Ma di chi è, poi, Gerusalemme?

admin | August 9th, 2012 – 2:57 pm

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Hanna è durissima. “Ho scritto che sono nata a Gerusalemme, ma non posso scrivere che Gerusalemme è la mia città”. E’ solo uno dei giudizi inclementi dati dalla protagonista di  Michael Miosulla città più mitizzata del pianeta. A Gerusalemme Amos Oz, l’autore di Michael Mio, di Storia d’amore e di tenebra, dedica moltissime pagine della sua produzione. Lui, nato a Gerusalemme, lui che Gerusalemme l’ha abbandonata a 15 anni, prima per andare a vivere in un kibbutz e poi, dal 1986, per rimanere ad Arad, la cittadina nel sud di Israele che – a una visitatrice volante come me – appare come l’antitesi della Città tre volte santa. La durezza di Hanna appare subito come il rispecchiamento di Oz, che su Gerusalemme ha sempre espresso giudizi tanto severi quanto dolenti. Gli stessi che si leggono anche nel Monte del Cattivo Consiglio, la raccolta di tre novelle per la quale oggi pomeriggio, a Santa Margherita Belice,  Amos Oz viene premiato con il Premio dedicato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Proverò a chiedergli ancora una volta di Gerusalemme, oggi pomeriggio, alla conferenza stampa che devo moderare. E poi vi dirò

Nella foto, la vista dalla residenza dell’alto commissario britannico, la Government House, poi diventata la sede delle Nazioni Unite a Gerusalemme. Sul Monte del Cattivo Consiglio, appunto, individuato in epoca bizantina come il luogo della casa di Caifa, dove si decise l’arresto di Gesù. Immagine conservata presso la LIbrary of Congress, nella collezione Matson.

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