibrahim, ha detto all’origine del disastro vi è un incendio sviluppatosi in un deposito usato per custodire materiali altamente infiammabili sequestrati in passato.
Dai video circolato sui social media mostra dapprima una colonna di fumo scuro alzarsi nel cielo. In quelle che sembrano le fiamme di un incendio, alcune deflagrazioni minori. Infine, un’esplosione gigantesca che investe anche il balcone da cui vengono riprese le immagini, molte centinaia di metri dal porto.

‘Chi ama il Libano ci aiuti’

Il premier libanese ha chiesto ai “Paesi amici” di aiutare il Libano. “Lancio un appello urgente a tutti i Paesi fratelli che amano il Libano a stare al suo fianco e ad aiutarci a guarire le nostre ferite profonde”, ha detto il premier.
“Le terribili immagini che arrivano da Beirut descrivono solo in parte il dolore che sta vivendo il popolo libanese. L’Italia farà tutto quel che le è possibile per sostenerlo. Con la Farnesina e il ministero della Difesa stiamo monitorando la situazione dei nostri connazionali”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Israele

Israele ha offerto al governo libanese – attraverso intermediari internazionali – “aiuti umanitari e medici e immediata assistenza di emergenza”. Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha detto che Israele condivide “il dolore del popolo libanese e offre sinceramente il suo aiuto un questo momento difficile”.

Azzardo Trump, ‘attentato’

Nel lutto e nella prudenza del mondo, colpisce la dichiarazione del presidente Usa Trump, secondo cui si sarebbe trattato di un attentato. Benzina sul fuoco delle tensioni che lacerano il Paese e l’area. Col luogo delle esplosioni devastato e inavvicinabile, le imprecisate certezze Usa. “Ho incontrato i nostri generali e sembra che non sia un incidente industriale. Sembra, secondo loro, che sia un attentato, una bomba di qualche tipo”, ha spiegato Trump aggiungendo che gli Usa aiuteranno il Libano. Magari iniziando a stare zitto.

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I TERRIBILI VIDEO DI IERI

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