MACERIE DI GAZA, SILENZIO DEL MONDO. Ad una anno dal massacro

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Quando abuna Jorge mi ha appoggiato sul palmo della mano non una foto, ma il vero razzo TOC-TOC, credevo di svenire. Lo custodiva con grande attenzione e lo mostrava ai pochissimi che riuscivano ad entrare nella Striscia di Gaza e a raggiungere la piccola parrocchia cattolica della Santa Famiglia. Pochi sanno che si tratta dell’ultima novità del hi-tec israeliano che all’EXPO sta riscuotendo il maggior successo tra tutti i padiglioni del mondo. No, intendete bene, all’Expo non c’è materialmente il RAZZO TOC-TOC, ultima invenzione per osservare la normativa del diritto di guerra: prima di bombardare/uccidere/massacrare devi “avvisare” la tua vittima. Perfetto! Il razzo Toc toc si abbatte sulla casa piena di gente ma non li uccide tutti perchè concede qualche minuto di tempo per abbandonare tutta la propria casa e magari i genitori anziani, giusto in tempo per vederla distrutta per sempre.
E il parroco di Gaza mi aveva messo tra le mani proprio un Toc toc…
Immediatamente ho rivissuto un fatto simile che non potrò dimenticare: era il 2009 e abuna Manuel, già parroco della chiesa di Gaza, mi stava raccontando gli effetti devastanti della bomba “CD”, un centinaio di dischetti affilati come lame, in una bomba che prima di esplodere rimbalza sul terreno per poi scagliare i suoi dischetti assassini all’altezza giusta per gambizzare, sezionare corpi e devastare ogni persona e cosa. Ma poi, estraendo dal cassetto un piccolo frammento di quell’arma mostruosa, aveva materializzato davanti a me uno strumento di morte non solo illegale e non-convenzionale, ma soprattutto omicida. Mi aveva messo tra le dita un pezzetto di bomba CD.
E’ passato qualche anno e si è ripetuta per me la materializzazione di un’ arma che ha ucciso a Gaza migliaia di esseri umani.
Attonito guardavo tra le mie mani e continuavo a chiedermi come poter raccontare in Italia ciò che non solo avevo visto, ma addirittura toccato.

Insieme agli occhi ho tenuto accesa più possibile la telecamera, lasciando scorrere immagini inenarrabili di una terra devastata e di un massacro scambiato dai media per una “guerra”.
Ma nella Striscia ho potuto immortalare anche i segni di speranza nella resistenza, come quelli della vita di coppia di due giovani, Mahmoud e Oruba, che stanno sfidando la devastazione con il loro amore e i loro progetti.
Queste storie sono diventate un film: “TOC TOC Il ritorno del principe di Gaza”, che Moni Ovadia presenterà a Venezia il 7 luglio.
Come si è materializzata la morte assassina del razzo toc toc, così nel docu-film si materializzerà lo strumento che la Campagna Ponti e non muri vorrebbe portare in…tutte le scuole superiori italiane.

Ad un anno dal massacro, anche Michele Giorgio ha voluto fare un reportage, perchè le macerie possono e devono essere rimosse, non fosse altro che per restituire speranza ai palestinesi oppressi:

“Il paesaggio è lunare. Macerie su macerie per chilometri e chilometri. La zona orientale della Striscia era e resta un paesaggio lunare, spezzato di tanto in tanto dalla apparizione di piccole casette di legno donate da una associazione cristiana ad alcune decine di famiglie rimaste senza casa. Si sogna la ricostruzione ma è tutto fermo. Anche l’Undp (Onu) fatica a far partire i suoi progetti e allora sono le municipalità e le stesse famiglie senza più un tetto che si danno da fare. Chi ha deciso di non aspettare più è il sindaco di Bani Suheila, Samer Abu Lebda. Ci riceve nel suo ufficio assieme ai tecnici del comune e ai rappresentanti dell’ong italiana Acs (Associazione di Cooperazione e Solidarietà) che all’inizio di maggio ha avviato, grazie ad un finanziamento della Chiesa Valdese, un progetto per la rimozione delle macerie e l’avvio della ricostruzione a Bani Suheila, Al Zannah e Abassan al Jadida.
Con una macchina trita sassi, messa a disposizione dal Consorzio (italiano) Trash-Mideuro sono state già rimosse una dozzina di palazzi di alcuni piani, per un totale di oltre 30 appartamenti». Per i palestinesi di Gaza, prosegue Calvelli, «è importante non avere più davanti agli occhi le macerie di tante abitazioni distrutte. È anche una speranza di avvio della ricostruzione. Senza dimenticare che rimuovere le macerie significa anche dare lavoro a tante famiglie».
“Margine Protettivo” oltre ad aver distrutto o danneggiato decine di migliaia di case e ucciso oltre 2.200 palestinesi, ha anche cambiato la faccia del territorio orientale di Gaza” (Il Manifesto 4 giugno 2015)

E se qualcuno è ancora convinto che un’ingiustizia così evidente convincerà facilmente chi sarà disposto ad ascoltare (e vedere il film TOC TOC. Per riceverlo scrivi a unponteperbetlemme@gmail.com), ecco lo scandalizzato commento del sito Informazione Corretta, al reportage di Michele Giorgio, che trasforma una denuncia in un fastidioso lamento di menzognera propaganda”:

“Ecco l’ennesima dimostrazione della quotidiana opera di demonizzazione di Israele del Manifesto. Michele Giorgio, come di consueto, scrive un lamento sulle macerie di Gaza senza neanche citare i responsabili, ovvero i terroristi di Hamas, e seminando invece a piene mani ostilità contro Israele” (Informazione Corretta 8 giugno 2015)

Nandino Capovilla
per BoccheScucite

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