L’Onu approva risoluzione contro le colonie di Israele in Cisgiordania – Usa astenuti per la prima volta (2 articoli)

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23 dicembre 2016

1) L’Onu approva risoluzione contro le colonie di Israele in Cisgiordania
Usa astenuti per la prima volta

Il testo passato con 14 voti grazie al fatto che gli Usa non hanno posto il veto: «Gli insediamenti costituiscono una violazione palese del diritto internazionale e un grande ostacolo per ottenere la pace attraverso la soluzione dei due stati, due popoli»

di Redazione Online

 
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Costruzione di nuove case a Gerusalemme Est (Ap)

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la politica israeliana degli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est chiedendo lo stop immediato e completo. La risoluzione è passata con 14 voti a favore perché a sorpresa gli Usa si sono astenuti e non sono ricorsi – come tutte le altre volte – al loro potere di veto per bloccare il provvedimento. «Gli Stati Uniti hanno abbandonato Israele», è il primo duro commento che arriva da Tel Aviv. Mentre il governo israeliano ha annunciato che non rispetterà mai la risoluzione.

L’ira di Trump

Il presidente eletto, Donald Trump aveva chiesto alla rappresentanza Usa all’Onu di porre il veto sulla risoluzione, con una mossa che alcuni analisti hanno giudicato un’interferenza senza precedenti da parte di un presidente eletto. L’amministrazione di Barack Obama è notoriamente contraria agli insediamenti israeliani nei territori occupati e già in alcune indiscrezioni, circolate sulla stampa americana, si ipotizzava che nell’ultimo mese del suo mandato potesse lasciar passare la risoluzione Onu senza ricorrere al diritto di veto di cui gode in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza. Immediata infatti la reazione di Trump al voto: « Per quel che riguarda l’Onu, le cose andranno diversamente dopo il 20 gennaio».

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Le reazioni

Il rifiuto degli Stati Uniti di apporre il veto alla risoluzione di condanna degli insediamenti di Israele in Cisgiordania è «vergognosa» secondo lo speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan. Da parte sua la presidenza dell’Anp esulta e giudica un «duro colpo» ad Israele il voto del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. «Gli Stati Uniti hanno abbandonato Israele, il loro unico alleato in Medio Oriente», commenta il ministro per le Infrastrutture Pubbliche e l’Energia ed esponente di punta del Likud, Yuval Steinitz. Sulla stessa linea si è espressa anche l’influente lobby ebraica negli Usa, l’Aipac che si è detto «profondamente turbata dal mancato ricorso al veto da parte dell’amministrazione Obama per prevenire una distruttiva, risoluzione anti Israeliana. L’Aipac esprime il suo apprezzamento per il presidente eletto Donald Trump e ai molti membri del Congresso democratici e repubblicani che avevano fatto pressione affinché gli Usa opponessero il veto» al Consiglio di Sicurezza Onu.

Il testo

Il testo approvato dal Consiglio di Sicurezza condanna la politica israeliana di colonizzazione dei cosiddetti «territori occupati» palestinesi, ormai limitati a Gerusalemme Est e alla Cisgiordania ma che fino al ritiro unilaterale del 2005 includeva anche la Striscia aid Gaza, e ne chiedete «l’immediata e totale» cessazione La risoluzione afferma che gli insediamenti «costituiscono una violazione palese del diritto internazionale e un grande ostacolo per ottenere la pace attraverso la soluzione dei due stati, due popoli». Il testo ribadisce poi che non riconoscerà alcun cambio alla linea del cessate il fuoco tracciata nel 1967 (al termine della Guerra dei Sei Giorni). Condanna anche «tutti i mezzi impiegati per alterare la composizione demografica (i coloni) e lo status del territorio palestinese occupato dal 1967, inclusa Gerusalemme Est», tra cui la confisca delle terre e la demolizione delle case palestinesi Allo stesso tempo i Quindici chiedono l’adozione di misure per impedire «tutti gli atti di violenza contro i civili, inclusi gli attentati terroristici» e condanna l’incitazione all’odio.

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Onu: stop a nuovi insediamenti di Israele
Gli Usa si astengono

http://www.corriere.it/esteri/16_dicembre_23/onu-approva-risoluzione-contro-colonie-israele-cisgiordania-usa-astenuti-la-prima-volta-e7d1b820-c948-11e6-bac6-8c33946b31a6.shtml

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2) Onu a Israele: “Stop nuove colonie nei territori”. E per la prima volta Usa astenuti

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L’ambasciatrice Onu alle Nazioni Unite Samantha Jane Power

La risoluzione è passata con 14 voti a favore. A sorpresa non c’è stato il veto statunitense. L’ambasciatrice americana: “Abbiamo difeso la soluzione dei due Stati”. Ira di Tel Aviv: “Ci avete abbandonati”. Trump: “Le cose cambieranno dal 20 gennaio”

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede ad Israele di porre fine alla sua politica di insediamenti nei territori palestinesi, inclusa Gerusalemme est e insiste sul fatto che la soluzione del conflitto in Medioriente passi per la creazione di uno Stato palestinese che conviva insieme a Israele. La risoluzione è passata con 14 voti a favore perché a sorpresa gli Usa si sono astenuti e non hanno fatto ricorso al loro potere di veto per bloccare il provvedimento. Questa decisione ha scatenato l’ira di Israele che da tempo accusa l’amministrazione Obama di aver tradito il Paese e ritiene l’iniziativa un colpo di coda del presidente Usa uscente. E il presidente eletto Donald Trump avverte via Twitter l’Onu e Obama: “Le cose cambieranno quando sarò in carica”.

“Astensione per difendere la soluzione dei due Stati”. La continua costruzione di insediamenti “mina seriamente la sicurezza di Israele”, ha detto l’ambasciatrice Usa all’Onu, Samantha Power, spiegando la posizione degli Usa. “Gli Stati Uniti hanno inviato sia privatamente che pubblicamente per quasi cinque decenni il messaggio che le colonie devono cessare di esistere”, ha spiegato Power che ha aggiunto: “Non si può simultaneamente difendere l’espansione degli insediamenti e difendere la soluzione praticabile dei due popoli, due Stati per arrivare alla fine del conflitto. Si doveva fare una scelta tra colonie e separazione”. Power ha comunque definito Israele “l’unica democrazia in Medio Oriente” dove “va riconosciuto” che la nazione si trova sotto pressione. Secondo l’ambasciatrice, il sostegno degli Usa “non ha mai traballato”.

Onu: la via dei due Stati messa in pericolo dalle colonie. Questa via, si legge nel testo, è posta in pericolo dall’espansione delle colonie, che stanno arrivando a una “realtà di Stato”. Secondo la risoluzione, gli insediamenti “costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e un grande ostacolo per costruire la soluzione dei due stati, così come una pace giusta, duratura e completa”. Inoltre, il Consiglio ribadisce che non riconoscerà alcuna modifica alle linee tracciate nel 1967 salvo diverso accordo tra le due parti attraverso i negoziati. Così, condanna “tutte le misure volte ad alterare la composizione demografica, il carattere e lo stato del territorio palestinese occupato dal 1967, compresa Gerusalemme Est, in cui accadono confische e  demolizioni di case palestinesi. Allo stesso tempo, il massimo organo decisionale dell’Onu chiede misure per prevenire “tutti gli atti di violenza contro i civili, inclusi atti di terrorismo, così come tutti gli atti di provocazione e distruzione” e condanna l’incitamento all’odio.

Diversi membri del Consiglio di Sicurezza hanno sostenuto che si tratta di una risoluzione equilibrata e che, in fondo semplicemente ribadisce una posizione che difende l’Onu e la quasi totalità della comunità internazionale. La risoluzione è la prima sul conflitto in Medio oriente che il Consiglio approva dal 2009.

L’ira di Israele. La reazione di Israele – che aveva già definito “vergognosa” l’attesa mossa di Obama alla vigilia del voto –  non si è fatta attendere, con l’ambasciatore presso il Palazzo di Vetro che ha parlato di “risoluzione scandalosa”: “Né il Consiglio di sicurezza dell’Onu né l’Unesco possono spezzare il legame fra il popolo di Israele e la terra di Israele”, ha affermato Danny Danon. In merito all’astensione americana Danon ha messo in evidenza che “ci si attendeva che il maggiore alleato agisse in linea con i valori che condividiamo e che mettesse il veto su una scandalosa risoluzione. Non ho dubbi sul fatto che la nuova amministrazione americana e il nuovo segretario generale dell’Onu apriranno una nuova era in termini di relazioni dell’Onu con Israele”.

“Gli Stati Uniti hanno abbandonato Israele, il loro unico alleato in Medio Oriente”, ha dichiarato il ministro per le Infrastrutture Pubbliche e l’Energia ed esponente di punta del Likud, Yuval Steinitz. Sulla stessa linea si è espressa anche l’influente lobby ebraica negli Usa, l’Aipac che si è detto “profondamente turbata dal mancato ricorso al veto da parte dell’amministrazione Obama per prevenire una distruttiva, risoluzione anti Israeliana. L’Aipac ha invece espresso il suo apprezzamento per il presidente eletto Donald Trump e ai molti membri del Congresso democratici e repubblicani che avevano fatto pressione affinché gli Usa opponessero il veto” al Consiglio di Sicurezza Onu.

Prima del voto i responsabili del Centro Wiesenthal di Los Angeles avevano fatto appello all’Amministrazione per bloccare la risoluzione. Il rabbino Marvin Hier e Abraham Cooper avevano stigmatizzato l’azione “draconiana”, presa “a un minuto dalla mezzanotte della presidenza Obama”, a loro avviso “il segnale sbagliato al momento sbagliato”.

Ebrei a favore dell’astensione. Il gruppo ebraico progressista J Street si è invece schierato a favore dell’astensione: “Diamo il benvenuto alla scelta dell’amministrazione. La risoluzione è coerente alla tradizionale posizione bipartisan americana che include un forte appoggio alla soluzione dei due Stati e una chiara opposizione a azioni irresponsabili e dannose tra cui il terrorismo palestinese e l’espansione degli insediamenti e la distruzione di case da parte di Israele”.

L’Anp esulta. La presidenza dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) giudica un “duro colpo” ad Israele il voto con cui il Consiglio di Sicurezza dell’Onu  ha condannato la politica delle colonie e degli insediamenti di Tel Aviv in Cisgiordania e Gerusalemme Est, chiedendone “l’immediata cessazione”. Il portavoce Nabil Abu Rudeina ha parlato di una “storica risoluzione” che si è dimostrata anche “un importante sostegno alla soluzione dei due Stati”.

La rivincita di Obama. Anche negli Usa ci sono i primi contraccolpi: lo speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan, ha definito la posizione degli Usa “vergognosa”. Ma questa, per Obama, è una piccola-grande rivincita dopo aver fallito nel favorire i negoziati tra israeliani e palestinesi, fin dal 2009 la sua priorità numero uno in politica estera. Con la decisione di dare carta bianca al segretario di stato John Kerry la cui missione era di portare a casa una storica pace. Così non è stato, anche a causa dei gelidi rapporti tra Obama e Netanyahu che hanno fatto precipitare le relazioni tra Usa e Israele ai minimi di sempre.

Neppure Donald Trump è riuscito a fermare il voto dell’Onu o a convincere la Casa Bianca a presentare il veto come in passato. A lui si è rivolto il governo israeliano quando oramai si era capita l’intenzione di Obama. Il tycoon – con un’interferenza senza precedenti per un presidente eletto – ha provato il tutto per tutto, telefonando anche al presidente egiziano al Sisi che aveva presentato la risoluzione originaria. Una chiamata che in effetti ha portato l’Egitto a rinunciare al voto nella giornata di giovedì.

Ma a distanza di  poche ore sono stati altri quattro Paesi a ripresentare il testo (Malesia, Nuova Zelanda, Senegal e Venezuela). A quel punto i giochi erano fatti. L’ambasciatore della Malesia, Dato’ Ramlan Ibrahim, ha spiegato poco prima della votazione che i quattro Paesi consideravano importante “cogliere l’opportunità” e il “crescente consenso” in seno al Consiglio, a fronte anche del progetto di legge che è in discussione al Parlamento israeliano per legalizzare in modo retroattivo le colonie ebraiche in Cisgiordania. E la risoluzione è passata con 14 voti e l’astensione degli Usa.

Nel 2011 l’amministrazione Obama era invece ricorsa al veto contro una simile condanna della politica israeliana sulle colonie. Mentre ha posto il veto in Consiglio di sicurezza altre 40 volte su risoluzioni critiche verso Israele. L’unica astensione Usa che si ricordi risale all’amministrazione Bush nel 2009, quando gli Usa non posero il veto sui un testo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

 

L’Onu a Israele: stop a nuovi insediamenti video

Usa si astengono per la prima volta. Ira di Tel Aviv, Anp esulta
E Trump attacca Obama: “Con me le cose cambieranno”

http://www.repubblica.it/esteri/2016/12/23/news/onu_a_israele_stop_nuove_colonie_nei_territori_e_per_la_prima_volta_usa_astenuti-154768767/

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