L’incrocio di Gush Etzion è la nuova piazza nazionale di Israele

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giovedì 3 marzo 2016
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 SINTESI PERSONALE

L’incrocio di Gush Etzion è la nuova Kikar Hamedina, la piazza nazionale. La maggior parte degli israeliani non vi è mai stata. Ma chi vuole conoscere lo stato dell’occupazione e di come il paese sia responsabile di questo, è invitato all’incrocio israeliano più brutto e più ripugnante del paese.

Solo mezz’ora da Gerusalemme e un’ora da Tel Aviv – il cuore del paese e anche il cuore del consenso.

Qui il vero aspetto di Israele si riflette: uno stato violento e spaventoso che insiste a vivere con la spada.

Germania Est è qui; anche i cani da guardia sono pastori tedeschi. Tutto sa di violenza, minaccia e paura. I cubicoli di cemento sono ricoperti di manifesti nazionalistici e imbrattati con bandiere israeliane come se il loro numero ne determinasse la sovranità: Gush Etzion è nostra; qui sta il consenso nazionale, reale o inventato.

Decine di soldati armati circondano l’incrocio su tutti i lati. Essi sono protetti dalla testa ai piedi; i loro volti sono quasi invisibili. Stanno in piedi nelle loro posizioni di cemento, le dita sul grilletto. Torri di guardia, telecamere di sicurezza, posti di blocco, filo spinato e blocchi stradali qua e là nella bellissima Grande Israele.

Ci sono mostri di ferro, veicoli militari e di polizia, cani dall’unità canina Oketz che seminano paura con le loro mascelle chiuse nelle museruole di metallo e con i loro sguardi assassini. Le stazioni dei coloni, sempre affollate, sono circondate da blocchi di cemento e da pali di metallo. Ogni fermata è una fortezza, ogni palestinese è visto con sospetto. Una mossa sbagliata ed è finito.

L’atmosfera è tesa, i soldati sono nervosi. Questo incrocio è una caserma fortificata su tutti i lati, armata e blindata. Mi chiedo che cosa i coloni che passano qui ogni giorno pensano. Non si sono mai chiesti: che cosa stiamo facendo? Ne vale la pena? Vogliamo davvero vivere in questo modo? E ‘giusto che i soldati israeliani stiano qui giorno e notte solo per difendere le loro convinzioni e la passione per il settore immobiliare? E’ morale crescere i loro figli nelle vicinanze di questo incrocio? Sono disposti a vivere per sempre con le mitragliatrici e le recinzioni? È una vita normale? Possono davvero immaginare che i palestinesi accetteranno questo incrocio costruito con la forza sulla loro terra, contro la loro volontà come, del resto, tutti i grandi insediamenti? Possono veramente pensare che i palestinesi cederanno i loro diritti? Pensano di avere dei diritti? Le vetture passano velocemente e con loro le illusioni.

Gideon Levy : Israel’s New National Square

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