Libia escalation alla siriana: la Turchia arma Sarraj e la Russia manda i Mig ad Haftar

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tratto da: REMOCONTRO

Remocontro Remocontro  22 Maggio 2020

 

Tripoli denuncia: “La Russia ha mandato 8 jet per aiutare Haftar”. A parole Mosca e Ankara si esprimono a favore della cessazione delle ostilità e del processo politico sotto l’egida Onu. Ma i movimenti militari dicono il contrario. (Nella foto di copertina, un sistema antiareo russo “Pantsir” conquistato dall’esercito di Tripoli alla milizia di Haftar e portato come trofeo a Tripoli).

Escalation, otto aerei da caccia dalla Russia?

Formalmente buoni propostiti (o forse furberie?). I ministri degli Esteri di Russia e Turchia chiedono «una immediata cessazione delle ostilità in Libia e la ripresa di un processo politico per risolvere la crisi come da risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu». Loro dicono mentre i loro colleghi che comandano forze armate e arsenali fanno il contrario? Così denuncia il ministro dell’Interno del Governo di Tripoli, Fathi Bishaga, ma si sa che in guerra la bugia è armamento usuale. Secondo Bishaga I russi avrebbero spostato dalla Siria sei Mig 29 e due Sukhoi 24, partiti dalla base di Hmeimim e scortati nel volo di trasferimento da due intercettori Su-35. E’ persino probabile che nel volo di trasferimento gli aerei possano essere atterrati in un aeroporto egiziano, per evitare il rifornimento in volo.

Haftar perdente contro Tripoli turca vola russo

Due Sukhoi 24 e sei Mig 29 arrivati dalla base di Hmeimim in Siria? Sembrerebbe proprio si, a dar retta al capo dell’Aeronautica di Haftar, Saqr al-Jaroushi, che annuncia «la più grande campagna aerea che si sia mai vista». Tutti un po’ esagerati da quella parti, soprattutto dalla parte che sta perdendo. E le truppe di Haftar, negli ultimi giorni si erano ritirate da molte città della Tripolitania.

La Russia oltre la Siria quanto?

Haftar, sostenuto militarmente dalla Russia, dagli Emirati e dall’Egitto, è dall’aprile del 2019 che assedia Tripoli per provare a far cadere il governo di Fajez Serraj e prendere il controllo della capitale. Un generale che non sa vincere e alleati sempre meno convinti, nonostante soldi, armi e mercenari, fra cui i contractor russi della “Wagner”. In realtà, il generale della Cirenaica è stato più volte sul punto di entrare nella città fino a quando il presidente Serraj, rincorrendo le sue origini turcomanne,  ha stretto un patto militare con la Turchia. Da allora il governo di Tripoli è riuscito a frenare il generale e nelle ultime settimane anche a suonargliele. Lunedì scorso la conquista forse decisiva dell’importante base aerea di Watyia.

Turchia-Libia ad alleanze siriane rovesciate

«Gli attacchi del governo di Tripoli sono stati possibili soltanto grazie all’appoggio militare della Turchia -precisa Vincenzo Nigro su Repubblica- , droni e sistemi anti-aerei hanno dato la superiorità aerea in Tripolitania all’esercito di Serraj». Armamenti turchi e impreparazione avversaria, visto che i droni turchi nelle ultime ore hanno distrutto almeno nove sistemi anti-aerei russi “Pantsir”, un sofisticato semovente dotato di radar, missili e artiglieria contraerea che gli Emirati avevano fornito ad Haftar per proteggere le sue basi. Alcuni di questi armamenti sofisticati e costosi catturati ed esibiti -foto di copertina- per le strade di Tripoli.

Perdenti ma cattivi

Due Sukhoi 24 e sei Mig 29 usati ma come nuovi ad Haftar e il suo capo dell’aeronatica pieno di ‘buoni propositi’ che avverte: «tutte le postazioni turche e i loro interessi in tutte le città saranno nostro legittimo obiettivo, noi invitiamo i civili a stare lontani da questi obiettivi».

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