Libia, l’ultima notte: il racconto dello staff di Emergency

27/04/2011

Antonio Molinari racconta le difficoltà dello staff di Emergency per lasciare Misurata. Il porto bombardato più volte

Dopo aver ricevuto dalla direzione sanitaria l’ordine di evacuare dalla zona, l’equipe di Emergency ha raggiunto Malta. La testimonianza di Antonio Molinari, membro dello staff di Emergency, testimone dei bombardamenti.

“Nella notte fra il 24 e il 25 aprile ci sono stati bombardamenti molto pesanti e questi ma Misurata è sempre stata sotto bombardamento da quando siamo arrivati noi dell’equipe di Emergency.

Però, durante quella notte abbiamo avuto la netta sensazione che fosse successo qualcosa di diverso. Il giorno dopo abbiamo scoperto che i bombardamenti avevano superato la linea del fronte ed avevano colpito le zone dove vivono i civili. Questo ci ha fatto pensare che tutte le regole fossero saltate. Nei giorni precedenti i combattimenti erano localizzati in aree precise dove c’erano scontri tra lealisti e i ribelli. Quella mattina abbiamo capito che qualcosa era cambiato e quindi a quel punto abbiamo capito che nessuna zona di Misurata era al sicuro. E per questo abbiamo deciso di lasciare l’ospedale e andare verso il porto dove ci avevano assicurato la presenza di una nave che sarebbe salpata dopo qualche ora.

Dopo aver preso accordi con il capitano, al porto, è iniziato un forte bombardamento con lancio di missili Grad sulla banchina dove era ancorata la nave. Noi eravamo su quella banchina e ci siamo spaventati molto. Inoltre, non abbiamo avuto modo di capire da dove arrivasse l’attacco, anche se immagino arrivasse dalla zona ovest della città, quella dove ci sono le truppe lealiste.

A quel punto siamo stati portati in una zona più sicura, meno soggetta a attacchi diretti. Dopo un’ora abbiamo nuovamente provato ad avvicinarci al porto ma c’è stato un altro attacco. Quindi siamo stati trasportati in una zona piuttosto sicura, dove siamo stati nascosti in un garage. Lo scopo era stare fermi lì fin attesa che la situazione migliorasse. Dopo una mezz’ora ci hanno comunicato che la nave stava partendo e di corsa ci siamo diretti al porto dove siamo riusciti a imbarcarci. Non appena mollati gli ormeggi e preso il largo. Non appena abbiamo lasciato il porto abbiamo assistito al terzo bombardamento sul porto di Misurata. Per noi è stata la conferma che da qual giorno in avanti potevano esserci attacchi in qualsiasi zona di Misurata.

Ieri, siamo arrivati a Malta e ci hanno confermato che il porto è stato attaccato ancora. E pare che gli attacchi siano stati pesanti e proprio nella zona del porto, nella banchina dove attraccano le navi commerciali, i cargo, che in sostanza sono quelle che ci hanno consentito di arrivare fino a Malta.

Alessandro Grandi

© peacereporter

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