Ma come vanno a finire le denunce presentate contro i coloni ebrei che distruggono gli uliveti e le colture dei palestinesi?

venerdì 25 ottobre 2013

Terrorismo, non una fantasia

immagine1

Inviato il 24 ottobre 2013 da Yossi Gurvitz

Alla destra israeliana piace sostenere che i palestinesi fabbricano la distruzione dei loro ulivi. La polizia non è d’accordo. Non che sono bravi a catturare i terroristi

“Quando si circonda una città per molto tempo, si fa la guerra contro di essa al fine di catturarla, non ne distruggerai gli alberi facendo oscillare una scure contro di loro, perché puoi mangiare da essi, e non devi abbatterli . E’ l’albero del campo un uomo, che dovrebbe essere assediato da te?”
Deuteronomio, 20:19

Uno dei fenomeni più comuni del genere tranquillo del terrorismo dei coloni, effettuato su base quasi quotidiana in Cisgiordania, è quella degli atti vandalici sugli alberi . Abbiamo dedicato il nostro nuovo foglio di dati a questo fenomeno.

Distruggere le colture è un antico strumento di terrorismo agrario. Il suo scopo è generalmente di diseredare i contadini della loro terra per il bene degli altri. A parte il danno economico – e nelle società che ancora stanno facendo molta della loro vita con l’ agricoltura tali danni sono immensi – c’è la paura paralizzante che, anche se date tutto per i vostri raccolti, anche se vi svegliate ad orari improponibili, anche se lavorate sotto il sole cocente e la pioggia gelida, tutto il vostro lavoro sarà vano, perchè qualche feccia umana si insinuerà di notte e darà il frutto del vostro lavoro alle fiamme.

La Bibbia ha abbastanza familiarità con questa situazione: tu costruisci una casa, e tu non l’abiterai; tu pianterai una vigna, e non raccoglierai la sua uva; il tuo bue sarà ammazzato sotto i tuoi occhi, e tu non ne mangerai ; il tuo asino ti sarà portato via con violenza in tua presenza, e non può esserti restituito; le tue pecore saranno date ai tuoi nemici, e tu non avrà alcuno per salvarle; il frutto della tua terra, e tutta la tua fatica, saranno divorati da una nazione che tu non conosci, e tu sarai solo oppresso e schiacciato sempre. Si suppone che le persone che si nascondono per incendiare e tagliare gli alberi dei palestinesi abbiano come una familiarità con questi versi come me. La maggior parte di loro, dopo tutto, sono presumibilmente lettori della Bibbia.

E no: contrariamente a quanto sostenuto comunemente tra la destra – spesso seguita dalla cosiddetta pistola fumante della pretesa che una sinistra è stata vista muoversi con una motosega – questi incidenti non sono una fantasia, né sono invenzioni palestinesi. Yesh Din ha seguito 211 denunce di danni agli alberi e altre colture sottoposte al Distretto di Polizia di Giudea e Samaria (JSPD) tra il 2005 e il 2013; di questi casi, 191 sono stati chiusi.

Solo in due casi, vale a dire meno di un uno per cento di tutte le denunce, JSPD ha chiuso il caso a causa di “mancanza di responsabilità penale”, che è una affermazione che nessun reato è stato commesso. Il 99% degli episodi di taglio degli alberi e di distruzione delle colture vengono riconosciuti dal JSPD come incidenti reali in cui un reato è stato commesso. Va inoltre notato che abbiamo fatto appello a uno dei due casi chiusi per “assenza di responsabilità penale”. Gli ebrei di destra prendano nota: mani hanno spogliato questi alberi. Il numero di casi in cui JSPD dice che vi era “assenza di responsabilità penale” è lo stesso – due – come il numero di fascicoli che è riuscito a perdere. È insignificante.

Questo non significa , lungi da me, che il JSPD ha effettivamente decifrato i casi, questo è il JSPD stiamo parlando. Se non riesce a galvanizzarsi per reprimere i casi che si occupano di violenza contro i palestinesi, ci si può seriamente aspettare che affrontino correttamente gli attacchi alle proprietà palestinesi?

Il JSPD ha un record di fallimento del 97,4% in questi casi, un ritmo impressionante, anche dato il suo tasso di fallimento generale di indagine contro i palestinesi commesso da Israele, che è l’84%. Il campione indiscusso è, ovviamente, la clausola di “autore
ignoto ” ; JSPD l’ha utilizzata per chiudere 166 di questi casi. Ciò significa che la polizia non è riuscita a trovare un sospetto. Nel lontano secondo posto è arrivata la clausola di “insufficienza di prove” , il che significa che la polizia ha identificato un sospetto, ma non è riuscita a raccogliere prove sufficienti per un rinvio a giudizio. La ragione per la chiusura di tre casi non è stata segnalata – e in quattro casi, solo in quattro casi, JSPD sorprendentemente ha presentato prove sufficienti per un rinvio a giudizio.

Quattro casi su 211. Meno di uno su 50. Ora pensate al messaggio che JSPD invia alle vittime e agli autori. Per questi ultimi si dice: non ha alcun senso attaccarsi alla terra. Questo terrorismo andrà avanti e non c’è niente che voi possiate fare al riguardo. Fateci un favore e smettete di sprecare il nostro tempo con i vostri reclami; non faremo nulla di loro, comunque. Non avete capito ancora come funziona il sistema?

Con i criminali JPSD dice a malapena una parola, ma solo picchietta con indulgenza le loro teste.

tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

………………………………………………………………………………………………………….

ARTICOLO ORIGINALE

http://blog.yesh-din.org/en/?p=488&utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+IsolatedIncidentEnglish+%28Isolated+Incident+English%29

 

By 

For Israel’s police, settler violence is but a fantasy

The Israeli right-wing likes to claim that Palestinians fabricate the destruction of their olive trees. The police disagrees. Not that they are any good at catching the terrorists.

By Yesh Din, written by Yossi Gurvitz

 

IMMAGINE2

Palestinian farmers from the West Bank village of Qaryut assess the damage done to their olive trees the day before by Israeli settlers, October 20, 2013. Officials from the Palestinian Ministry of Agriculture on the scene counted 60 trees damaged belonging to 12 different farmers. (photo: Ryan Rodrick Beiler/Activestills.org)

 

When you besiege a city a long time, to make war against it in order to capture it, you shall not destroy its trees by swinging an axe against them; for you may eat from them, and you shall not cut them down. For is the tree of the field a man, that it should be besieged by you?
Deuteronomy, 20:19

One of the most common phenomena of the quiet kind of settler terrorism, carried on an almost daily basis in the West Bank, is that of vandalizing trees. Yesh Din has dedicated its new data sheet to this phenomenon.

Destroying crops is an ancient tool of agrarian terror. Its purpose is generally disinheriting farmers from their land for the benefit of others. Aside from the economic damage – and the damage is immense in societies still making much of their living off agriculture – there is the crippling fear that even if you give your all to your crops, even if you wake up at unreasonable hours, even if you work in the blazing sun and the freezing rain, all your work will be in vain, for some human scum will creep up at night and set the fruit of your labor ablaze.

WATCH: Masked settler beats Palestinian with metal pipe

The Bible is quite familiar with this situation:

Thou shalt build an house, and thou shalt not dwell therein: thou shalt plant a vineyard, and shalt not gather the grapes thereof; thine ox shall be slain before thine eyes, and thou shall not eat thereof; thine ass shall be violently taken from before thy face, and shall not be restored to thee; thy sheep shall be given unto thine enemies, and thou shall have none to rescue them; the fruit of thy land, and all thy labors, shall a nation which thou knowest not eat up; and thou shalt be only oppressed and crushed always.

One assumes that the people who skulk about to set fire to and cut down the Palestinians’ trees are as familiar with these verses as I am. Most of them, after all, are allegedly Bible-readers.

And no: contrary to the common claim among the right wing, these incidents are not a fantasy, nor are they Palestinian fabrications. Yesh Din has followed 211 complaints of damage to trees and other crops submitted to the Judea and Samaria Police District (JSPD) between 2005 and 2013. Out of these cases, 191 were closed.

Only in two cases, i.e. less than one percent of all of the complaints, did the JSPD close the case due to “absence of criminal culpability,” which means that, according to the police, no crime took place. 99% of the incidents of tree-cutting and crop destruction are recognized by the JSPD as actual incidents in which a crime took place. It should be further noted that Yesh Din appealed one of the two cases closed for “absence of criminal culpability.” Jewish right-wingers take note: your hands have despoiled these trees. The number of cases which the JSPD claims there was “absence of criminal culpability” is the same (two) as the number of case files it managed to lose. It is that insignificant.

That does not mean, perish the thought, that the JSPD has actually cracked the cases; this is the JSPD we’re talking about. It fails in galvanizing itself to crack cases dealing with violence against Palestinians – so can one seriously expect it to deal properly with attacks on Palestinian property?

The JSPD has a failure record of 97.4% in such cases, an impressive rate even given its general failure rate of investigation of violence committed by Israelis against Palestinians (84%). The undisputed champion is, of course, the “unknown perpetrator” clause; the JSPD used it to close 166 of these cases. That means that the police failed to find a suspect. In the far second place came the “insufficient evidence” clause, which means that the police identified a suspect but failed to gather sufficiently strong evidence for an indictment. The reason for closing three cases was not reported – and in four cases, only four cases, the JSPD surprisingly presented enough evidence for an indictment.

Four cases out of 211. Less than one in 50. Now think of the message the JSPD sends to the victims and the perpetrators. To the latter it says: there is no point in clinging to the land. This terrorism will go on and there is nothing you can do about it. Do us a favor and stop wasting our time with your complaints – we’ll do nothing about them, anyway. Haven’t you realized how the system works yet?

With the criminals the JPSD hardly speaks a word; it just indulgently pats their heads.

Written by Yossi Gurvitz in his capacity as a blogger for Yesh Din, Volunteers for Human Rights. A version of this post was first published on Yesh Din’s blog.

Read more:
Israeli inaction enables settler violence against Palestinians
Police ignore Palestinian complaint about settler violence
A modest proposal for stopping settler violence

Contrassegnato con i tag: ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam