Meir Har-Zion (1934-2014): Israele loda un serial killer

18 Mar 2014

Media e politici israeliani si riuniscono in questi giorni e con un’insolita unanimità osannano uno dei peggiori criminali che Israele abbia mai visto, e non ce n’è carenza nel corso della sua breve storia! 

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In cosa Meir Har-Zion ha contribuito allo Stato di Israele? Progressi in ricerca medica? Bella poesia? Leggi sociali? Niente di tutto questo: Meir Har-Zion è stato un modello di omicidi extragiudiziali, che a volte prescindevano gli ordini; in più occasioni ha ordinato omicidi di privati e, tra gli altri, quello in seguito allo stupro di sua sorella.

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Originariamente membro fondatore del Comando Unità 101, che ha organizzato nei primi anni dello Stato israeliano numerose ”missioni di vendetta” dall’altra parte del confine, Har-Zion ha insegnato ad un’intera generazione di soldati che avrebbero poi occupato posizioni di rilievo nell’esercito che non vi è alcuna ragione per distinguere tra uomini, donne, bambini, civili e militari. Si è anche divertito a raccontare che uccidere un uomo con un coltello è molto più divertente che uccidere con armi da fuoco.

I metodi criminali del Comando Unità 101 – un’unità di cui l’autorità israeliana nega l’esistenza – sono serviti da modello per le élite dell’esercito israeliano sino ad oggi.

Dopo quasi quindici anni di servizio fedele, durante i quali molti dei suoi comandanti impiegavano i loro metodi criminali per interessi puramente personali, il Comando Unità 101 è stato sciolto. Har-Zion, tipica figura del tipo anti-sociale, si è ritirato in una fattoria isolata nella Valle del Giordano Occupata, dove ha vissuto sino alla sua morte, il 14 marzo.

Pazzo? Sicuramente. Ma quando un uomo diventa un eroe nazionale o una leggenda, quando 60 anni dopo i suoi crimini un’intera nazione continua a vedere in lui un modello, è la nazione che è malata, molto malata. Se Israele ha spesso l’aspetto di una gang che costituisce uno Stato, che ignora il diritto internazionale e che ha leggi proprie, che racconta bugie come modalità di esistenza, è in gran parte nella storia del Commando Unità 101 che dobbiamo cercarne la fonte.

Nel 1950 Israele era percepito come uno Stato molle circondato da Stati arabi ostili che lavoravano per il suo sradicamento. È questo che spiega, in quel momento, l’impunità e la simpatia di Har-Zion, molto apprezzato a livello internazionale, e il silenzio complice della sinistra di fronte alle azioni criminali degli assassini del Commando Unità 101. Questa tolleranza per le stragi (di cui il massacro di Qibya è quella più nota) è stata, già a quel tempo, ingiustificabile e scandalosa, ma comprensibile nel contesto dei primi anni ’50. Tuttavia la tolleranza per tali atti criminali all’inizio del 21° secolo, quando Israele è diventata una grande potenza economica e militare (e nucleare, secondo la stampa internazionale), è segno di una civiltà malata.

Gli omaggi internazionali che hanno seguito la morte dell’assassino Har-Zion sono segno di un cedimento strutturale dello Stato coloniale israeliano, che ora è qualcosa di ben diverso da una gang di ladri, che fa dello Stato una potente arma, che ignora qualsiasi forma di diritto e che quindi non può essere fermato con la forza.

 

Michel (Mikado) Warschawski

Alternative Information Center (AIC)

Inviato da aicitaliano il Mar, 18/03/2014 – 13:35

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