…Ma si è preoccupato di difendere Israele dal terrorismo!

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di Giorgia Grifoni

La famosa “passeggiata” simbolica sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme est, luogo sacro per i musulmani, ha provocato la ribellione dei palestinesi che si concretizzò nella seconda Intifada: la risposta dell’esercito israeliano provocò 5 mila morti tra i rivoltosi. Come da copione, accusò Arafat di terrorismo e lo mise sotto assedio nel palazzo della Muqata di Ramallah fino al 2004, quando il leader palestinese uscì per andare a morire a Parigi.

Fu Sharon, in quel periodo, a partorire l’idea della “barriera di separazione”: 725 km di muro – il cui tracciato è stato modificato più volte tra il 2005 e il 2006 – costruito all’85 per cento all’interno del territorio palestinese. Ingloba la quasi totalità delle colonie israeliane – annesse di fatto dal governo di Tel Aviv – e tutti i pozzi fino a penetrare nelle terre assegnate all’Autorità palestinese fino a 28 km oltre la Linea verde stabilita nel 1967. Fortemente appoggiato dall’amministrazione Bush, il “Muro dell’Apartheid”, come lo chiamano i palestinesi, è stato progettato ufficialmente per porre fine agli attentati terroristici nello Stato ebraico; ufficiosamente, però, unisce gli insediamenti della Cisgiordania ai confini Israeliani e fagocita grandi porzioni di territorio palestinese assieme alle sue risorse idriche, agricole e storico-archeologiche. Spezzando villaggi, campi coltivati, vite umane.

Nena News

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