Lo confermano anche gli amici: “Dall’Oglio rapito”

2/08/2013

 

 immagine1

COMBATTENTI IN SIRIA

Trascorso il termine indicato dal gesuita per dare l’allarme. E intanto nel Nord della Siria si fa ogni ora più sanguinosa la guerra intestina tra i jihadisti e i curdi

GIORGIO BERNARDELLI
MILANO

Anche la giornata di venerdì è trascorsa in Siria senza alcuna notizia dal gesuita padre Paolo Dall’Oglio, di cui si sono perse le tracce da lunedì. E questo è un indizio che sembra rendere ormai quasi certa la tesi del rapimento. Anche gli attivisti che nei giorni scorsi sostenevano che il silenzio di Dall’Oglio fosse legato a un tentativo di mediazione che il religioso stava svolgendo, dicevano infatti di aver ricevuto dal gesuita romano l’indicazione di dare l’allarme solo se entro venerdì mattina non si fosse fatto vivo. Cosa che si è verificata.

Che la preoccupazione cresca lo conferma il tweet diffuso oggi da Jan Bartha, il ricercatore amico di Dall’Oglio residente a Raqqa, città del Nord della Siria dove il religioso era arrivato sabato scorso dalla Turchia e domenica aveva parlato nel corso di una manifestazione. “Devo purtroppo confermare che padre Paolo è ufficialmente sequestrato dalla Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis)”, ha scritto rispondendo a un confratello di Dall’Oglio che gli chiedeva notizie. Proprio Bartha – ancora martedì – sosteneva di essere stato con il religioso “fino a cinque minuti fa”.

Al di là di queste notizie sempre difficili da verificare, c’è però anche un altro elemento che desta ancora più preoccupazione: l’evoluzione della situazione sul campo nel Nord della Siria. Diverse fonti sostengono, infatti, che tra i motivi che hanno spinto padre Dall’Oglio a recarsi nella zona c’era la volontà di aiutare a sanare la frattura intestina tra i curdi e gli islamisti, la guerra nella guerra che già da settimane si profilava all’orizzonte tra gli oppositori di Assad. Proprio negli ultimi giorni questo conflitto è esploso in maniera molto violenta.

Il bollettino di oggi dell’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (Osdh) parla di almeno dodici  jihadisti uccisi dai curdi, contro gli oltre ventidue curdi uccisi dai jihadisti. I combattimenti sarebbero concentrati in particolare intorno alla cittadina di Ras al-Ain; i curdi sostengono che ci sarebbero addirittura duecento persone tenute in ostaggio dall’Isis. Inoltre il blog Syria Comment – altra fonte solitamente molto ben informata – ha diffuso la traduzione di una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti del Pkk sottoscritta dallo Stato islamico dell’Iraq e del Levante e da altri gruppi combattenti. Un testo in cui il Pkk viene accusato di tradimento e di agire ormai per conto del nemico Bashar al-Assad. Se davvero – dunque – padre Dall’Oglio si è recato dai capi dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante per perorare la causa dei curdi, non è difficile intuire che si trovi oggi in una situazione particolarmente difficile.

 

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/siria-syria-siria-26949/

Contrassegnato con i tag: ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam