Marco è ancora in carcere in Israele!

Palsolidarity Italy 04.05.2012

http://italy.palsolidarity.org/2012/05/04/le-forze-di-occupazione-israeliane-non-allentano-le-loro-catene/#more-519


Le forze di occupazione israeliane non allentano le loro catene

da silvia

Ieri Marco è entrato nella sua quarta settimana di carcere.
È stato catturato dalle forze di occupazione ad Al-Khalil (Hebron) l’11 di aprile, senza aver commesso alcun reato, senza essere colpevole di nulla. In tutto si sono svolte due udienze, entrambe sono state rimandate rispetto alla data prefissata, ed entrambe le volte il giudice ha preso un giorno in più per decidere.                                  

La prima volta il verdetto è stato in favore di Marco e poi la corte si è appellata, la seconda volta (che doveva essere domenica 29 aprile ma che è slittata a giovedì) si è parlato di un vizio di forma senza entrare nel merito e si è data nuovamente ragione a Marco, che però dovrà rimanere in carcere almeno fino a lunedì 7, perché domenica 6 verrà stabilito il valore della cauzione da pagare per la sua liberazione. Dopo essere rilasciato dovrà presentarsi ancora di fronte al giudice perché venga presa una decisione definitiva sul suo rimpatrio forzato.

Per contrinuire alla cauzione e per pagare l’avvocato vi chiediamo di contribuire con un versamento su paypal, e su e-mail scrivete: luposolo@libero.it

Quello che appare chiaro da questa situazione è la volontà delle forze di occupazione israeliane di creare un precedente, per rendere più facile in futuro espellere tutti e tutte coloro che per motivi politici o razziali possano non piacere al regime. Per questo è importante il gesto di Marco, la sua volontà di resistere, per questo i sionisti non allentano le loro pesanti, fredde e strette catene.
Il silenzio dei media, della Farnesina e dei vari consolati confermano quanto questi siano servili a chi porta avanti questo tipo di pratiche.
Ci uniamo quindi all’appello della sorella di Marco a mandare mail alle ambasciate, ai giornali, e vi invitiamo a fare pressione con ogni mezzo possibile, anche telefonando, perché chi può si muova e perché sia permesso a tutti di sapere cosa sta succedendo. Testo dell’appello della sorella di Marcohttp://italy.palsolidarity.org/2012/04/30/appello-della-sorella-di-marco-liberate-marco/

Precedenti al 26.04.2012

  • L ’11 aprile Marco si trova a Hebron per partecipare alla conferenza internazionale sulla resistenza popolare nonviolenta. Sta facendo ritorno alla conferenza dopo la pausa pranzo quando la polizia israeliana con l’aiuto dell’esercito arresta lui ed altre 13 persone con l’accusa di partecipare ad una manifestazione non autorizzata. Come mostrano i video non c’è stata violenza da parte degli attivisti e non era in corso alcuna manifestazione.

  • Quattro di queste tredici persone, due palestinesi e due italiani, rimangono in carcere. Ai due italiani, Marco e Giorgio, viene dato il rimpatrio forzato senza alcun processo, la qual cosa è una brutta novità anche per il sistema giudiziario israeliano. Nel frattempo vengono entrambi spostati in un centro di detenzione per migranti in attesa di espulsione.

  • Marco decide di resistere all’espulsione affrontando la detenzione per potersi appellare contro il fatto che gli sia stato assegnato rimpatrio forzato e carcere senza un regolare processo. Martedì 17, dopo quasi una settimana di carcere (comunque senza alcun processo o formale accusa), Giorgio viene rimpatriato.

  • L’appello contro il rimpatrio di Marco ha luogo lunedì 23. Il giudice si riserva di decidere l’indomani, nel frattempo Marco viene trasferito nel carcere per i detenuti comuni di Givon. Martedì 24 il giudice non si presenta, e mercoledì 25 la sentenza afferma che l’appello è stato vinto da Marco. In tutto questo tempo, l’attivista per i diritti umani resta in carcere.

  • Nonostante sia stato vinto l’appello, le forze di occupazione si contro-appellano chiedendo l’intervento della corte suprema. Questo secondo processo dovrebbe avere luogo domenica 29 o nei giorni immediatamente successivi. Nel frattempo Marco resterà in carcere, pur non esistendo ancora alcuna accusa formale nei suoi confronti.

 Marco è ancora in carcere in Israele!

2 Hebron, arrestati due italiani La protesta contro i coloni israeliani

Hebron, arrestati due italiani La protesta contro i coloni israelianiTutti e due – Marco Abdellah (origine egiziana) e Giorgio Catalan – partecipavano alla conferenza di Bil’In, un villaggio nei pressi di Hebron, l’unica città della Cisgiordania dove gli insediamenti dei coloni israeliani si trovano al centro della città e che sono in continuo aumento. Il tribunale di primo grado ha stabilito l’inconsistenza delle accuse che hanno portato all’arresto. Domenica si pronuncia la Corte Suprema. Lo leggo dopo

Uno dei manifestanti feriti in seguito all’intervento della polizia israeliana ad Hebron 

ROMA – L’11 aprile scorso, ad Hebron in Cisgiordania, due cittadini italiani sono stati arrestati dalla polizia israeliana, con l’accusa di “aggressione a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata”. Si tratta di  Marco Abdellah, 32 anni, di origine egiziana, e Giorgio Catalan, 43 anni, insegnante di un istituto tecnico di Trieste. Tutti e due avevamo partecipato alla conferenza itinerante di Bil’In – un villaggio vicino ad Hebron – con la partecipazione di palestinesi, israeliani e attivisti provenienti da tutto il mondo, arrivati nel villaggio per discutere delle condizioni di vita della popolazione palestinese e delle forme possibili di resistenza, in risposta alla continua occupazione degli spazi vitali, da parte dei coloni israeliani. Hebron, infatti, è l’unica città della Cisgiordania dove gli insediamenti dei coloni si trovano al centro della città, con la conseguenza che ai palestinesi viene vietata la normale agibilità di numerosi spazi cittadini e di molte strade. Gli scontri. Dopo una pausa della conferenza per il pranzo, un gruppo di partecipanti stava attraversando una delle strade interdette ai palestinesi, Shuhada street. E’ stato questo il momento in cui le forze di polizia israeliana sono intervenute pesantemente sul gruppo di persone, che sono state selvaggiamente picchiate e strattonate. Alla fine sono stati arrestati i due cittadini italiani. “Accuse infondate”, domenica la sentenza. Il processo per direttissima, che si è svolto il giorno successivo e durante il quale sono state portate prove testiimoniali e video all’attenzione del giudice di primo grado, ha stabilito l’immediata espulsione di Catalan e l’arresto per Marco Abdellah. Ieri però, la corte d’appello ha invece sentenziato l’insussistenza delle accuse rivolte ad Abdellah, riconoscendo dunque la sua estraneità alle accuse di aggressione e manifestazione non autorizzata. Ma il pubblico ministero ha fatto appello alla Corte Suprema, che si pronuncerà definitivamente soltanto  domenica prossima

3   Israele :Il pacifista Giorgio Catalan arrestato a Hebron

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