L’Onu: “Esamineremo il trattamento d’Israele verso i gruppi umanitari” (con aggiornamenti)

291

29 ott 2016

A dichiararlo è stato ieri il rappresentante speciale dell’Onu, Michael Lynk. Alla base di questa decisione la recente proposta di un esponente israeliano di revocare la cittadinanza al direttore dell’ong B’Tselem. Intanto, il vice ministro Kara (Likud) dichiara: “Terremoto in Italia causato dal voto di Roma sull’Unesco”

Hagai-el-Ad

Il direttore di B’Tselem, Hagai el-Ad, durante il suo discorso al Consiglio di sicurezza dell’Onu

AGGIORNAMENTO

ore 16:30  Il ministero israeliano ha chiesto scusa all’Italia per le dichiarazioni del parlamentare Kara 

Il ministero degli esteri israeliano ha preso le distanze dalle parole del vice ministro Kara. “Quello che ha detto non riflette la forza delle relazioni tra Israele e Italia e dei loro governi” si legge in una nota. Il ministero, inoltre, fa sapere che il premier Netanyahu discuterà la questione con Kara il prima possibile.

————————————————–

della redazione

Roma, 29 ottobre 2016, Nena News – Dopo lo schiaffo del voto Unesco, altre brutte notizie arrivano per Israele dall’Onu. La proposta avanzata a inizio settimana da un esponente del governo israeliano di revocare la cittadinanza al direttore dell’associazione per i diritti umani B’Tselem non è andata proprio giù alle Nazioni Unite. Ieri, infatti, il rappresentante speciale dell’Onu, Micheal Lynk, ha fatto sapere che esaminerà nel suo prossimo rapporto il trattamento che Tel Aviv destina ai gruppi umanitari. “ll fatto che il governo minacci di revocare la cittadinanza ad Hagai el-Ad è un passo particolarmente preoccupante che Israele vuole prendere”. “Sostengo pienamente – ha aggiunto Lynk – la presenza alle Nazioni Unite di B’Tselem, di American Friends of Peace Now e di altre organizzazioni che mirano a sottolineare le violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario”.

A monte della rabbia del governo israeliano contro el-Ad vi è il suo intervento di due settimane fa al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite durante il quale ha denunciato l’occupazione israeliana e la costruzione illegale delle colonie nei Territori palestinesi in Cisgiordania. Il discorso di el-Ad ha mandato su tutte le furie il premier Netanyahu che ha accusato la ong di “negare i diritti degli ebrei, di diffondere bugie e distorcere la storia”. Come ulteriore punizione, il primo ministro ha anche promesso che proibirà ai volontari del servizio civile di lavorare con l’organizzazione dei diritti umani.

A inizio settimana poi, intervistato dal canale 2 israeliano, aveva rincarato la dose DavidBitan, presidente della coalizione governativa alla Knesset nonché membro dello stesso partito di Netanyahu: “Ho esaminato se, legalmente parlando, posso chiedere al ministro degli interni di togliere la cittadinanza al direttore esecutivo di B’Tselem”. “Ho controllato – ha aggiunto – ma al momento non c’è alcuna possibilità legale di farlo. Ma [ad ogni modo] dobbiamo revocarla”. Secondo Bitan, le azioni di el-Ad sono “una palese violazione della fiducia che un cittadino israeliano deve avere nei confronti dello stato e, perciò, deve trovarsi una nuova nazionalità”.

Le dichiarazioni di ieri di Lynk contro Tel Aviv hanno subito scatenato le ire dello stato ebraico. In una nota, l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite ha definito le parole del rappresentante Onu “commenti offensivi” che “mostrano l’immenso danno che creano le organizzazioni israeliane che ci diffamano di fronte alla comunità internazionale”. “Questo inviato del Palazzo di Vetro – ha aggiunto Danon – è alla testa di un organismo fazioso, non è credibile né, tantomeno, riconosciamo la sua autorità. Le bugie diffuse da organizzazioni estremiste sono munizioni nelle mani di coloro che sono ostili ad Israele e danno legittimità a chi vuole agire contro di noi in campo internazionale”.

A destra, il vice ministro israeliano Kara durante l'incontro con il papa

A destra, il vice ministro israeliano Kara durante l’incontro con il papa

Quello che non dice Danon, però, è che sono spesso esponenti del suo governo a realizzare imbarazzanti autogol politici. Ieri si è unito a questa speciale lista anche il vice ministro alla Cooperazione Regionale Ayoob Kara (Likud, il partito del premier Netanyahu) che ha detto che il terremoto che ha colpito nuovamente l’Italia in questi giorni è stato causato dal voto dello stato italiano a favore della risoluzione dell’Unesco. In pratica sarebbe stata una divina provvidenza vendicativa a punire la “voltagabbana” il nostro Paese. Il parlamentare, alla guida di una delegazione israeliana in Vaticano che prova ad ottenere l’opposizione della Santa Sede al voto Unesco, ha incontrato brevemente papa Francesco e il segretario di Stato Pietro Parolin. “Sono certo che il sisma sia avvenuto per la decisione [italiana] sull’Unesco che il Papa fortemente disapprova”, ha dichiarato Kara. “[Il Santo Padre] lo ha detto anche pubblicamente che la Terra Santa è legata alla Nazione d’Israele”. Nena News

 

 

http://nena-news.it/lonu-esamineremo-il-trattamento-disraele-verso-i-gruppi-umanitari/

Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

SHARE

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.