L’incredibile scoperta di Newton Gingrich (di Uri Avnery)

Lo stato palestinese non esiste, sostiene l’ultimo candidato repubblicano alla Casa bianca. La pensavano così anche i sionisti quando, arrivati nel paese, decisero che i suoi abitanti erano lì per caso

Mio dio quanto sono bizzarri questi aspiranti repubblicani alla presidenza statunitense! Quale misero branco d’ignorantoni e matti da legare. O, a voler essere buoni, che congrega di bugiardi e cinici! È davvero questo il meglio che una nazione grande e orgogliosa possa produrre? Che spavento pensare che uno di loro potrebbe diventare l’uomo più potente del mondo, con un dito sul bottone nucleare più devastante!
Ma concentriamoci sull’attuale front runner, Newt Gingrich. Questo gigante intellettuale – che si chiama come Isaac Newton, probabilmente il più grande scienziato di tutti i tempi – ha scoperto una grande verità storica. Il Newton originale scoprì la legge di gravità. Newton Leroy Gingrich ha rivelato qualcosa non meno sconvolgente: c’è in giro un popolo “inventato”, i palestinesi. Un israeliano modesto come me potrebbe rispondere, secondo il miglior gergo ebraico: «Buongiorno
Eliyahu!». È questo infatti il modo in cui onoriamo quelli che hanno fatto una grande scoperta che, sfortunatamente, è stata già scoperta da altri molto tempo prima. Fin dalla sua nascita il movimento sionista ha negato l’esistenza del popolo palestinese. Fa parte del suo credo. E la ragione è ovvia: se fosse esistito un popolo palestinese, allora il paese che i sionisti stavano per conquistare non era vuoto. Il sionismo avrebbe comportato un’ingiustizia di dimensioni storiche. Essendo degli idealisti, i primi sionisti trovarono una via d’uscita da questo dilemma morale: semplicemente negarono
la sua esistenza. Lo slogan scelto fu: «Una terra senza popolo per un popolo senza terra ».
Strani esseri umani di passaggio Ma allora chi erano questi strani esseri umani che incontrarono quando arrivarono nel paese? Beh, erano solo persone a cui era capitato di trovarsi lì, ma certamente non “un popolo”. Come dire, dei passanti. In seguito – prosegue la favola – dopo che avevamo fatto fiorire il deserto e trasformato una terra arida e abbandonata in un paradiso, arabi dall’intera regione si accalcarono nel paese, e ora hanno l’ardire – il chutzpah – di dichiarare che costituiscono una nazione palestinese! Per molti anni dopo la fondazione dello Stato d’Israele è stata questa la linea ufficiale. Golda Meir pronunciò la celebre esclamazione: «Un popolo palestinese non esiste!».
(Alla Knesset le risposi: «Signora primo ministro, forse lei ha ragione. Forse davvero non esiste alcun popolo palestinese. Ma se milioni di persone per sbaglio credono di rappresentare un popolo, e si comportano come un popolo, allora sono un popolo»). Un’immensa macchina di propaganda –in Israele e all’estero – fu impiegata per “provare” che non c’era alcun popolo palestinese.
Una tale signora Joan Peters scrisse un libro (From time immemorial) dimostrando che la marmaglia che si autodefiniva “palestinesi” non aveva nulla a che fare con la Palestina. Erano soltanto degli intrusi e degli impostori. Il libro ebbe un successo immenso, fino a quando fu smontato da alcuni esperti che dimostrarono che il suo intero edificio di prove decisive era immondizia pura. Io stesso ho speso centinaia di ore provando a convincere quanta più gente possibile, in Israele e all’estero, che un popolo palestinese esiste ed è con esso che dobbiamo fare la pace. Fino a quando un giorno lo Stato d’Israele riconobbe l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) come unico rappresentante del “popolo palestinese”, e la disputa fu seppellita.
Fino a quando non è arrivato Newt e, come un Gesù degli ultimi giorni, l’ha resuscitata.
Ripetendo a pappagallo la linea originaria della propaganda sionista – ormai abbandonata dalla maggior parte dei sionisti – Gingrich afferma che non può esserci alcun popolo palestinese perché non c’è mai stato uno Stato palestinese. Le persone in questo paese erano semplicemente “arabi” sotto il dominio ottomano. E allora? Mi ricordo che i dominatori colonialisti francesi dicevano che non esisteva un popolo algerino, perché non c’era uno Stato algerino e non c’era mai stato nemmeno un paese unito chiamato Algeria. Il nome Palestina era menzionato dagli storici greci già 2500 anni fa. Nel Talmud si parla di un «duca di Palestina». Quando gli arabi conquistarono il paese, lo chiamarono «Filastin», come fanno ancora oggi. Il movimento nazionalista arabo si diffuse in tutto il mondo arabo, Palestina inclusa – nello stesso momento in cui si diffondeva il movimento sionista – e si batté per l’indipendenza dal sultano ottomano.
Sarebbe paradossale che ai membri della nazione palestinese “inventata” si domandasse di chiedere il riconoscimento da parte dei membri della nazione ebraica/israeliana altrettanto inventata, su richiesta di un membro della pur sempre “inventata” nazione americana, una persona che tra l’altro è un misto di stirpe tedesca, inglese, scozzese e irlandese.

Manifesto 26 dicembre 2011 (Traduzione di Michelangelo Cocco)

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam