L’intifada dei coltelli: e i fucili? di Luigi Fioravanti

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La rivolta dei palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme è detta ormai nei “nostri” media, l’ intifada dei coltelli: ma i fucili non sono violenza? non sono violenza le aggressioni quotidiane dei coloni, i checkpoint, gli arresti in massa, le demolizioni delle case, il furto delle terre, le colonie, il muro, le bombe?…”Esplode di nuovo la violenza in Palestina”: la violenza di chi? Dei palestinesi, come sempre; gli israeliani sono sempre e solo vittime. E nessuno ricorda il contesto della rivolta palestinese, la realtà, la verità di fondo: che Israele occupa illegalmente e in spregio alle risoluzioni Onu, i Territori palestinesi. E’ l’occupazione la nadre di tutte le violenze in Palestina.
“L’unica via per uscire dalla spirale della violenza e della distruzione (in Palestina) è quella di affrontare la questione di fondo, cioè l’occupazione israeliana dei Territori palestinesi . Ci sarà pace e sicurezza solo quando Israele riconoscerà la libertà e la sovranità dello Stato palestinese”. Sono parole di Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini.
Se in Palestina non c’è pace, se l’Occupazione dura da 48 anni, le colpe sono molteplici, ma di certo non piccola è quella dei nostri media che assumono sempre (ad eccezione di pochissimi) il punto vista ideologico e fisico degli israeliani. I palestinesi o non esistono o se esistono sono terroristi.
Io vorrei fare ai nostri giornalisti, della carta stampata, radio o televisivi ( e a noi stessi), una domanda precisa: cosa farebbero loro, cosa direbbero, se fossero un palestinese e vivessero sotto occupazione militare da 48 anni?
Luigi Fioravanti

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