Mediterraneo, flotte in armi, arrivano anche le navi russe

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tratto da: https://www.remocontro.it/2020/09/04/mediterraneo-flotte-in-armi-arrivano-anche-le-navi-russe/

Remocontro Remocontro  4 Settembre 2020

 

La flotta di Mosca sarà impegnata in una serie di esercitazioni nella zona orientale dove si trovano attualmente le imbarcazioni di Ankara, annuncia la Turchia. Nel Mediterraneo orientale sono già presenti greci, ciprioti, francesi, italiani e americani

Festa della marina russa, esibizione

Esercitazioni passerella con minaccia

«Arrivano i russi, dicono i turchi. Cioè ‘arrivano i nostri’», intende Ankara, e quasi scherza Marco Ansaldo su Repubblica, ricordando i legami strategici della Turchia con Mosca, anche se non ovunque e non sempre. Resta l’annuncio e il fatto che navi russe si preparano a entrare nel Mediterraneo orientale. Anche loro, potenti navi militari, ufficialmente solo per compiere una serie di esercitazioni navali. «Così fan tutti», ma i russi sono soltanto gli ultimi arrivati in questo pigia pigia di manovre militari in un relativamente piccolo tratto di mare segnato da forti contese internazionali. Prima di loro, navi forse dalla Crimea, Man Nero via Bosforo, forse da Tartus, Siria, stanano ‘esercitandosi’ in forse turchi e greci, con tanto di piccola collisione, e ciprioti, francesi, italiani, americani.

Avviso ai naviganti  

L’avviso di navigazione emesso mercoledì, annuncia Ankara, afferma che le esercitazioni russe si svolgeranno dall’8 al 22 settembre e dal 17 al 25 settembre nelle aree del Mediterraneo dove operano le navi di ricerca sismica/petrolifera turche. Da settimane, come è noto, imbarcazioni della Turchia si sono spinte in acque contese attorno a Cipro e Creta alla ricerca di gas e petrolio sottomarini, con tanto di scorta di una piccola flotta di navi militari. Tensione ormai note e non ancora in piena tempesta, visti l’ampliarsi delle esibizioni di forza, e senza segnali di trattative che dovranno mediare sulla definizione delle zone marittime esclusive per la spartizione delle risorse. Un tempo la pesca, oggi gas e petrolio. Il presidente Erdogan contesta i diversi trattati fatti firmare alla neonata Turchia dalle potenze coloniali europee.

Mosca senza commenti

Navi da guerra che inseguono gli annunci politici, e non è mai buon segno. L’annuncio turco arriva dopo che gli Stati Uniti hanno espresso l’intenzione di voler revocare parzialmente l’embargo sulle armi a Cipro, che dura ormai da 33 anni, dai tempi del feroce regime dei colonnelli greci. Cipro greca, e Cipro ad occupazione militare turca a nord, con il mondo che sembra ritrovare il suo peggior passato. Ankara ha reagito molto male alla mossa al momento solo simbolica degli Stati Uniti. «Va contro lo spirito di alleanza tra Washington e Ankara», commenta il ministero degli Esteri dalla capitale turca. La versione è che la decisione americana finirebbe per danneggiare gli sforzi per riunificare Cipro, tuttora divisa fra una comunità greco-cipriota, la sola riconosciuta a livello internazionale e parte dell’Unione europea, mentre quella turco-cipriota è considerata a livello istituzionale unicamente da Ankara.

Turchia Nato portavoce di Mosca

Con altre stranezze, come rileva Ansaldo. La Turchia, storico membro della Nato fin dal 1952, che annuncia le esercitazioni per conto di Mosca. Ma i due Paesi, è noto, stanno da tempo rafforzando i loro legami politici, economici e militari. Tra molti problemi ma anche con importanti risultati, almeno per loro. In Siria, divisi sulla presenza al potere di Bashar el Assad, si coordinano sulla loro presenza militare nella fascia a nord popolata dai curdi. Nota al mondo la clamorosa rottura in casa Nato con l’acquisto dei sistema di difesa missilistica russo S-400 acquistato da Mosca, e far coincidere e collidere fra loro armamenti di schieramenti opposti. Risposta Usa su cui si sta litigando a cercare mediazione e salvare facce politiche, la questione del caccia Usa F-35 che Trump minaccia di non consegnare. Poi il petrolio russo verso il resto del mondo attraverso la Turchia e, novità ultima, la prima centrale nucleare turca sarà di costruzione russa.

La base militare russa di Tartus, in Siria

Crociere pericolose

Amici e nemici nel momento di maggiore attrito fra la Turchia e la Grecia. La Francia con grande esibizione di forza accanto ad Atene. L’Italia negli ultimi giorni ha compiuto esercitazioni navali sia sul fronte greco, sia su quello turco, con navi diverse. La Germania con la sua diplomazia appoggia Ankara, anche se in maniera critica. La decisione russa di avviare due lunghe esercitazioni a settembre è una risposta inviata a molti interlocutori assieme. Mosca –utile ricordarlo- mantiene nel Mediterraneo orientale una forza consistente, conducendo regolarmente manovre navali. Due al momento la basi navali russe interessate, da Sabastopoli in Crimea, con passaggio vigilato turco su Bosforo e Dardanelli, e la base siriana di Tartus, salvo prossimi punti di approdo e più e meglio in Libia dove si insedia già la Turchia. «Ma l’annuncio fatto fare dalla Turchia suona come un messaggio di alleanza», l’annotazione di rilievo politico.

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