Mansour: il mondo condanni gli insediamenti

Lo chiede in una lettera all’Onu l’inviato palestinese. La prossima settimana John Kerry incontrerà Abbas per discutere di un negoziato schiacciato dalle colonie.

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sabato 2 novembre 2013 10:45

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da redazione

 

Roma, 2 novembre 2013, Nena News

In una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’inviato palestinese all’Onu, Riyad Mansour, ha chiesto una condanna internazionale di Israele per la costruzione di nuovi insediamenti nei Territori occupati e a Gerusalemme Est.L’occupazione israeliana delle terre palestinesi vanifica ogni tentativo di dialogo, ha scritto Mansour, definendo la politica di Tel Aviv una “pulizia etnica” finalizzata a trasformare Gerusalemme in una città ebraica. Ma il negoziato, annunciato lo scorso luglio sotto l’egida statunitense, non è mai iniziato. A ogni gesto di “buona volontà” si affianca l’annuncio di nuovi cantieri per le colonie. A fine ottobre Israele ha rilasciato 26 prigionieri palestinesi dei 104 inseriti nella lista del governo come atto di buona volontà nei confronti dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). Ma da luglio a oggi sono finiti dietro le sbarre 1.100 palestinesi.

Inoltre, subito dopo il rilascio, per giunta vincolato a condizioni che di fatto limitano la libertà delle persone appena uscite dal carcere, è arrivato l’annuncio di un’altra colata di cemento nei Territori: 3.360 nuove case per i coloni in Cisgiordania, negli insediamenti di Ariel, Maaleh Adumim, Givat Zeev, Beitar Ilit, Karnei Shomron e Elkana. I piani edilizi prevedono altre 1.400 nuove case anche in insediamenti colonici isolati, a ridosso delle principali città palestinesi. Infine altri 1.100 alloggi saranno realizzati in tempi più lunghi a Shilo e Nokdim.Un annuncio arrivato mentre l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, deplorava la costruzione di altre colonie. Giovedì, inoltre, è stata ordinata la demolizione delle abitazioni di oltre 15.000 palestinesi a Ras Khamis e a Ras Shahada, quartieri di Gerusalemme Est. Nei Territori e a Gerusalemme est vivono oltre 500.000 coloni, in palese violazione del diritto internazionale.

La prossima settimana il segretario di Stato Usa, John Kerry, dovrebbe incontrare a Betlemme Mahmoud Abbas, presidente dell’Anp, per discutere di un negoziato schiacciato dagli insediamenti, ma anche dalla totale mancanza di un accordo sugli assetti di Gerusalemme e sui profughi palestinesi che da 65 anni vivono nella diaspora. E per molti palestinesi la soluzione basata sul principio due popoli-due Stati non pare più percorribile, ostacolata dalla politica del fatto compiuto di Tel Aviv. Intanto, è stata negata la voce delle dimissioni del negoziatore palestinese Saeb Erekat a causa della “mancanza di impegno” degli israeliani nei confronti del negoziato.

Intanto, ieri la polizia israeliana ha risposto con la forza a una protesta di giovani palestinesi contro la demolizione di case a of Ras Khamis e Ras Shahada, Gerusalemme Est. I manifestanti si erano radunati vicino al check point israeliano all’ingresso del campo di Shufat. Nena News

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