Marcia per l’indipendenza della Palestina a Gerusalemme

Ieri pomeriggio, venerdì 15 luglio, mi sono infilato nella marcia per l’indipendenza della Palestina organizzata dal movimento Solidarity israeliano – promotore e organizzatore delle manifestazioni del venerdì a Sheikh Jarrah – e dai comitati popolari di Gerusalemme Est, palestinesi. La mia amica Tamar era una degli organizzatori e ha magistralmente guidato i marciatori. È la prima volta che viene organizzata una manifestazione del genere, con questo titolo e questa intenzione. Nei volantini si leggeva:

Questo venerdì 15 Luglio, staremo accanto ai nostri partner palestinesi in un marcia israelo-palestinese attraverso il cuore di Gerusalemme, per l’indipendenza della Palestina, perché anche i palestinesi meritano di essere “un popolo, libero nel loro paese”, perché Gerusalemme è il luogo dove realizzare questa liberà e perché la solidarietà arabo-ebraica è l’unica risposta all’odio e al razzismo. Noi marceremo insieme in entrambe le zone della città, quella israeliana e quella palestinese per esprimere il nostro sostegno dell’indipendenza della Palestina e il nostro impegno a lottare per essa insieme.

E così è stato. Una bella festa, con tanta gente (circa 3000 partecipanti), di tutte le età e le provenienze (c’erano pullman da Tel Aviv, Haifa, Nazaret…). Moltissime bandiere palestinesi e tanti cartelli e cori in arabo ed ebraico per esprimere l’idea che “solo un popolo libero può negoziare”. Secondo i partecipanti il riconoscimento dello stato Palestinese deve precedere i negoziati e non essere il risultato di questi.

Mi ha fatto impressione vedere quanta gente ha risposto a quest’invito e con quanto entusiasmo e passione ha scandito cori e mostrato i cartelli. Ho come metro di paragone le manifestazioni del venerdì a Sheikh Jarrah e Silwan, che sono state il cuore e l’origine di questa giornata, pure vivaci ma non fino a questo punto. La marcia è partita da porta Jaffa, ha girato intorno alle mura verso porta Nuova e porta Damasco per poi proseguire verso via Nablus, l’American Colony e i giardini Sheikh Jarrah.

Niente a che vedere con i numeri e la forza delle manifestazioni che hanno caratterizzato il mondo arabo in questi ultimi mesi. Ma sono un piccolo segnale, forte, sostanziale e simbolico, che, da Gerusalemme, mostra gente desiderosa e convinta che l’uso della violenza e della forza non porta a niente, che i governi attuali, tenuti in scacco dagli estremisti, non hanno realmente intenzione di fare passi concreti per la pace. Scendere in piazza, gridare la propria contrarietà a queste logiche, incontrare gli altri, marciare insieme  sono azioni concrete che danno speranza per il futuro.

https://picasaweb.google.com/andresbergamini/MarciaPerLIndipendenzaDellaPalestina

http://www.andresbergamini.it/wp/

Contrassegnato con i tag: , ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam