L’Italia annulla la partecipazione alla missione navale europea nel Golfo persico

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tratto da: REMOCONTRO

Remocontro Remocontro  2 Giugno 2020

 

 

Annullata la partecipazione di una fregata della Marina Militare italiana alla missione europea (European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz, EMASOH) a guida francese nello Stretto di Hormuz, sulla rotta del petrolio allo sbocco del Golfo persico tra Iran, Iraq e Arabia saudita prevista dal gennaio scorso.

Niente missione navale nel Golfo persico

La notizia pubblicata sul sito ForzeArmate.org e quindi voce dall’interno delle Forze Armate, questa volta della Marina che, di questi tempi, ha molto di cui lamentarsi con gli F-35 navali a decollo corto e atterraggio verticale, destinati come logica alle sue portaerei, che sono finiti inspiegabilmente all’aeronautica, con uno scontro tra generali e ammiragli tutt’altro che finito. 

https://www.remocontro.it/2020/05/29/f-35-versione-navale-dati-allaeronautica-pasticcio-allitaliana-guerra-interna-e-ministro-silente/ )

Niente Hormuz per soldi e prudenza, dicono

«Nell’attesa dell’approvazione da parte del consiglio dei ministri del decreto missioni, non ancora reso pubblico ma che decide la partecipazione nazionale alle operazioni militari oltremare, è stata annullata la prevista partecipazione di una fregata della Marina Militare italiana alla missione europea European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz (EMASOH) a guida francese nello Stretto di Hormuz, prevista dal gennaio scorso».

Non si parla –a quanto sembra- della partecipazione italiana in Afghanistan, circa 900 uomini quasi reclusi nella loro base di ad Herat, sui confini con l’Ira, in una missione tanto pericolosa quanto costosa e  incomprensibili per gli interessi nazionali. Per non parlare delle ormai decennali missioni balcaniche, dove il difficile è capirne la logica.

Torniamo nel Golfo Persico

«La decisione del governo non è stata motivata: l’agenzia di stampa Public Policy parla della necessità di “risparmiare qualche risorsa economica in più, visto il particolare momento che il nostro Paese sta vivendo”».  O ancora scontro di fazioni ai ’vertici interforze’ dello Stato Maggiore difesa, o risparmi per Coronavirsu molto più logici, o, terza ipotesi, sospetto di Analisi Difesa, lo zampino del Ministero degli Esteri che però, oggettivamente, ha tutte le ragioni per dire la sua sulla missioni militari italiane all’estero.  Sempre che sia una partita di diplomazia e non di impuntatura tra ministri. Va detto il decreto missioni estere stanzia anche i fondi per la cooperazione e sviluppo della Farnesina, e anche per i soldi che diminuiscono vale la iniqua regola della fame, dove più piangono qualcuno gode.

DETTO IN PRECEDENZA

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