L’occupazione israeliana a Al-Makhrour: “Siamo ancora qua”

18 GEN 2013

All’alba del 16 gennaio, i bulldozer militari israeliani accompagnati da numerose jeep militari hanno compiuto un raid nell’area di Al-Makhrour, a Sud Est di Beit Jala, nel governatorato di Betlemme. Hanno distrutto, senza alcuna precedente notifica, dieci pali della luce, provocando un blackout che ha interessato decine di strutture e abitazioni palestinesi e la perdita di 30mila shekel (5mila euro).

Al Makhrour confina a Nord con il villaggio di Al Walaje e con l’insediamento illegale israeliano di Har Gilo, a Sud con il villaggio di Al-Khader, a Ovest con i villaggi di Battir e Husan, e a Est con Beit Jala. Secondo gli ultimi piani di costruzione del Muro di Segregazione pubblicati nel sito del Ministero della Difesa israeliano il 30 aprile 2007, l’area di Al-Makhrour insieme ai villaggi di Husan, Al Walaje, Nahalin, Wadi Fukin, Al Jab’a, Khallet ‘Afana, Khallet Al Balluta e Beit Sakariya (una popolazione totale di oltre 23mila persone) saranno chiusi in un’enclave, isolati dalle principali città e comunità del governatorato di Betlemme.

Vale la pena ricordare che le terre di Al Makhrour sono tra i più fertili appezzamenti agricoli dell’area e che i residenti sono deprivati dalle autorità israeliane di occupazione del diritto di costruire e coltivare le proprie terre, in quanto la zona rientra in Area C, sotto il totale controllo civile e militare israeliano.

Attacchi sistematici all’area di Al Makhrour

Al Makhrour ha subito un’accelerazione sistematica da parte israeliana delle demolizioni di strutture, case e proprietà palestinesi, a partire da dicembre 2011 ad oggi. Sotto sono riportate alcune delle distruzioni effettuate nell’area:

– 13 dicembre 2011: le forze di occupazione hanno compiuto un raid e demolito alcune abitazioni, di proprietà di tre famiglie di Beit Jala, senza previa comunicazione;

– 3 maggio 2012: I bulldozer militari israeliano hanno demolito un ristorante di proprietà di Ramzi Nakhleh Qesiyeh, residente a Beit Jala. La distruzione del ristorante ha provocato una perdita finanziaria di 100mila shekel (20mila euro). Inoltre, Qesiyeh ha ricevuto l’ordine di evacuazione entro due settimane dalla propria casa, situata a pochi metri dal ristorante. Dopo la demolizione, a due chilometri di distanza, i bulldozer israeliani hanno distrutto e livellato appezzamenti agricoli di 18 dunam (un dunam = 1 km²), di proprietà di Sha’ban Mahmoud Abdullah Al-Ayaseh, e hanno distrutto un sentiero agricolo aperto da Al-Ayaseh quattro giorni prima per facilitare il lavoro nei campi;

– 2 agosto 2012: I bulldozer israeliani hanno di nuovo colpito l’area, demolendo (senza precedenti comunicazioni) il nuovo ristorante di Ramzi Nakhleh Qesiyeh, una struttura di 40m² di proprietà di Khader Judeh Jacob Khalilieh e baracche di proprietà di Jeries Fouad Mina Qasasfeh.

In conclusione

L’occupazione israeliana ha inviato ai residenti di Al Makhrour un caldo augurio di buon anno, a modo loro, per ricordare loro che sono sempre sotto occupazione e che sono un target legittimo per i bulldozer militari fino a quando Israele non avrà raggiunto i suoi obiettivi coloniali e di espansione nell’area, sopra le rovine delle case palestinesi.

Simili azioni rappresentano una grave violazione della legge internazionale e delle convenzioni internazionali:

– Articoli 53 e 147 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949:“Distruzioni estese e appropriazioni di proprietà, non giustificate da necessità militari e portate avanti fuori dai dettami di legge, sono una grave violazione della Convenzione”;

– Articolo 43 della Convezione dell’Aia del 1907: “Oltre alle proibizioni previste da speciali convenzioni, è espressamente proibito distruggere le proprietà del nemico, a meno che la distruzione non sia dettata imperativamente dalla necessità della guerra”.

– Articolo 17 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 10 dicembre 1948: “Nessuno può essere arbitrariamente privato delle proprietà”. Ovvero, vieta a Israele di distruggere e confiscare terre di proprietà palestinesi in qualsiasi caso.

– Risoluzione 1544 del 2004, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha chiesto a Israele lo stop delle demolizioni di case palestinesi: “Il Consiglio di Sicurezza chiede a Israele di rispettare i propri obblighi di fronte alla legge umanitaria internazionale, in particolare l’obbligo a non procedere con demolizioni di case contrarie alla legge”.

 

ARIJ – Applied Research Institute of Jerusalem

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/aic/l%E2%80%99occupazione-israeliana-al-makhrour-%E2%80%9Csiamo-ancora-qua%E2%80%9D

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