Lo sapevate che…

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  • Il blocco intensificato sulla Striscia di Gaza imposto a giugno 2007 inizia il suo sesto anno.
  • Gaza è una delle regioni più densamente popolate del mondo (oltre 4.500 persone per kmq).
  • Il 34% della forza lavoro di Gaza, di cui oltre la metà sono giovani, è disoccupato.
  • il 44% degli abitanti di Gaza soffre di insicurezza alimentare e circa l’80% è beneficiario degli aiuti.
  • A Gaza c’è grave carenza di combustibile e di energia elettrica; le interruzioni sono fino a 12 ore al giorno.
  • circa 90 milioni di litri di acque reflue non trattate o parzialmente trattate vengono gettati in mare ogni giorno.
  • Nell’85% delle scuole a Gaza ci sono i doppi turni.
  • Carebbero necessarie circa 71.000 nuove unità abitative per coprire le esigenze abitative attuali.
  • A causa dell’intensificazione del blocco dal 2007, almeno 172 civili palestinesi sono stati uccisi e 318 feriti .
  • Durante questo periodo, circa 2.300 palestinesi sono stati uccisi e 7.700 feriti dalle forze israeliane, circa i due terzi di loro durante la “Piombo Fuso” offensivo. Più di un quarto (27%) di tutte le vittime palestinesi erano donne e bambini.
  • Dal giugno 2007, 37 israeliani sono stati uccisi e 380 feriti in attacchi lanciati da Gaza, il 40% dei quali erano civili.

Carissimi amici di BoccheScucite, lo sapevate, vero?
O per lo meno, per chi vuole informarsi queste informazioni sono accessibili, disponibili, andandole a cercare. E in particolare i dati che vi abbiamo appena citato sono disponibili anche per gli operatori delle Nazioni Unite, visto che è l’OCHA, l’ Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari nei territori palestinesi occupati, ad averli diffusi, in un rapporto intitolato ”CINQUE ANNI DI BLOCCO: La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza”.

E dunque, diciamo noi, allora lassù, tra chi può dire e disporre, dunque lo sanno.
Dunque la tanto chiamata in causa “comunità internazionale” lo sa.
Sa di Gaza, di questa prigione spazio-temporale infinita. Sa del resto della Palestina.
E qualcuno, tra chi si adopera e opera negli uffici che appartengono proprio a questa fantomatica comunità internazionale, sicuramente freme e soffre.
Perché sa, anzi aiuta a far sapere, con relazioni puntuali e precise, tragiche nei loro asettici elenchi di sofferenze, morti, soprusi.
Ma.
Potremmo chiamarlo, con Grazia Careccia, dell’ong Al Haq di Ramallah, “scollamento”. Dice Grazia, intervistata in esclusiva per BoccheScucite e relatrice alla prossima Giornata ONU del 1 dicembre a Padova, che sembra proprio “ esservi uno scollamento tra le persone che lavorano per le Nazioni Unite e che sanno e che denunciano, e quelle che nello stesso ambito devono poi tramutare questo ‘sapere’ in decisioni, in azioni politiche”. Ecco lo squarcio scollato! Ecco come i diritti di milioni di persone vengono calpestati.
Ci avvisa Grazia che proprio in questi giorni Israele “ha unilateralmente deciso di non partecipare più al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Un consiglio che riunisce, a rotazione, 47 stati. E che ha comunque solo poteri di raccomandazione, non può fornire pareri vincolanti. Ma può creare comitati d’inchiesta. È la prima volta che succede una cosa del genere. E questo è gravissimo: crea un elemento di arbitrarietà che va contro la Carta delle Nazioni Unite, che guarda invece all’universalità. Si può proprio affermare quindi che vi è uno scollamento tra la realtà economico-politica e diritti che vanno garantiti.”

Ecco perché, amici cari, lanciamo con rinnovato impegno la Giornata per i diritti del popolo palestinese, che proprio L’Onu ha voluto dedicare a questa gente oppressa.
Per questo ci diamo tutti l’appuntamento a PADOVA il 1 dicembre (leggi tutto su www.giornataonu.it )
Per questo, con Pax Christi e con tutti i costruttori di pace vogliamo denunciare con voi su questo scollamento, su questo ‘doppio binario”.

Vorremmo allora che arrivasse il giorno in cui si potesse dire…
… siccome lo sappiamo, allora facciamo così!
Ma speriamo almeno che qualcuno, lassù, lì in alto, non sappiamo bene dove,
possa sussurrare presto: abbiamo agito così, perché da troppo tempo, pavidamente, sapevamo.

BoccheScucite

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